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Stanley Kubrick - I capolavori
Barry Lyndon (1975)

TRAMA
Irlanda XVIII secolo. Dopo la morte del padre in un duello il giovane Redmond Barry rimane solo con la madre. Innamoratosi della cugina Nora Brady sfida a duello il suo pretendente, il capitano Quin, un ufficiale inglese. Convinto di averlo ucciso Barry fugge a Dublino con 20 ghinee dategli dalla madre, ma sulla strada incontra dei ladri che gli rubano tutto. Barry allora è costretto ad arruolarsi nell’esercito inglese. Prende parte così alla guerra dei sette anni e viene a sapere da un suo vecchio amico, il capitano Grogan, che Quin non è morto e ha sposato Nora. Barry diserta e incontra nel suo viaggio un alleato prussiano il capitano Potzdorf, che lo smaschera costringendolo ad arruolarsi nel suo esercito. Barry si comporta valorosamente in battaglia salvando la vita del suo capitano il quale, riconoscente, lo elegge a suo attendente. Viene quindi incaricato di spiare il cavaliere di Balibari, un baro, irlandese come Barry. Quest’ultimo alla presenza di un compatriota si commuove e gli rivela lo scopo della sua missione. Il cavaliere lo porta con sé in giro per l’Europa dove i due si mantengono giocando d’azzardo. Ad un tavolo da gioco Barry incontra Lady Lyndon, un’aristocratica sposata ad un marito anziano ed invalido. Barry diventa il suo amante e, alla morte del marito, la sposa, acquisendo così il titolo nobiliare. I due hanno un bambino ma la vita familiare si rivela molto difficile per Barry il quale è odiato da Lord Bullingdon, il primogenito di Lady Lyndon e non è ben accetto in società per via delle sue origini plebee. Durante un alterco in pubblico con il figliastro Barry perde ogni possibilità di accedere ad un proprio titolo nobiliare. Dopo la morte accidentale (una caduta da cavallo) dell’amatissimo figlio Bryan Lady Lyndon tenta il suicidio. Barry sconvolto passa le sue giornate a bere e giocare fino a quando non viene sfidato a duello da Lord Bullingdon. Barry viene ferito gravemente e perde una gamba. Lord Bullingdon lo costringe a lasciare l’Inghilterra in cambio di un vitalizio. Il film si conclude sul viso affranto di Lady Lyndon che firma il solito assegno annuale per il marito.

CRITICA
HALLIWELL’S : * * * , FARINOTTI : * * * * , MORANDINI : * * * * , MEREGHETTI : * * * ½
LEONARD MALTIN’S : * * * ½

DIZIONARIO DEI FILM ( MORANDINI )
Il fascino freddo del film nasce dalla distanza e dalla sordina con cui Kubrick espone le vicissitudini del suo antieroico personaggio, smentite soltanto nei suoi rapporti col figlioletto. Elogiato per il suo versante plastico – figurativo come uno splendido album di immagini, non è un’opera formalista, un esercizio di stile, ma un discorso complesso sulla fine della Storia: la sua fissità, la ripetitività dei comportamenti dell’uomo nel suo agire privato, sociale e politico. Un affresco con figure di un paesaggio remoto come un altro pianeta del sistema solare.

DIZIONARIO DEI FILM ( MEREGHETTI )
Dietro il ritratto di un eroe ambiguo c’è la descrizione di una società violenta, classista, che nasconde profonde miserie con la maschera dell’eleganza e del perbenismo. Basato su un romanzo di William M. Thackeray ( sceneggiato da Kubrick ), fu quasi un disastro al botteghino: dietro l’eccelso splendore formale ( straordinari i suoi lenti zoom all’indietro che a partire da un particolare svelano il panorama o la scenografia che lo circonda ) non fu apprezzato il pessimismo diffuso sulle possibilità dell’uomo di conquistare un reale progresso. Ogni scena è stata girata con luce naturale, compresi gli interni rischiarati solo da candele e lumi a olio: per farlo, Kubrick ha adattato alla macchina da presa un obiettivo creato dalla Zeiss per le foto scattate dai satelliti Nasa.

NUOVO DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO )
Accuratissima rappresentazione d’epoca costata 11 milioni di dollari. E’ una riflessione sul rapporto fra il cinema e la storia attraverso la ricostruzione iconografica minuziosa e il potere evocativo della musica. Un film d’avventura, ancora nell’area del ‘ realismo fantastico ‘ kubrickiano. Complesso nei meccanismi narrativi e nella struttura visiva ( le dense inquadrature, la durata del film ), ‘ Barry Lyndon ‘ nasconde, sotto fredde apparenze, un impiego quasi sperimentale delle potenzialità del mezzo. Generalmente accusato dalla critica di figurativismo raggelato, come un album di illustrazioni d’epoca o una galleria d’arte, il film ottenne un successo inferiore alle aspettative. Secondo molti, i personaggi erano trascurati a favore delle immagini d’ambiente e la storia talvolta oscura, raccontata dalla voce narrante, era troppo macchinosa. Per girarlo Kubrick utilizzò sofisticatissime lenti Zeiss ( impiegate nella tecnologia spaziale ), col proposito di ricreare la luce del passato in interni illuminati unicamente da candele. Le copie del film distribuite in tutto il mondo erano accompagnate da un libretto di Kubrick con le istruzioni dettagliate per la corretta proiezione.

DIZIONARIO DI TUTTI I FILM ( FARINOTTI )
Tratto dal noto romanzo settecentesco di William Makepeace Thackeray, ‘ Barry Lyndon ‘ si può definire un film anomalo nella produzione del grande Stanley Kubrick. Film di difficile collocazione e che ha spaventato la critica al suo apparire a causa della mancanza di una chiave di lettura che conducesse alle origini del progetto. Il misterioso Kubrick non ha mai chiarito le sue intenzioni. Ma ciò non impedisce di giudicare il film una splendida anomalia. Usando una tecnica d’illuminazione naturalistica, tutto a base di candele, che il grande direttore della fotografia John Alcott ha realizzato genialmente, il film è immerso in una atmosfera che rende perfettamente, per quanto ci è dato sapere, il clima del tempo. Per ottenere il miglior risultato possibile, Kubrick si è avvalso di lenti speciali, fornite dalla Carl Zeiss e adattate da Ed Di Giulio. Un film freddo e crudele. Ironico e mastodontico. Solenne e malinconico.
La bella voce narrante di Romolo Valli accompagna il racconto con tono suadente e beffardo. Kubrick usò questo espediente intenzionalmente per legare le numerose vicende che altrimenti sarebbero risultate incomprensibili. Altro contributo memorabile al film sono le musiche assemblate da Leonard Rosenmann. Fra tutte spicca il trio per piano in mi bemolle di Schubert. Gli interpreti sono usati dal regista come pedine di un’invisibile scacchiera, che egli percorre seguendo un imperscrutabile disegno metafisico. Le leggi cosmiche e l’ineluttabilità del destino avvicinano ‘ Barry Lyndon ‘ a ‘ 2001: odissea nello spazio ‘. L’astronauta affronta i misteri del cosmo e ne è vittima, così come Lyndon entra in un mondo che non gli appartiene, subendone la consueta glacialità, che è intenzionale nel più introverso genio registico degli ultimi trent’anni.

DIZIONARIO DEI FILM ( GEORGE SADOUL )
Opera tutta tecnica di Kubrick, prende a pretesto la vicenda dell’irlandese Barry Lyndon, per affrontare l’immagine e la rappresentazione cinematografica. Protagonista diventa il Settecento nella sua cornice scenografica che s’ispira alla tradizione pittorica inglese del tempo. Kubrick cerca una perfezione scenica non solo negli ambienti e nei ritratti ma anche nei costumi e nelle armi usate dai soldati. Gli effetti che caricano ogni sequenza, girata a luce naturale ( anche a lume di candela ), sono stati realizzati con speciali obiettivi utilizzati dalla Nasa per i rilievi spaziali.

TEMPI MODERNI.COM
William Makepeace Thackeray aveva scritto The luck of Barry Lyndon nel 1843. Nel 1856, Thackeray effettuò delle modifiche e ripubblicò il libro in una miscellanea di sue opere con il titolo Memoirs of Barry Lyndon (in Italia, Le memorie di Barry Lyndon). La storia di Barry Lyndon si inserisce alla perfezione nella visione desolata, ironica e oscura che Kubrick aveva dell’uomo. Redmond Barry è un vagabondo irlandese che insegue uno status sociale elevato e lo raggiunge sposandosi con l’aristocratica Lady Lyndon, salvo poi tornare alle sue umili origini. Se nel precedente film Arancia Meccanica il regista aveva creato un antieroe cinematografico, Alex, che doveva rappresentare il XX secolo, Barry Lyndon appartiene di diritto alla sempre più cupa visione del mondo di Kubrick e della società del passato. La struttura narrativa del film è molto simile a quella di Arancia Meccanica.
Il critico francese Michel Ciment parla, a ragione, di struttura geometrica che si ripete reiteratamente in tutte le opere di Kubrick. Così mentre in Arancia Meccanica il percorso umano di Alex è dapprima negativo e successivamente positivo, in Barry Lyndon il protagonista segue un percorso inverso. All’inizio lo vediamo giovane e sprovveduto, ma dotato di un sentimentalismo e una passione che lo metteranno nei guai. In seguito Barry acquista sicurezza in se stesso fino a diventare un giocatore d’azzardo cinico e baro che seduce l’aristocratica Lady Lyndon. Una volta raggiunto lo status sociale Barry pensa di avere raggiunto il suo obiettivo e di avere allontanato da sé i conflitti quotidiani a cui era stato sottoposto ma scopre che la sua casa è un teatro di guerra altrettanto duro. Se in 2001 Odissea nello spazio Kubrick costruiva un possibile futuro su basi razionali e assolutamente innovative qui l'operazione consiste nel ricostruire il passato su fonti documentali estremamente accurate.
In Barry Lyndon la sfida è ricostruire un intero secolo, rappresentare la storia attraverso le immagini e la musica. Alla ricerca della verità assoluta Kubrick si immerge in un lavoro di ricerca maniacale che lo porta ad archiviare migliaia di documenti, libri e dischi sul XVIII secolo (la fase di preparazione del film durò oltre un anno e le riprese altrettanto). L’obiettivo è quello di condensare l’età dei lumi in un film di tre ore. Una sfida appassionante in cui Kubrick si immerge con l’ausilio di alcuni collaboratori fidati, in prima fila il direttore della fotografia John Alcott e lo scenografo Ken Adam che hanno il compito di ricreare visivamente il settecento. Dal punto di vista formale il film è un capolavoro. La fotografia è ispirata ai paesaggi di Gainsborough e Constable, ai ritratti di Hogarth, Reynolds, Gainsborough, e ancora Joseph Wright, Chardin, Chodowiecki, La Tour, Longhi, nella ferma convinzione che solo l’arte sia l’unico repertorio fedele per chi desideri ricreare in immagini vicende proiettate in un passato lontano.
Così Il colonnello John Hayes St Leger e Lord Heathfield, entrambi di Joshua Reynolds, hanno ispirato le figure del capitano Grogan e di Raymond Barry; e la Lady Sheffield di Gainsborough è stato uno dei modelli usati per dare vita a Lady Lyndon. Un metodo quello di ispirarsi all’arte per le proprie inquadrature usuale nel cinema di Kubrick. Le visioni paesaggistiche di 2001 hanno un referente illustre nella pittura di Mondrian, gli ambienti futuribili di Arancia Meccanica, nascono sull’onda della pop art e l’Overlook Hotel di Shining richiama molte opere dell’architettura attuale (in particolare i bagni dell’albergo e il salone sono ispirati a lavori di Frank Lloyd Wright). Barry Lyndon è interamente girato a lume di candela e con la luce naturale utilizzando una macchina da presa con obiettivi speciali e una pellicola ad alta risoluzione entrambi fornite dalla NASA. Kubrick ascolta tutti i dischi in commercio di musica del settecento e alla fine sceglie alcuni temi che scandiscono ipnoticamente i momenti più importanti del film.
In primo luogo la ormai celebre Sarabanda di Haendel, rioerchestrata da Leonard Rosenmann, poi il trio di Schubert che, pur essendo datato 1824, ben si presta ad un commento romantico non eccessivo, infine i pezzi etnici del gruppo irlandese dei Chieftains. Il film è in qualche modo la summa di tutte le ossessioni kubrickiane, riversate in un secolo che sembra essere quello che più si addice al regista americano, il secolo dell’illuminismo e della ragione. Ecco perché Barry Lyndon è un film essenziale nella filmografia kubrickiana, un’opera che raccoglie tutti i temi cari al regista, in primo luogo il gioco, qui rappresentato non solo dalla professione del conte di Balibari e dello stesso Barry, ma anche dai numerosi duelli (nel film ne sono presenti ben cinque, quattro dei quali vedono come protagonista Barry e uno, quello d’apertura, il padre) in cui Barry eccelle; la guerra, presente ancora una volta come un meccanismo di distruzione perfetto e logico nella sua illogicità; la famiglia come teatro di scontri e di conflitti destinata a generare sofferenza. Barry, come tutti gli antieroi di Kubrick (Il colonnello Dax, Alex, Jack Torrance) è un solitario, affiancato nel corso della storia da amicizie fugaci, quella del capitano Grogan, destinato a perire in battaglia, quella del capitano Potzdorf ,che Barry tradisce per il conte di Balibari, altra figura "paterna" destinata a scomparire dopo il matrimonio di Barry con Lady Lyndon.
La scelta stilistica è quella di riavvicinarsi al cinema muto attraverso inquadrature lucide, algide nel loro rigore, eliminando qualsiasi dialogo superfluo. Il commento oggettivo del narratore (che sostituisce quello soggettivo di Barry nel libro) serve egregiamente allo scopo. La scena in cui Barry seduce Lady Lyndon al tavolo da gioco è un capolavoro di messa in scena, cinque minuti senza alcuna battuta. Le reazioni al film furono contrastanti. La critica americana parlò di capolavoro, mentre quella anglosassone fu divisa. Molti parlarono di libro fotografico non capendo di fare il migliore complimento possibile al regista che aveva concepito il film proprio come un libro settecentesco, fatto di immagini e commenti didascalici.
Probabilmente la distanza creatasi tra il pubblico e il film fu determinata dall’approccio rigoroso che Kubrick applicò alla sua opera. Barry Lyndon è sì un film storico ma realizzato con un approccio così "scientifico" da farlo somigliare ad un film di fantascienza in costume. Kubrick studia i suoi personaggi come un entomologo analizza le sue farfalle al microscopio. Non c'è partecipazione, né pietas verso i protagonisti del film e alla fine il cartello con cui si conclude il film (I fatti narrati accaddero durante il Regno di Giorgio III: belli o brutti, ricchi o poveri, buoni o cattivi, tutti hanno avuto la stessa sorte) appare come un commento sardonico e disperatamente nero sulle miserie umane.

RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARDS ( USA )
7 nominations con 4 Oscar 1976
miglior film
miglior regia : Stanley Kubrick
miglior sceneggiatura non originale : Stanley Kubrick
miglior scenografia e arredamento : KEN ADAM, VERNON DIXON, ROY WALKER
miglior fotografia : JOHN ALCOTT
migliori costumi : MILENA CANONERO, ULLA – BRITT SODERLUND
miglior colonna sonora non originale : LEONARD ROSENMAN

GOLDEN GLOBES ( USA )
2 nominations 1976
miglior film drammatico
miglior regia : Stanley Kubrick

BRITISH ACADEMY AWARDS ( GB )
5 nominations con 2 BAFTA Film Award 1976
miglior film
miglior regia : STANLEY KUBRICK
miglior fotografia : JOHN ALCOTT
migliori costumi : Milena Canonero, Ulla – Britt Soderlund
miglior scenografia e arredamento : Ken Adam, Vernon Dixon, Roy Walker

LOS ANGELES FILM CRITICS ASSOCIATION AWARDS ( USA )
1 nomination con 1 LAFCA Award 1975
miglior fotografia : JOHN ALCOTT

NATIONAL BOARD OF REVIEW ( USA )
2 nomination con 2 NBR Award 1975
MIGLIOR FILM IN LINGUA INGLESE
miglior regia : STANLEY KUBRICK

NATIONAL SOCIETY OF FILM CRITICS AWARDS ( USA )
1 nomination con 1 NSFC Award 1975
miglior fotografia : JOHN ALCOTT

DOPPIAGGIO
CVD

DIALOGHI ITALIANI: RICCARDO ARAGNO (traduzione), MARIO MALDESI (adattamento)

DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: MARIO MALDESI

PERSONAGGI INTERPRETI DOPPIATORI
BARRY LYNDON / REDMOND BARRY Ryan O'Neal GIANCARLO GIANNINI
LADY LYNDON Marisa Berenson MELINA MARTELLO
CAVALIERE DI BALIBARI Patrick Magee ALBERTO LIONELLO
LORD LUDD Steven Berkoff RENATO CORTESI
CAP. GROGAN Godfred Quigley CORRADO GAIPA
NORA BRADY Gay Hamilton ALIDA CAPPELLINI
BELLE, MADRE DI BARRY Marie Kean LIU' BOSISIO
REV. SAMUEL RUNT Murray Melvin ORESTE LIONELLO
LORD WENDOVER Andre Morell MARIO FELICIANI
SIR CHARLES LYNDON Frank Middlemass GIANNI BONAGURA
CAP. JOHN QUIN Leonard Rossiter MARIO MARANZANA
GRAHAM Philip Stone GIANNI BONAGURA
LORD BULLINGTON Leon Vitali RODOLFO TRAVERSA
RE GIORGIO III Roger Booth LUCIANO MELANI
DOTT. BROUGHTON Geoffrey Chater CARLO BACCARINI
SECONDO UOMO NEL FIUME   PIETRO BIONDI
VOCE NARRANTE Michael Hordern ROMOLO VALLI

LOCATIONS
Ireland:
Camara Mountains (Barry's mother's house)
Caher Castle
Rathgormack
County Tipperary (the Brady family home)
Powercourt (battle scenes)
Dublin Castle (the Chevalier's home)
Waterford and Kerkenny (where Barry meets Captain Potsdorf)
County Clare (dance)

England:
Wilton
Castle Howard
Corsham Court
Glenum
Petworth
Longleat and Glastonbury Rural Life Museum

Germany:
Pottsdam

FULL CAST AND CREW
Directed by
Stanley Kubrick

Writing credits
William Makepeace Thackeray (novel The Memoirs of Barry Lyndon, Esq.)
Stanley Kubrick (screenplay)

Cast (in credits order)
Ryan O'Neal .... Barry Lyndon/Redmond Barry/Lt. Jonathan Fakenham/Lazlo Zilagy
Marisa Berenson .... Lady Lyndon, Countess of Lyndon, Vicountess of Bullington, Baroness Castle Lyndon of Ireland
Patrick Magee .... The Chevalier de Balibari (Barry's patron)
Hardy Krüger .... Capt. Potzdorf (nephew of Prussian Minister of Police) (as Hardy Kruger)
Steven Berkoff .... Lord Ludd
Gay Hamilton .... Nora Brady (Barry's cousin/Mrs. John Quin)
Marie Kean .... Belle (Barry's mother)
Diana Körner .... Lischen (the German girl) (as Diana Koerner)
Murray Melvin .... Rev. Samuel Runt
Frank Middlemass .... Sir Charles Reginald Lyndon (Knight of the Bath, Minister to George III, Member of Parliament)
André Morell .... Lord Gustavos Adolphus Wendover (13th Earl of Wendover) (as Andre Morell)
Arthur O'Sullivan .... Capt. Feeny (the highwayman)
Godfrey Quigley .... Capt. Grogan
Leonard Rossiter .... Capt. John Quinn (Kiwangen Regiment)
Philip Stone .... Graham (Lady's Lyndon's secretary)
Leon Vitali .... Lord Bullingdon
John Bindon .... Recruiting soldier
Roger Booth .... King George III
Billy Boyle .... Seamus Feeny (Capt. Feeny's son)
Jonathan Cecil .... Lt. Jonathan Fakenham
Peter Cellier .... Sir Richard (Lord Bullingdon's second)
Geoffrey Chater .... Dr. Broughton (Lyndon family doctor)
Anthony Dawes
Patrick Dawson
Bernard Hepton
Anthony Herrick
Barry Jackson
Wolf Kahler .... Prince of Tübingen
Patrick Laffan
Hans Meyer
Ferdy Mayne .... Col. Bulow
David Morley .... Bryan Patrick Lyndon
Liam Redmond
Pat Roach .... Toole
Dominic Savage .... Young Bullingdon
Frederick Schiller
George Sewell .... Barry's second in the final duel
Anthony Sharp .... Lord Hallam (barrister)
John Sharp .... Doolan
Roy Spencer
John Sullivan
Harry Towb
Michael Hordern .... Narrator (voice)

Rest of cast listed alphabetically
Vivian Kubrick .... Guest at Nora and Capt. Quinn's engagement announcement (uncredited)

Produced by
Jan Harlan .... executive producer
Stanley Kubrick .... producer
Bernard Williams .... associate producer

Original Music by
The Chieftains (Irish traditional music)
Leonard Rosenman

Non-Original Music by
Johann Sebastian Bach (from "Allegro of concerto for two harpsichords and strings, c-minor, BWV 1060")
Georg Friedrich Händel (from "Sarabande of suite no. 11") (as Georg Friedrich Handel)
Wolfgang Amadeus Mozart (from opera "Idomeneo")
Giovanni Paisiello
Franz Schubert (from "Piano trio op. 100")
Frederick The Great
Antonio Vivaldi (from "Cello Concerto in E-Minor")

Cinematography by
John Alcott

Film Editing by
Tony Lawson

Casting by
James Liggat

Production Design by
Ken Adam

Art Direction by
Roy Walker

Costume Design by
Milena Canonero
Ulla-Britt Söderlund (as Ulla-Britt Søderlund)

Makeup Department
Alan Boyle .... makeup artist
Ann Brodie .... makeup artist
Jill Carpenter .... makeup artist
Yvonne Coppard .... makeup artist
Barbara Daly .... makeup artist
Susie Hill .... hair stylist
Joyce James .... hair stylist
Leonard .... hair stylist
Leonard .... wig maker
Maude Onslow .... hair stylist (as Maud Onslow)
Daphne Vollmer .... hair stylist

Production Management
Malcolm J. Christopher .... unit manager (as Malcolm Christopher)
Terence A. Clegg .... production manager (as Terence Clegg)
Don Geraghty .... unit manager
Rudolf Hertzog .... production manager: Germany
Douglas Twiddy .... production manager

Second Unit Director or Assistant Director
Brian W. Cook .... assistant director (as Brian Cook)
Michael Stevenson .... assistant director
David Tomblin .... assistant director

Art Department
Bill Beecham .... painter
Bill Brodie .... assistant art director
Richard Dicker .... drapesman
Vernon Dixon .... set dresser
Ken Dolbear .... property buyer
Mike Fowlie .... property master
Joe Lee .... construction manager
Cleo Nethersole .... drapesman
Jan Schlubach .... art director: Germany
Chris Seddon .... drapesman
Terry Wells .... property man

Sound Department
George Akers .... assistant sound editor
Robin Gregory .... sound recordist
Rodney Holland .... sound editor
Bill Rowe .... dubbing mixer

Stunts
Roy Scammell .... stunt arranger

Other crew
Margaret Adams .... secretary to producer
Bob Anderson .... fencing coach
Bill Aylmore .... armorer
Ron Bareham .... assistant accountant
Gloria Barnes .... wardrobe assistant
Ron Beck .... wardrobe supervisor
David Berglas .... gambling advisor
Lou Bogue .... gaffer
Paddy Carey .... camera operator: second unit
Tony Cridlin .... camera grip
Gary Dahms .... costume maker
Yvonne Dahms .... costume maker
Ed Di Giulio .... special cinematographer
Norman Dickens .... wardrobe assistant
Dave Dowler .... color grader
Jack Edwards .... costume maker
Andros Epaminondas .... assistant to producer
Pierre Fournier .... musician: cello
Laurie Frost .... assistant camera
Anthony Goldstone .... musician: piano
Carolyn Hall .... assistant accountant
Ralph Holmes .... musician: violin
Dodo Humphreys .... assistant camera
Peter Krook .... assistant editor
Judy Lloyd-Rogers .... costume maker
Douglas Milsome .... focus puller
John Mollo .... historical advisor
Mike Molloy .... camera operator
Arthur Morgan .... location liaison
George Mossman .... horse master
Peter Munt .... wrangler
William O'Kelly .... location liason (as Col. William O'Kelly)
Loretta Ordewer .... production secretary
Pat Pennelegion .... production secretary
Luke Quigley .... camera grip
June Randall .... continuity
Leonard Rosenman .... conductor
Willy Rothery .... costume maker
Larry Smith .... chief electrician
Geraldine Stephenson .... choreographer
Ronnie Taylor .... camera operator
John Trehy .... production accountant
Moray Welsh .... musician: cello
Colin Wilson .... wardrobe assistant
Francis Wilson .... hat maker
Micky Wilson .... electrician (uncredited)

TRIVIA
- Director 'Kubrick, Stanley' (qv) used no artificial lighting for night scenes. At his request, the Zeiss camera company built special lenses to shoot scenes lit only by candlelight.
- The costumes (which won an Academy Award) were genuine antique clothes.
- Production was moved from Ireland to England after Kubrick received word that his name was on an IRA hitlist for directing a film featuring English soldiers in Ireland.
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [faces]: Captain Quinn's face during his duel with Barry when he goes to raise his pistol.