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Stanley Kubrick - I capolavori
Day of the Fight (1951)
Il giorno del combattimento

TRAMA
Day of the Fight, è un diretto prolungamento del lavoro di fotografo di Kubrick. L'autore, infatti, prende lo spunto da una sua fotostoria dedicata al pugile peso medio Walter Cartier. Per girare i sedici minuti del documentario, Kubrick spese 3900 dollari e cento di più ne ottenne vendendolo alla RKO che subito gliene finanziò un altro con 1500 dollari.

CRITICA
GIANNI PITTIGLIO
Il fotoracconto intitolato “Prizefighter” (pugile professionista) ritrae l’atleta al risveglio nel suo appartamento, al momento del peso, dell’allenamento e infine durante l’incontro vinto per K.O. a Jersey City.
Per Kubrick la boxe è violenza elevata a livello artistico: tra tutte le foto che ritraggono la giornata di Cartier quella che lo vede seduto nel proprio spogliatoio, a petto nudo, guantoni sulle ginocchia e sguardo verso l’alto, con al suo fianco l’allenatore, emana un fascino che va oltre la nuda cronaca. Il momento precedente il combattimento appare come una scena epica: luce che arriva dal soffitto e genera un’ombra che accentua gli zigomi alti del pugile; un’inquadratura dal basso che trasforma Cartier in un simbolo di mascolinità.
Le potenzialità del soggetto portano Stanley Kubrick a realizzare il suo primo cortometraggio, un documentario da lui prodotto e diretto, intitolato “The day of the fight”. I 3900 dollari spesi per produrre la pellicola vengono recuperati grazie alla vendita alla RKO che pensa bene di finanziarne subito un altro: la folgorante carriera di uno dei registi più celebrati dell’ultimo cinquantennio iniziava così, quasi per caso.
Nei sedici minuti di “The Day of the fight” si incontrano elementi caratteristici della poetica kubrickiana: si è già scritto sulla figura di labirinto che spesso tornerà nel cinema di Kubrick, qui rappresentata dal ring, ruolo chiuso per antonomasia in cui l’eroe deve superare delle prove. Alcune scene sembrano un'anticipazione delle trincee labirintiche di “Orizzonti di gloria”, dell’astronave di “2001”, dell’Overlook Hotel di “Shining”, della caserma di “Full metal jacket” o della villa di “Eyes wide shut”, tutti luoghi circoscritti, fulcri dell’azione delle singole vicende narrate. Cifra stilistica del regista è la sfida stessa: tra Hal 9000 e gli astronauti in “2001”, i continui duelli di “Barry Lyndon”, gli scontri dei drughi di “Arancia meccanica” e in una dimensione più grande nelle immagini di guerra in “Full metal jacket”.
Labirinto e sfida che sono ben riassunti nel gioco degli scacchi, per i quali il regista statunitense aveva una passione non comune, comprensibile proprio se letta come iterazione di una sfida labirintica.

ROBERTO DONATI
La descrizione di una giornata del pugile dei pesi medi Walter Cartier, dal risveglio mattutino alla vittoria nel combattimento serale. Nel 1949 Kubrick, ancora fotografo per la rivista Look, faceva un racconto fotografico di venti immagini sul pugile Cartier (intitolato Prizefighter) che sarebbe servito, due anni più tardi, come trama per il primo cortometraggio documentario del regista, nel quale il protagonista è pedinato costantemente dalla macchina da presa e dalla voce fuori campo di un narratore, secondo una tecnica tipica del primo Kubrick (si pensi a Il bacio dell’assassino ma, in particolare, a Rapina a mano armata e, molti anni dopo, anche a Barry Lyndon). Notevole la sequenza finale dell’incontro di boxe. Inutile cercarlo in videocassetta: passa raramente su Raitre (sottotitolato in italiano) nel programma di Enrico Ghezzi Fuori Orario. Prodotto dalla RKO, con commento musicale di Gerald Fried. Fin dall’inizio, Kubrick ha svolto tutti i ruoli tecnici più importanti, assumendo il pieno controllo dell’opera.

CINEMATOGRAFO.IT
di Francesco Patrizi
L’interesse per l’opera prima di Kubrick è suscitato non tanto dalla tecnica narrativa o di ripresa, ma dalla presenza della figura principale che domina tutto il cinema futuro dell’autore, una figura che potremmo definire labirinto (e che nel corto prende corpo nel ring). L’idea di labirinto porta con sé diverse accezioni che sarebbe lungo analizzare. Diciamo che in Kubrick l’idea “visiva” e il concetto di labirinto alludono alla figura mitologica del luogo chiuso all’interno del quale si svolge una sfida tra un eroe che “deve crescere”, che deve superare delle prove, e un avversario oscuro; all’interno di questo mondo/labirinto, si attuano delle strategie di movimento, si calcolano le possibilità, si moltiplicano le azioni, le congetture, nulla è come appare, tutto è ostile. Concetti che si addicono ad una ben più profonda riflessione e che Kubrick mette a fuoco nella filmografia della maturità, ma che comunque, sin dagli esordi, trovano una larvale e primigenia messa in forma. Infatti, già in questo primo cortometraggio la storia verte intorno ad una sfida inevitabile, in un luogo circoscritto (il ring), sfida dalla quale solo uno uscirà vincitore.
Inoltre la boxe, di per sé, si presenta come azione simulata (boxe come sport e quindi come rito che sospende l’atto dalla “realtà”). Ci sono, insomma, gli elementi principali del pensiero di Kubrick.
Il labirinto, simbolicamente, è da intendersi come luogo chiuso, governato da un Tempo e da una Regola sui generis. Soprattutto luogo da cui uscire superando una prova (Teseo contro il Minotauro).
Il cinema di Kubrick è pervaso da mondi/labirinto chiusi; vedi l’Overlook Hotel di Shining, o la caserma di Full Metal Jacket, luogo “chiuso” da cui si uscirà soltanto dopo aver assistito alla sfida finale tra Palla di Lardo e il Sergente. Altro mondo/labirinto da cui uscire tramite una sfida è l’astronave di 2001 e la sfida è la partita a scacchi giocata tra l’astronauta che morirà e Hal; l’altra sfida, tutta verbale, viene vinta invece dall’astronauta Bowman. La sfida/duello è inoltre la figura chiave di Barry Lyndon, il film si apre con un duello simbolico (la morte del padre), e segna i momenti più importanti della storia, riportando la sfida al suo valore simbolico archetipico, quello tra padri e figli (così come la “sfida” simbolica tra il protagonista di Shining e suo figlio!).
Tornando indietro nella filmografia del regista, è interessante notare come l’idea di labirinto e l’idea di sfida reggano l’impalcatura narrativa (ma non ancora visiva) de Il bacio dell’assassino e di Rapina a mano armata.
Le idee di labirinto, di luogo circoscritto segnato da regole, di sfida, trovano indubbiamente l’origine nella passione che Kubrick ha sempre nutrito per gli scacchi.
Scacchiera e labirinto, di fatti, sono figure che spesso si rincorrono nella messa in scena dell’immaginario del regista delineando i tratti espressivi di una poetica incentrata su una visione del mondo dove tutto è logica, calcolo, prevenzione, azzardo e dove la volontà di Azione, soprattutto, è continuamente frustrata, sconfitta, messa in scacco, e la cosa non deve sorprendere: dal ring del primo corto esce un vincitore, così come il boxeur de Il Bacio dell’assassino riesce a salvare la ragazza districandosi in un labirinto/magazzino, ma nelle opere successive i tentativi di “azione”, finalizzati ad una rapina o alla fuga con una quattordicenne, saranno inutili, i personaggi saranno costretti a ripetere quello che hanno già fatto, a tornare sui propri passi, e finiranno con l’intricarsi in falsi movimenti. Si pensi, inoltre, all’ultimo film, Eyes Wide Shut, dove si ritrovano la sfida (di Bill contro la moglie e non solo…), il labirinto (Bill si aggira per la città e in casa come un topo in trappola, controllato…), l’azione frustrata e così via.
Sicuramente la messa in scena di Day of fight risente di un’impostazione scolastica e del mestiere di fotografo (vedi l’inquadratura da sotto lo sgabello del boxeur sul ring o lo stagliarsi dei corpi contro il muro bianco nello spogliatoio, tagli di natura fotogenica non certo funzionali alla diegesi del film), ma l’immaginario e l’impalcatura teorica sono già quelli del cinema di Kubrick.

LOCATIONS
New Jersey and Greenwich Village. The two brothers wake up in their aunt's apartment on West 12th Street and they eat at the Steak Joint on Greenwich Avenue. Before the fight they visit the church of St Francis Xavier on 16th Street and 6th Avenue. The fight itself takes place at Laurel Gardens, Newark.

FULL CAST AND CREW
Directed by
Stanley Kubrick

Writing credits
Robert Rein (narration script)

Cast
Douglas Edwards .... Narrator (voice)

Rest of cast listed alphabetically
Vincent Cartier .... Himself (Walter's twin brother) (uncredited)
Walter Cartier .... Himself (uncredited)
Nate Fleischer .... Himself (boxing historian) (uncredited)
Bobby James .... Himself (Walter's opponent) (uncredited)
Stanley Kubrick .... Himself (man at ringside with camera) (uncredited)
Alexander Singer .... Himself (man at ringside with camera) (uncredited)
Judy Singer .... Herself (female fan in crowd) (uncredited)

Produced by
Stanley Kubrick .... producer
Jay Bonafield .... producer (uncredited)

Original Music by
Gerald Fried

Cinematography by
Stanley Kubrick
Alexander Singer (uncredited)

Film Editing by
Julian Bergman
Stanley Kubrick (uncredited)

Second Unit Director or Assistant Director
Alexander Singer .... assistant director (uncredited)

Sound Department
Stanley Kubrick .... sound editor (uncredited)

Other crew
Gerald Fried .... conductor

TRIVIA
Based on Kubrick's pictorial for Look Magazine (January 18, 1949) entitled "Prizefighter," "Day Of The Fight" tells of a day in the life of a middleweight Irish boxer named Walter Cartier, particularly the day of his bout with black middleweight Bobby James. This 16-minute short opens with a short (about 4 minutes) study of boxing's history, naratted by veteran newscaster Douglas Edwards in a no-nonsense, noir tone of voice. After this, we follow Walter (and his twin brother Vincent) through his day as he prepares for his 10:00 P.M. bout. After eating breakfast, going to early mass and eating launch, he starts arranging his things for the fight at 4:00 P.M. By 8:00, he is waiting in his dressing room, where he undergoes a mental transformation, turning into the fighting machine the crowd clamors for. At 10:00, he faces James, and soon, he comes out victorious in a short match which was filmed live on April 17th, 1950.