Stanley Kubrick - I capolavori
Killer's
Kiss (1955)
Il bacio dell'assassino
TRAMA
Un uomo
attende nervoso nella sala d'aspetto alla Stazione
Centrale di New York. La sua voce fuoricampo introduce in
flasback la propria storia. Davy, giovane pugile
ex-promessa, a poche ore dal match decisivo, guarda dalla
finestra della sua camera d'affitto, verso una ragazza
sua dirimpettaia, Gloria. I due lasciano più tardi
contemporaneamente i loro squallidi alloggi,
incrociandosi nell'atrio, Davy si reca sul luogo del
match, Gloria viene accompagnata dal padrone, Vince,
sgradevole uomo di mezza età, a Pleasureland, sala da
ballo e da gioco, dove lavora come hostess. Vince la
invita nel suo ufficio a vedere il match di Davy in
televisione. Davy viene presentato dal telecronista come
un pugile particolare (lo fa per passione), ha studiato
ed è elegante, però ha deluso ormai troppe volte. A
notte inoltrata, Davy, disteso sul letto nella stanza
buia, come in sogno vede la ragazza entrare
nell'appartamento di fronte, che comincia a spogliarsi
per andare a letto. Nel frattempo squilla il telefono, è
un suo zio che, avendolo visto in televisione perdere il
match, lo chiama da Seattle per cercare di convincerlo ad
andare a vivere lassù per lavorare in fattoria. Davy
risponde distrattamente, continuando a guardare di
fronte, finché non si addormenta. Durante il sonno ha un
incubo ed è risvegliato da un urlo. Dalla finestra vede
Vince che importuna Gloria. L'uomo accorgendosi che il
pugile arriva in soccorso di Gloria, fugge impaurito e
Davy decide di vegliare il sonno di Gloria per tutta la
notte. Al mattino, lei gli racconta la sua triste storia,
legata alla sorella Iris, un tempo ballerina, che dopo un
litigio con Gloria, si era suicidata (mentre racconta,
vediamo Iris in tutù, ballare da sola su un palcoscenico
vuoto). Decidono di partire per Seattle; fissando
l'appuntamento davanti a Pleasureland dove anche la
ragazza va a riscuotere l'ultima paga da Vince, mentre
Davy prega il suo manager di pagargli subito la borsa.
Per una serie di coincidenze però, l'appuntamento salta;
due ubriachi scappano con la sua sciarpa e Davy è
costretto a inseguirli, mentre Gloria nel frattempo,
respinge di nuovo la proposta di Vince di diventare la
sua amante. Quest'ultimo non la paga, anzi incarica due
scagnozzi di eliminare Davy, ma i due non conoscendo il
giovane, uccidono il suo manager. Davy, infine, riesce ad
incontrare la ragazza, fissano un altro appuntamento,
questa volta a casa di Gloria. Davy vi si reca ma non la
trova, nel frattempo apprende di essere ricercato per
l'omicidio del suo manager. Armato, si presenta da Vince
costringendolo a farsi portare nel magazzino dove Gloria
è tenuta prigioniera. Davy viene sopraffatto in un primo
momento dagli uomini di Vince, ma poi riesce a liberarsi
e scappa, inseguito lungo le strade e sui tetti. Lo
scontro finale tra i due avviene in un ripostiglio pieno
di manichini, dove Davy si rifugia. Inizia una lotta
selvaggia, e alla fine Davy ha la meglio. Corre alla
stazione, dove Gloria lo raggiunge in tempo per prendere
il treno per Seattle.
CRITICA
HALLIWELLS
: * , FARINOTTI : * * * , MORANDINI : * * * , MEREGHETTI
: * * * LEONARD MALTINS : * *
DIZIONARIO
DEI FILM ( MORANDINI )
Secondo
lungometraggio di Kubrick, realizzato in 20 giorni per
75.000 dollari. Debiti con lespressionismo.
Suggestive ricerche fotografiche negli esterni delle
strade. Torvo, allucinato. Finale frenetico in un
deposito di manichini.
DIZIONARIO
DEI FILM ( MEREGHETTI )
Un noir
appassionante, strutturato come un lungo flashback e
concluso con un inseguimento mozzafiato sui tetti di New
York e un duello in un deposito pieno di manichini.
E il secondo film di Kubrick, che firma anche il
soggetto originale, la sceneggiatura, la fotografia, il
montaggio e la produzione. Gli interessi del regista sono
più per la parte formale ( fotografia elaborata e
impressionista, montaggio ricercato ) che per
lorganizzazione della struttura narrativa.
NUOVO
DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO )
Il bacio
dellassassino è un gangster film a basso
costo ( fu finanziato da parenti e amici del regista ).
Kubrick si inoltra nei confini del genere accentuandone i
tratti e, nel contempo, cercando di rendersene autonomo:
fa largo uso di flashback, allude alla letteratura hard
boiled, disegna caratteri schematici, in un ambiente
urbano connotato come luogo allucinatorio, indugia
da ex fotografo in inquadrature assai elaborate e
in una illuminazione tardo espressionista.
Particolarmente complesse nella ripresa e nel montaggio
le scene dei combattimenti, sul ring e nel magazzino dei
manichini ( questa sottolineatura simbolica, che
ricorrerà spesso nelle opere successive del regista, ha
probabilmente le sue radici nei film di Orson Welles e,
anche, nel cinema francese degli anni 30 e 40
). Il film, pur avendo ottenuto la distribuzione della
United Artists, fu un insuccesso commerciale.
TEMPI
MODERNI.COM
Il soggetto
è da film noir. Nel film molte cose sono evidenti (è il
suo difetto): le raffinatezze fotografiche dell'ex
fotografo, i debiti verso l'espressionismo,
l'accentuazione a tratti parossistica degli elementi di
genere nel tentativo di staccarsene. Colpiscono infatti
inquadrature come quella della scala d'ingresso alla sala
da gioco, ripresa dall'alto come un tunnel luminoso in
fondo al quale si stagliano in profondità di campo le
figure umane. E' evidente l'abilità con cui la macchina
da presa (sempre manovrata da Kubrick) segue il match di
pugilato, alternando riprese dal basso, da dietro le
corde del ring, a intrusioni sul ring stesso. Quanto al
soggetto, presenta personaggi abbastanza superficiali e
caricati nella loro brutalità. Tuttavia non è ad essi
(né agli attori) che va la maggiore attenzione, bensì
alle situazioni, fino alla esasperazione nella sequenza
della lotta finale tra i manichini. Non importa molto
nemmeno l'aspetto inedito degli esterni newyorkesi
ottimamente fotografati, in risalto solo perché il
meccanismo kubrickiano non era ancora ben integrato.
E' certo evidente la ricerca di un ambiente urbano torvo
e allucinato, colto soprattutto al crepuscolo o alla luce
del neon poco smagliante dei quartieri più squallidi. In
ogni caso, come il primo lungometraggio era un film
fantastico che ambiva ad essere un documentario della
mente, questo, al di là del rilievo documentaristico
dell'ambiente, tende ad essere onirico, fiabesco,
barocco. L'uso frequente di specchi, la sequenza
dell'incubo notturno su cui poi si innesta l'azione vera
e propria, l'immagine improvvisa e a lungo mantenuta
della ballerina, la stessa situazione dominante della
finestra attraverso la quale il protagonista si lega alla
ragazza, i due ambienti in cui Davy si trova a combattere
(il ring e il magazzino di manichini del finale),
caratterizzano tutto il film in senso fantastico.
Killer's kiss è una fiaba, con la struttura archetipa
del cavaliere che salva la fanciulla dall'orco. Nella
fiaba non sono certo i personaggi o le cose in sé a
contare, ma le situazioni. Una volta datane la struttura,
l'eventuale autore può giocare come vuole.
Ed è interessante notare allora, come le spezzature e
gli strappi del film, viste nell'angolatura della fiaba,
si giustifichino. Ma appare subito chiaro che, più della
fiaba e più del genere, a Kubrik interessa il lavoro sul
tempo e sulla struttura della narrazione, intesa come
qualcosa di precedente alle cristallizzazioni fiaba o
genere. La fiaba è ciò che più si avvicina a una
struttura nuda. Il genere è il cinema già esistente con
cui chi produce un nuovo film deve per forza fare i conti
(siamo negli anni '50). E in Killer's Kiss, il pugile
guarda se stesso attraverso il lungo flashback, (quindi
nel cinema), si guarda stampato sui manifesti che
annunciano l'incontro. Entra in contatto con la ragazza
attraverso lo schermo-finestra, e per la prima volta i
due stanno insieme nell'unione del medium, quando lei lo
vede sconfitto in televisione. Così, è indubbio che se
Killer's Kiss rientra a tutti gli effetti nel genere
noir, non è certo come variazione all'interno di esso
che viene progettato e realizzato. Fatto suo il mezzo, lo
strumento-arma, Kubrick (la scimmia evoluta) può ormai
usarlo e lanciarlo in ogni direzione.
LOCATIONS
Gloria works at the Pleasureland Dance
Hall which was on 49th Street and Broadway.
In the dream sequence, her sister dances at the Theatre
de Lys in Greenwich Village at 121 Christopher Street on
the north east corner of Christopher and Bedford Streets.
FULL
CAST AND CREW
Directed
by
Stanley Kubrick
Writing credits
Stanley Kubrick (story)
Howard Sackler (uncredited)
Cast (in credits order)
Frank Silvera .... Vincent Rapallo
Jamie Smith .... Davy Gordon
Irene Kane .... Gloria Price
Jerry Jarret .... Albert (the fight manager)
Mike Dana .... Gangster
Felice Orlandi .... Gangster
Shaun O'Brien
Barbara Brand
Skippy Adelman .... Mannequin factory owner (as Julius
Adelman)
David Vaughan .... Conventioneer
Alec Rubin .... Conventioneer
Ralph Roberts .... Gangster
Phil Stevenson .... Gangster
Arthur Feldman
Bill Funaro
Ruth Sobotka .... Ballerina/Iris
Produced by
Morris Bousel .... producer
Stanley Kubrick .... producer
Original Music by
Gerald Fried
Cinematography by
Stanley Kubrick
Film Editing by
Stanley Kubrick
Production Management
Ira Marvin .... production manager
Second Unit Director or Assistant Director
Ernest Nukanen .... assistant director
Sound Department
Walter Ruckersberg .... sound recordist
Clifford van Praag .... sound recordist
Other crew
Anthony Bezich .... assistant editor
Gerald Fried .... conductor
Max Glenn .... camera operator
Dave Golden .... chief electrician
Pat Jaffe .... assistant editor
Jesse Paley .... camera operator
Alexander Singer .... still photographer
David Vaughan .... ballet choreographer
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