Stanley Kubrick - I capolavori
The
Killing (1956)
Rapina a mano armata
TRAMA
Johnny
Clay, malvivente da poco uscito di prigione, prepara
insieme con quattro complici, il colpo grosso della
sicurezza economica. Sono tutti poveri diavoli falliti e
nessuno fà il criminale di professione: un cassiere
tradito e sbeffeggiato dalla moglie, un barista, un
pensionato e perfino un poliziotto nei guai per debiti.
La rapina consiste nello svaligiare la cassaforte di un
ippodromo prima che vengano pagate le vincite. Per avere
il tempo di compiere indisturbato la rapina Clay assolda
due individui esterni alla gang: un immigrato russo
giocatore di scacchi e formidabile lottatore, che deve
tenere occupati i poliziotti provocando una rissa, e un
cecchino che ha il compito di abbattere il cavallo
favorito della settima corsa per ritardare le decisioni
della giuria e lasciare quindi piena la cassaforte.
Compiti meno importanti ma necessari hanno gli altri,
compreso il poliziotto, che deve portare via il denaro
che Clay gli passerà. Il piano, perfettamente
congegnato, sembra riuscire. Per Clay poi le cose
sembrano mettersi in modo ideale perché il resto della
banda, a colpo avvenuto, viene sterminato in una
sparatoria dagli amici della moglie del cassiere, che
aveva avvertito l'amante, sperando una volta ricca, di
poter abbandonare la magra vita coniugale. Folle di
rabbia e già morente, dopo aver provocato la strage
l'ometto prima di spirare uccide anche la moglie. Clay
con i soldi e con la sua ragazza si avvia all'aeroporto e
quando sta già per prendere l'aereo un cagnolino taglia
la strada al trenino dei bagagli e la valigia con i
dollari cade in mezzo alla pista, i biglietti si
sparpagliano nella notte, due agenti appaiono dietro la
vetrata.
CRITICA
HALLIWELLS
: * * * , FARINOTTI : * * * * , MORANDINI : * * * * ,
MEREGHETTI : * * * ½
LEONARD MALTINS : * * * ½
DIZIONARIO
DEI FILM ( MORANDINI )
E un
film che rivelò Kubrick e indusse la critica americana a
parlare di un secondo Welles. La sua cinepresa bracca i
personaggi con locchio di un terrier che sorveglia
un gruppo di topi. Fondato sulla rottura della
continuità narrativa che permette allo spettatore di
seguire lo svolgimento dellazione secondo diverse
prospettive, il film ha un ritmo incalzante e una
suspense di tenuta infallibile.
DIZIONARIO
DEI FILM ( MEREGHETTI )
Terzo
lungometraggio di Kubrick dallomonimo romanzo di
Lionel White, sceneggiato dal regista e da Jim Thompson (
di questultimo sono anche i dialoghi aggiunti ). Un
noir di un vigore impressionante, freddo e saturo di
tensione come raramente capita di vedere sul grande
schermo. Straordinaria la struttura temporale, che usa i
flashback non solo per dar conto delle vicende passate (
senso diacronico ), ma anche per esprimere la
simultaneità degli eventi ( senso sincronico ). La
fotografia color acciaio è di Lucien Ballard. Eccellente
la performance di Hayden, ma anche gli altri attori sono
indispensabili.
NUOVO
DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO )
Con
riferimenti non celati a Giungla dasfalto
( 1950 ) di John Huston e a Rififi (
1955 ) di Jules Dassin ( per le banconote sparse nel
vento si può addirittura richiamare A me la
libertà 1925 di René Clair, tanto
forte è la propensione allegorico sarcastica del
regista ), ma più tecnico e acre, questo gangster film
fu girato in 20 giorni, costò 300 mila dollari, ebbe un
buon successo e diventò poi un piccolo cult movie. Molto
kubrickianamente, è meno imperniato sulla storia che non
sulla sua messa in scena, sui modi di raccontare la
vicenda: lo si nota in maniera esemplare
nellepilogo della rapina, le cui fasi sono ripetute
più volte con inquadrature girate da diversi punti di
vista. Nel corso di tutto il film, del resto, Kubrick non
aspira affatto a cancellare la propria regia, come era
nella tradizione dei generi.
DIZIONARIO
DEI FILM ( GEORGE SADOUL )
Sulla
falsariga di Giungla dasfalto , ma
diverso nello spirito ( meno romantico, più amaro ) è
il primo grande successo di Kubrick, che vi sperimenta un
tipo di narrazione a flashback incrociati che ricoprono a
volte le stesse azioni. La corsa alla ricchezza di alcuni
tipi di sbandati un marito mal messo che lascia la
moglie insoddisfatta, un vecchio, ecc. finisce con
una scena grottesca: mentre i rapinatori si avviano
allaereo, la valigia col malloppo è scambiata con
unaltra e si rovescia, lo spostamento daria
provocato dallelica disperde i biglietti ai quattro
venti. " In Rapina a mano armata il racconto si
sviluppa attraverso una sorta di sdoppiamento tra
litinerario seguito dalla voce narrante e quello
della successione delle scene. Allunità del
racconto fatto dalla voce fuori campo, con una scansione
minuziosa delle ore e dei minuti in cui si succedono le
varie fasi della rapina, corrisponde una sistematica
scomposizione degli eventi in punti di vista simmetrici e
opposti. In tutto questo consiste loriginalità
dellapproccio di Kubrick ad un genere
ipercodificato come il noir " ( Antonio Costa ).
TEMPI
MODERNI.COM
Il racconto
dà solo una pallida idea del film, non tanto perché in
questo vi sia molto di più, quanto perché conta proprio
come vi si racconta il racconto. Kubrick ha fatto le cose
per bene. Ogni dettaglio è curato, non per il genere ma
per un meccanismo che è in buona parte indipendente da
esso. Il meccanismo ha un aspetto di gioco gratuito.
Kubrick riprende e accentua il trattamento del tempo già
presente nel romanzo, per niente artificioso ai fini
dell'introduzione del gioco, delle sue pedine e dei suoi
regolamenti. La sequenza iniziale mostra la funzionalità
del procedimento che permette di presentare i vari
ambienti della vicenda e la parata dei personaggi, in una
successione logica e non affidata al modo disorganico in
cui potremmo avere le stesse informazioni se seguissimo
l'itinerario di uno dei protagonisti. La situazione dello
spettatore è quella di Marvin Unger: non ama il gioco,
ma segue il tutto, puntando su tutti i cavalli e seguendo
tutti i personaggi.
Neanche Clay è "colui che conosce" il gioco
intero e come andrà a finire; è solo l'attore
principale e per rappresentarlo Kubrick ha scelto il
volto quasi immoto di Sterling Hayden (l'attore più
stupendamente impassibile del cinema americano). Insieme
con le didascalie che scandiscono le ore e i giorni, il
lavoro che fa Kubrick è sul tempo. La "voce"
infatti ha la prima parola, mai l'ultima. Il meccanismo
è solo innescato, corretto, ma poi procede da solo,
perché tutti gli elementi concordano. Il segno è già
nelle prime inquadrature, che mostrano i preparativi di
un gioco (le corse dei cavalli) che causano altri giochi
(le scommesse). La rapina conta, per riuscire sulla
provvisoria interruzione traumatica del gioco, ma
comincia ad essere narrata essa stessa nella sala-giochi
in un esordio minuzioso e rituale in cui i partecipanti
al colpo si scambiano furtivi messaggi come per scherzo
fanno i bambini a scuola. Lo spettatore inizia a seguire
i personaggi, cioè il gioco. Visto nel complesso, il
gioco è aspramente ironico, quasi sarcastico.
La banda è composta da falliti, eppure il piano si
svolge alla perfezione, grazie al contributo determinante
dei due "tecnici" esterni. Clay, l'esperto, il
freddo che sembra condurre il gioco, lo vedrà fallire;
sarà lui per caso a perdere tutto, dopo essere stato sul
punto di ottenere il massimo. Il cecchino, che rischiava
meno di tutti, per un caso sfortunato viene ucciso dalla
pistolettata di un agente, e pensare che gli era stato
appena regalato un ferro di cavallo! Un altro riferimento
simmetrico lega la sua morte quando alla sua prima
comparsa nel film lo vediamo esercitarsi in campagna su
sagome di cartone raffiguranti uomini con la pistola
puntata. Ma il gioco più vertiginoso è quello in cui si
coinvolge lo spettatore. La storia, con il perfetto gioco
d'incastri, si fa seguire agevolmente, e anche il fatto
che una medesima sequenza (lo scatenamento della rissa
all'ippodromo) sia ripresa due volte non è artificioso
ma funzionale.
In fondo è divertente, si tratta di un puzzle del quale
man mano vengono forniti i pezzi; tutto combacia, tutto
torna senza bisogno di sforzi. In questa prima visione
d'insieme l'acme è la sequenza in cui Clay, calcatasi in
testa una bizzarra maschera ghignante, compie la rapina
vera e propria: la macchina da presa lo segue con un
lungo carrello laterale attraverso diverse stanze, poi lo
mostra mentre si fa riempire di soldi un sacco,
successivamente lo vediamo buttare il sacco dalla
finestra - in un'altra sequenza vedremo il sacco cadere
vicino all'auto del poliziotto complice - poi Clay torna
sui suoi passi. A questo punto, tutto il resto fino alla
caduta finale, potrebbe essere previsto e accettato da
qualsiasi cultore di film del genere. Il tutto è girato
come un puzzle, come ricostruzione di una
superficie-fiction. Durante tutto il film la macchina da
presa si limita a scivolare lungo di essa mediante i
carrelli laterali.
Per un lato il film soddisfa la non troppo nascosta
predilezione - da parte di chi guarda in un'ottica il
film di genere - per il perfetto combaciare delle
sequenze nel loro insieme, uno scivolare meccanico di
ogni film sui passi del precedente nel mare degli
archetipi e del sempre previsto imprevisto. Il piacere
infantile della "costruzione" e del gioco
maniacalmente ripetuti, come nella fiaba reiterata.
Dall'altra parte, il gangster film nero (come ogni altro
film di genere) accoglie al suoi interno momenti di
dissoluzione o di messa in questione, le necessarie pur
lievi successive variazioni di personaggi, se ne creano
di abnormi: isolati romantici eroi, perdenti nati che
perdono ancora una volta per una donna, psicopatici e
mostri. Ogni genere ha le sue figure tipiche, l'effetto
per le quali occulta spesso il fondo reale del piacere e
che il film di genere può dare.
In Rapina a mano armata, lo spettatore ha pure
l'illusione di ritrovare - oltre la struttura
affascinante - qualche figura nota (gli attori
sperimentati nel genere), qualcuno dei miti abusati del
genere (specie il più gratificante, quello
dell'autodistruzione), un po' di romanticismo del
crimine. L'intreccio secondario (subplot), è la storia
triste e tragica del cassiere Elisha Cook e della moglie
Marie Windsor. Non è un caso che le poche inquadrature
espressionistiche, in un ambito fotografico realistico
(la fonte di illuminazione spesso viene mostrata in
campo, contribuisce a dare la luce dell'attualità e
dell'autentico anche agli interni, fatti tutti in
studio), siano dedicate proprio alle scene nella casa
dell'infelice coppia, con la bionda macchia luminosa
della moglie indolente, tra le ombre della camera e il
bianco sfatto delle lenzuola, e la radio con un
sottofondo di vizioso bebop (il resto
dell'accompagnamento musicale nel film è molto più duro
e ritmato), fino alla caduta finale di Cook che muore
finendo per terra con il volto in primissimo piano
addosso alla gabbietta del canarino.
Rapina a mano armata per tre quarti è occupato dai
preparativi e dallo svolgimento di una rapina, il suo
effetto però, la strage (The killing), quasi non si
vede. La scena della strage è brevissima, un'istantanea
e violentissima sparatoria; lampeggiano due inquadrature,
poi il movimento di macchina sui corpi accatastati. Il
titolo indica quindi ciò che in pratica appena si
intravede. Anche se la storia del cassiere provoca
autentico interesse, dando sfogo al "dolore"
nascosto nella perfezione di ogni genere, anche se per
Clay e per noi spettatori l'apparizione del cassiere
ferito che barcollante attraversa la strada è
"fantastica", si può tranquillamente parlare
di fantascienza: morti che camminano e l'incredibile
precisione necessaria per colpire il cavallo in corsa.
Trasparente il modo in cui Kubrick ci indica che tutto è
già compreso nel meccanismo, anche ciò che sembra
corroderlo. Quando, con un cenno autobiografico, fa
andare Hayden in un club scacchistico a ingaggiare il
lottatore, un suo vecchio amico (Kola Kwariani, un
giocatore di scacchi del Village, amico di Kubrick) i due
siedono di fronte a una scacchiera, allora il calvo e
massiccio immigrato dice la frase di massima
gratificazione romantica di tutto il film: "gangster
e artista hanno uno cosa in comune.
Ammirati e idolatrati da tutti quando le cose vanno bene,
sono i primi che poi il mondo vuol distruggere, l'uno per
paura, l'altro per invidia"; frase non ironica anche
se potrebbe essere l'ironica enunciazione della morale
del film noir, in cui lo spettatore vuol vedere cadere
l'amato eroe. Infine Kubrick, compie il montaggio da
solo, ma ferocemente contro il materiale da lui stesso
girato, è l'ultima parola della ragione che si dice
contro la circolare autosoddisfazione del chiuso
meccanismo intellettuale. Più il meccanismo è perfetto
e ambizioso, più si dimostrerà inadeguato a comprendere
la vita che pure in esso sembrava esaurirsi. Che poi
resti nel regista la capacità di costruire un congegno
che soddisfi il suo progetto, è un altro discorso. In
Rapina a mano armata, vediamo il genere noir, mentre in
realtà, è un meccanismo puro che ha ragione man mano di
tutti i personaggi; non è una presa in giro divertita e
ripetuta, piuttosto una riproposta cosciente dell'inganno
che da sempre ci offrono le apparenze del reale.
RICONOSCIMENTI
BRITISH ACADEMY AWARDS ( GB )
1 nomination 1957
miglior film
DOPPIAGGIO
| PERSONAGGI |
INTERPRETI |
DOPPIATORI |
| JOHNNY
CLAY |
Sterling
Hayden |
EMILIO
CIGOLI |
| FAY |
Coleen
Gray |
FIORELLA
BETTI |
| VAL
CANNON |
Vince
Edwards |
GIUSEPPE
RINALDI |
| MARVIN
UNGER |
Jay
C. Flippen |
MARIO
BESESTI |
| SHERRY
PEATTY |
Marie
Windsor |
ROSETTA
CALAVETTA |
| RANDY
KENNAN |
Ted
DeCorsia |
GIORGIO
CAPECCHI |
| GEORGE
PEATTY |
Elisha
Cook Jr. |
AUGUSTO
MARCACCI |
| MIKE
O'REILLY |
Joe
Sawyer |
AMILCARE
PETTINELLI |
| NIKKI
ARCANE |
Tim
Carey |
GIANFRANCO
BELLINI |
| LEO |
Jay
Adler |
CESARE
POLACCO |
| TINY |
Joseph
Turkel |
LAURO
GAZZOLO |
| MAURICE
OBOUKHOFF |
Kola
Kwariani |
CARLO
ROMANO |
| ADDETTO
AL PARCHEGGIO |
James
Edwards |
NANDO
GAZZOLO |
| Airline
Clerk |
Billy
Benedict |
PINO
LOCCHI |
| VOCE
ALL'IPPODROMO |
|
BRUNO
PERSA |
| VOCE
NARRANTE |
|
STEFANO
SIBALDI |
LOCATIONS
The
exterior scenes were filmed at the Golden Gate track, Bay
Meadows San Francisco.
FULL CAST AND CREW
Directed
by
Stanley Kubrick
Writing credits
Lionel White (novel Clean Break)
Stanley Kubrick (screenplay)
Jim Thompson (additional dialogue)
Cast (in credits order)
Sterling Hayden .... Johnny Clay
Coleen Gray .... Fay
Vince Edwards .... Val Cannon
Jay C. Flippen .... Marvin Unger
Elisha Cook Jr. .... George Peatty (as Elisha Cook)
Marie Windsor .... Sherry Peatty
Ted de Corsia .... Randy Kennan (as Ted DeCorsia)
Joe Sawyer .... Mike O'Reilly
James Edwards .... Track Parking Attendant
Timothy Carey .... Nikki Arcane (as Tim Carey)
Joe Turkel .... Tiny (as Joseph Turkel)
Jay Adler .... Leo the Loanshark
Kola Kwariani .... Maurice Oboukhoff
Tito Vuolo .... Joe
Dorothy Adams .... Ruthie O'Reilly
Herbert Ellis
James Griffith .... Mr. Grimes
Cecil Elliott .... Lady with Small Dog
Steve Mitchell .... Ron Airline Clerk
Mary Carroll .... Woman asking Kennan for Help
William 'Billy' Benedict .... First Airline Clerk (as
William Benedict)
Charles Cane .... Plainclothesman at Airport (as Charles
R. Cane)
Robert Williams .... Plainclothesman at Airport (as
Robert B. Williams)
Rest of cast listed alphabetically
Art Gilmore .... Narrator (uncredited)
Sol Gorss .... Track Guard slugged by Johnny (uncredited)
Hal J. Moore .... Race Track P.A. Announcer (uncredited)
Richard Reeves .... Bill, Track Employee in Locker Room
(uncredited)
Frank Richards .... Track Employee in Locker Room
(uncredited)
Produced by
James B. Harris .... producer
Alexander Singer .... associate producer
Original Music by
Gerald Fried
Cinematography by
Lucien Ballard
Film Editing by
Betty Steinberg
Art Direction by
Ruth Sobotka (as Ruth Sobotka Kubrick)
Set Decoration by
Harry Reif
Costume Design by
Beaumelle (mens costumes)
Makeup Department
Robert Littlefield .... makeup artist
Lillian Shore .... hair stylist
Production Management
Clarence Eurist .... production supervisor
(uncredited)
Second Unit Director or Assistant Director
Milton Carter .... assistant director
Paul Feiner .... second assistant director
Howard Joslin .... second assistant director
Art Department
Karl Brainard .... assistant set decorator (as
Carl Brainard)
Christopher Ebsen .... chief carpenter
Bud Pine .... construction supervisor
Robert L. Stephen .... chief painter
Ray Zambel .... property master
Sound Department
Rex Lipton .... sound effects editor
Gilbert D. Marchant .... music editor (as Gilbert
Marchant)
Earl Snyder .... sound
Special Effects by
Dave Koehler .... special effects
Visual Effects by
Louis DeWitt .... photographic effects
Jack Rabin .... photographic effects
Other crew
Lou Cortese .... best boy
Paul Easler .... process cameraman
Gerald Fried .... conductor
Carl Gibson .... head grip
Mary Gibsone .... script supervisor
Rudy Harrington .... wardrobe: women
Joyce Hartman .... assistant to director
Robert Hosler .... second assistant camera
Bobby Jones .... gaffer
Dave Lesser .... transportation
Jack Masters .... wardrober
Marguerite Olson .... production assistant
Dick Tower .... camera operator
TRIVIA
- One of
the horses is named "Stanley K", after director
'Kubrick, Stanley' (qv).
- As Johnny leaves the store after buying a suitcase,
advertised on the wall just beyond his car is a burlesque
show featuring Lenny Bruce.
|