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Stanley Kubrick - I capolavori
2001: A Space Odyssey (1968)
2001: Odissea nello spazio

TRAMA
Alle origini dell’uomo, quando le scimmie erano ancora scimmie, un misterioso monolito compare sulla Terra. La sua presenza attiva l’intelligenza dei primati che comprendono l’uso delle ossa degli animali uccisi quali prolungamenti delle loro braccia. 2001. Sulla Luna, in prossimità del cratere Tyco, è stato trovato un monolito la cui esistenza viene tenuta sotto il massimo segreto. Il monolito improvvisamente lancia un segnale indirizzato verso il pianeta Giove. Diciotto mesi dopo l’astronave Discovery si dirige verso il pianeta. A bordo si trovano due astronauti, Frank e David, tre ricercatori ibernati e il computer della nuova generazione, Hal 9000, in grado di controllare il funzionamento di tutta l’astronave, nonché di dialogare con gli astronauti. L’infallibile computer segnala un guasto in uno degli elementi esterni dell’astronave ma il pezzo, sottoposto a numerosi test, risulta essere in ottime condizioni di funzionamento. I due astronauti debbono arrendersi al fatto che Hal ha sbagliato e decidono di disattivarlo. Hal fa allora in modo che il pezzo venga rimesso al suo posto e trancia il tubo dell’ossigeno di Frank. Quando David, uscito per recuperare il cadavere del compagno, tenta di rientrare il computer glielo impedisce. L’astronauta distrugge la memoria del computer, apprende il vero scopo della missione ( raggiungere Giove per scoprire il mistero del monolito ) e arriva sul pianeta su cui morirà per rinascere a nuova vita.

CRITICA
HALLIWELL’S : * * * * *, FARINOTTI : * * * * *, MORANDINI : * * * * *, MEREGHETTI : * * * *
LEONARD MALTIN’S : * * * *

DIZIONARIO DEI FILM ( MORANDINI )
Una svolta nel cinema di fantascienza: nei modi asettici di un documentario scientifico, Kubrick racconta una favola apocalittica sul destino dell’umanità – ispirandosi a ‘ The Sentinel ‘ ( 1948 ) di Arthur C. Clarke che collaborò alla sceneggiatura e scrisse in seguito il romanzo ‘ 2001 ‘ per chiarire i dubbi non risolti dal film. Continua a essere il film di Kubrick più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico – figurativo e sonoro – musicale. Distribuito in Super Panavision, s’avvale della fotografia di G. Unsworth e J. Alcott ed ebbe un Oscar ( uno solo ! ) per gli effetti speciali di cui fu supervisore Douglas Trumbull. Il seguito s’intitola ‘ 2010 – L’anno del contatto ‘.

DIZIONARIO DEI FILM ( MEREGHETTI )
Rielaborando con l’autore tre racconti di Arthur C. Clarke ( ‘ La sentinella ‘ scritto nel 1948, ‘ Encounter in the Dawn ‘ 1950 e ‘ Guardian Angel ‘ 1950 ) Kubrick realizza la sua opera più ambiziosa, " il primo film, dai tempi di ‘ Intolerance ‘, che sia una super produzione e nello stesso tempo un film sperimentale ", uscito, non bisogna dimenticarlo, più di un anno prima dell’arrivo dell’uomo sulla Luna ( e pensato a partire dal 1964 ). Il centro del film è il legame che unisce l’Uomo al Tempo e allo Spazio e i suoi rapporti con la tecnologia e l’utilizzo della scienza, ma questa riflessione non passa attraverso un racconto più o meno ben articolato, quanto attraverso il tentativo di rappresentare visivamente queste esperienze. Come ha detto Kubrick: " ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico e allegorico del film. Io ho cercato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio ".
E anche in tv, senza la forza del grande schermo ( il film è girato nel formato 70 mm super panavision ), le scene finali ( ispirate al regista dall’assunzione di allucinogeni ) conservano la forza visiva e rimangono una delle prove più alte della magia del cinema. Il nome di Hal 9000 nasce dalle iniziali che compongono i due metodi di conoscenza e comunicazione: heuristic ( euristico ) e algorithmic ( algoritmico ), ma è anche un criptico ‘ omaggio ‘ all’Ibm, perché il nome del computer è stato inventato da Kubrick utilizzando le lettere che, nell’alfabeto, precedono quelle della famosa società. Grande popolarità per il brano di Johann Strauss da ‘ Così parlò Zarathustra ‘ che accompagna alcune delle scene più suggestive nello spazio. All’origine durava 160’, ridotti da Kubrick a 141’.

NUOVO DIZIONARIO UNIVERSALE DEL CINEMA ( DI GIAMMATTEO )
Film di enorme risonanza popolare alla fine degli anni ’60, di grande impegno produttivo ( costò 10 milioni di dollari, fu girato in Gran Bretagna, come il regista faceva dal tempo di ‘ Lolita ‘ 1962 ), di robusta costruzione narrativa ( il modello è la detective story ), di raffinata sapienza tecnica – sia visiva ( gli effetti speciali ) che sonora ( l’uso di musiche sinfoniche fra 800 e 900, dei rumori, delle modulazioni della voce umana ) – ‘ 2001 : Odissea nello spazio ‘ occupa un posto appartato nella fantascienza cinematografica. Sta a mezza strada fra le angosce politico – esistenziali degli anni ’50 e il meraviglioso fiabesco degli anni ‘70-80.
Il suo fascino non nasce tanto dai temi scientifico – metafisici che – banalmente –sfiora ( la relatività, la catena vita – morte – resurrezione, la teologia laico – materialistica implicita nel simbolo del monolito, ecc. ) quanto dall’essere una macchina di spettacolo che ruota su se stessa, dilatandosi e contraendosi senza ordine apparente, come una allucinazione. Film emblematico di una ideologia, sospeso fra speranza e timore, tra fiducia e orrore, l’opera di Kubrick, la sua più significativa e riassuntiva, suscitò reazioni contrastanti, soprattutto negli Stati Uniti ( " moralmente pretenzioso, intellettualmente oscuro, anormalmente lungo " lo definì Arthur Schlesinger jr.; " una via di mezzo fra l’ipnosi e una immensa noia " dissero in molti). Tenendo presente l’ulteriore evoluzione di Kubrick – in particolare ‘ Shining ‘ ( 1980 ) – si potrebbe definirlo una contorta e inconscia introduzione a un nevrotico cinema dell’orrore.

DIZIONARIO DI TUTTI I FILM ( FARINOTTI )
Capolavoro in assoluto, non della storia del cinema di fantascienza ma di quella del cinema tout court, 2001 rappresenta una delle riflessioni più articolate giunte sul grande schermo sul rapporto civiltà – tecnologia nonché sul destino dell’umanità. Kubrick, che ha sempre amato poco l’ipertecnicismo ( pur avvalendosene sempre e ai massimi livelli sul piano delle sue produzioni ), riesce a sviluppare il suo discorso a partire da un romanzo di Arthur Clarke. Ciò che nel testo letterario è precisa descrizione, nel film diventa suggestione. A partire dalla scelta di una colonna sonora che ha fatto epoca con le note del ‘ Danubio blu ‘ ad accompagnare il volo delle astronavi. L’abbiamo ritrovata in mille versioni pubblicitarie o di accompagnamento a servizi televisivi, ma qui aveva una precisa funzione: commentare le immagini in un futuro ipertecnologico mediante la musica composta nel periodo in cui la temperie culturale era permeata della convinzione della bontà assoluta della Scienza e delle sorti progressive dell’umanità guidata dalla sua Luce.
Il protagonista del film è un non – attore, è Hal 9000 o, meglio, il suo occhio e la sua voce. Gli umani sono a sua disposizione mentre lui sembra al loro servizio. Ma non si tratta della solita macchina ‘ cattiva ‘. L’uomo di Kubrick ( come in ‘ Dottor Stranamore ‘ e, successivamente, in ‘ Arancia meccanica ‘ ) si prepara da solo la propria distruzione. Hal non impazzisce, Hal, molto più drammaticamente, va in crisi perché il suo sistema binario SI-NO, viene stravolto dalla presenza di un segreto da conservare, di una menzogna da dire. Lo scopo della missione non va rivelato e il computer non può resistere a questa intrusione dell’umana doppiezza nei suoi delicati apparati.
Quando David lo disattiva, progressivamente Hal ( che ha ucciso quattro uomini ) ritorna allo stadio infantile, preludio al percorso che l’astronauta dovrà fare procedendo fino alla propria morte per poi risorgere come feto delle stelle, in gestazione per una nuova umanità. Riascoltare il respiro profondo dell’astronave a contrasto con il silenzio del nero dello spazio in cui la morte muta trova una sua ancor più tragica contestualizzazione; riaffrontare quell’occhio che scava ( come quello della macchina da presa ) all’interno di milioni di anni di storia, consente di comprendere come questo film come molti altri ( ma più di molti altri ) fosse un’opera completa in se stessa e non necessitasse di un proseguimento. Che invece c’è stato. Si intitola ‘ 2010 – L’anno del contatto ‘ ed è da evitare con la massima cura.

DIZIONARIO DEI FILM ( GEORGE SADOUL )
Principale capostipite della ‘ space – opera ‘, questo film di Kubrick segna l’intellettualizzazione della fantascienza, genere fino a quel momento considerato plebeo. La resa scenica dello spazio e del tempo è fatta in grande stile ( con un budget di circa 50 milioni di dollari ), e con grandi mezzi, anche se realizzata negli studios inglesi della M-G-M. Kubrick ripercorre il lungo cammino dell’uomo e il progredire della scienza e della tecnica: dalle scimmie che scoprono la prima arma per uccidere sino alle gigantesche astronavi, con un cervello elettronico ( il robot – navigatore Hal ) che finirà per ribellarsi all’uomo – astronauta tentando di prendere il suo posto. Tutto il film è dominato da apparizioni continue di un monolito simbolico che può rappresentare la primordiale presenza di Dio, il contrappunto della storia dell’umanità e la continua ( ma autodistruttrice ) evoluzione dell’intelletto umano. Tra le interpretazioni degli oscuri significati del film si è imposta quella che trova la fonte ispiratrice di Kubrick nei concetti del filosofo Nietzsche.

TEMPI MODERNI.COM
Lo script concepito da Stanley Kubrick ed Arthur C. Clarke per quello che - dopo oltre un trentennio di tentativi e miliardi di dollari profusi in costosissimi effetti speciali - rimane il più maestoso, affascinante, suggestivo e coinvolgente film di fantascienza mai fatto, prende le mosse da The sentinel, opera dello stesso Clarke. Questa novella del 1951 narra la vicenda d'un astronauta americano che, intento all'esplorazione della luna, s'imbatte con stupore in uno scintillante, nero monolito lasciato da una forma di intelligenza superiore milioni di anni prima: nel corso delle epoche, questo manufatto ha svolto la funzione di una stazione trasmittente, inviando segnali a coloro che l'avevano lasciato sul posto. Quando i terrestri lo disattivano, il collegamento si ferma, e l'astronauta comprende che l'interruzione della funzione svolta costituisce per gli alieni la consapevolezza che gli abitanti del nostro pianeta hanno raggiunto un grado di evoluzione sufficiente per viaggiare verso la luna. Nella novella, i mortali attendono con apprensione gli alieni sulla terra; - nella pellicola diretta da Kubrick, sono gli extraterrestri che aspettano una nostra visita.
L'influenza avuta da 2001: Odissea nello spazio (1968) sull'immaginario correlato alla fantascienza è enorme: se i razzi spaziali disegnati a matita in Destination moon (1950) di Irving Pichel costituirono per molto tempo il modello di riferimento in merito all'aspetto di un'astronave, dopo il film di Kubrick l'aspetto delle medesime avrebbe avuto più a che fare con la spigolosità dei pezzi del Lego e le dimensioni sarebbero risultate maggiormente commisurate alla vastità dello spazio profondo, come nella sequenza in cui il Discovery attraversa lentamente lo spazio del Cinerama per un tempo che sembra durare un'eternità.
Sono precisazioni da farsi poiché da parte di molti il film é stato lodato per suoi significati e trattato con sufficienza per quanto riguarda la presunta pretenziosità della messa in scena (quando non esplicitamente liquidato come un qualsiasi prodotto di buona riuscita: cfr. al riguardo, la sprezzante recensione di Alberto Moravia rinvenibile nel volume Al cinema, edito nel '75 da Bompiani): in sostanza, è stato esaltato come un film di idee piuttosto che per la sua eccezionale ricercatezza visiva e stilistica. Per sottolineare quest'ultima, basterebbe citare lo straordinario lavoro compiuto dal regista per mostrare come in futuro la traversata spaziale sarà cosa d'ogni giorno, la sua attenzione al décor fino all'ultimo dettaglio (comprese vere e proprie chicche, come le toilette spaziali); o, per contro, la meravigliosa sequenza del viaggio cosmico che precede la rinascita dell'astronauta Dullea come super-baby del cosmo, da più d'uno intesa come una sorta di descrizione dall'interno di un trip da allucinogeni.
Ovviamente, quanto affermato nel paragrafo precedente non vuole in alcun modo suggerire che 2001 sia un oggetto filmico privo di contenuti e riflessioni più profonde. Il pessimismo, la visione lucidamente negativa di Kubrick possono esser messi in rilievo facendo un confronto tra il suo film ed il classico Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di Steven Spielberg: il primo spiega la nostra evoluzione a partire dal monolito, collocandola nell'avventuroso balzo che ci porta da individui primitivi ad esseri dell'era spaziale. Per Kubrick l'uomo, per quanto ingegnoso (come nella sequenza in cui Dullea disattiva il supercomputer assassino HAL), è essenzialmente guidato dalla misteriosa forza che il monolito rappresenta: ciö che di positivo la razza dell'homo sapiens ha, risiede soprattutto nella sua curiosità naturale, nel suo volersi spingere oltre i confini del già noto per ulteriormente apprendere. Ciò malgrado, secondo Kubrick gli alieni sconosciuti sono chiaramente superiori all'uomo, cui tendono talvolta una mano benevola; in Spielberg, l'uomo incontra gli alieni su di un piano di parità. Per Kubrick, noi siamo poco più che una propaggine dei misteriosi extraterrestri, per Spielberg siamo invece artefici del nostro destino.
Il concetto di violenza come motore del progresso è inscritto nel codice genetico di 2001: Odissea nello spazio: l'apparizione del monolito nel primo segmento del film, che ha l'evidente effetto di accelerare l'evoluzione della specie facendo compiere alle scimmie antropomorfe i loro primi passi verso una connotazione umana, suggerisce alle medesime di servirsi in primo luogo delle ossa dei tapiri morti per uccidere altri tapiri e nutrirsi della carne dei medesimi. Quasi contemporaneamente, esse comprendono di poter adoperare queste inusuali armi per impedire ad un'altra tribù di abbeverarsi alla pozza d'acqua che prima condividevano: l'imperativo territoriale prende il sopravvento (sotto questo aspetto, il film pare pure riecheggiare le coeve teorie "neoilluministe" di Raymond Dart e Robert Ardrey, da quest'ultimo esposte nel volume L'istinto di uccidere, edito da Feltrinelli giusto nel '68), la spinta alla sopravvivenza assume le forme dell'aggressività omicida, il repentino tramutarsi dell'osso in astronave ci rende certi che lo scorrere del tempo tuttavia non muta la natura umana.
A riprova di quest'ultima affermazione, l'uomo resta incapace di comunicare: se i nostri antichissimi progenitori si esprimevano grugnendo e ringhiando, lo scienziato americano Floyd - aduso alla bugia, con i suoi modi composti ed il tono educato - ha guadagnato poco in termini di facoltà esplicative; laddove deve indicare ai propri uomini gli scopi d'una missione è vago ed elusivo, quando parla con i familiari dallo spazio si dimostra generico e stereotipato. La scoperta del monolite su Clavius viene nascosta agli scienziati russi, gli egoismi nazionalistici prevalgono sull'interesse comune: c'è sempre qualcosa che non si vuole condividere con gli altri, l'orgoglio e l'egoismo fanno parte del DNA della specie e non v'è progresso che possa mutare ciò.
Sorta di Grande Fratello costruito dagli uomini - diversamente da quanto avveniva in 1984 di Orwell - col preciso intento di farsi spiare, HAL rappresenta una sorta di mostro di Frankenstein che si ribella a chi l'ha creato: concepito sulla misura umana, ha una intelligenza superiore e però pure una gamma di emozioni che lo rendono pericolosamente vulnerabile, sino alla possibilità di un crollo mentale. La sequenza in cui esso viene sconnesso è tra le più strazianti della pellicola: il dolore e la pena che questa sorta di assassinio elettronico provocano nell'astronauta Dave, unico sopravvissuto del suo equipaggio, fanno sprofondare quest'ultimo in una sorta di delirio emozionale forse provocato dagli alieni che lo ritengono all'altezza di prendere contatto con loro.
Della sequenza in cui egli precipita nello spazio, celebrata e descritta millanta volte, nulla diremo: come ci pare superfluo aggiungere commenti ed interpretazioni alla rinascita del Nostro in forma di bambino delle stelle. L'uomo ha veduto le proprie origini ed è ritornato in una forma più evoluta per dare inizio al secondo millennio: la sola differenza è che questo Cristo non ha per nome Gesù, ma Dave (pur se è interessante annotare che talvolta Gesù è chiamato figlio di David, ad esempio in Matteo 1:1). Qualunque entità sia interessata a noi - sia essa Dio od una intelligenza superiore - essa è ancora una volta intervenuta, per provocare un mutamento nel nostro destino: quale sia lo scopo di ciò, è lasciato alla libera interpretazione di ciascuno di noi.

RICONOSCIMENTI
ACADEMY AWARDS ( USA )
4 nominations con 1 Oscar 1969
miglior regia : Stanley Kubrick
miglior soggetto e sceneggiatura originali : Stanley Kubrick, Arthur C. Clarke
miglior scenografia e arredamento : Tony Masters, Harry Lange, Ernie Archer
migliori effetti speciali : STANLEY KUBRICK

BRITISH ACADEMY AWARDS ( GB )
4 nominations con 3 BAFTA Film Award 1969
miglior film
miglior fotografia : GEOFFREY UNSWORTH
miglior scenografia e arredamento : TONY MASTERS, HARRY LANGE, ERNIE ARCHER
miglior colonna sonora : WINSTON RYDER

DOPPIAGGIO

PERSONAGGI INTERPRETI DOPPIATORI
DOTT. DAVID BOWMAN Keir Dullea GIANNI MARZOCCHI
DOTT. FRANK POOLE Gary Lockwood CESARE BARBETTI
DOTT. HEYWOOD FLOYD William Sylvester MARIO FELICIANI
DOTT.SSA ELENA Margaret Tyzack BENITA MARTINI
DOTT. ROY MICHAELS - 'BILL' Sean Sullivan STEFANO SIBALDI
PADRE DI FRANK POOLE Alan Gifford CORRADO GAIPA
HAL 9000 (voce) Douglas Rain GIANFRANCO BELLINI
ANNUNCIATORE BBC-12 Kenneth Kendall ROMANO MALASPINA

LOCATIONS
Arizona, Monument Valley, Utah, and the Outer Hebrides USA
Namib Desert in Namibia


FULL CAST AND CREW
Directed by
Stanley Kubrick

Writing credits
Arthur C. Clarke (story The Sentinel) (uncredited)
Stanley Kubrick (screenplay)
Arthur C. Clarke

Cast (in credits order)
Keir Dullea .... Dr. Dave Bowman
Gary Lockwood .... Dr. Frank Poole
William Sylvester .... Dr. Heywood R. Floyd
Daniel Richter .... Moonwatcher
Leonard Rossiter .... Dr. Andrei Smyslov
Margaret Tyzack .... Elena
Robert Beatty .... Dr. Rolf Halvorsen
Sean Sullivan .... Dr. Bill Michaels
Douglas Rain .... HAL 9000 (voice)
Frank Miller .... Mission controller (voice)
Bill Weston .... Astronaut
Ed Bishop .... Aries 1B Lunar shuttle captain (as Edward Bishop)
Glenn Beck .... Astronaut
Alan Gifford .... Poole's father
Ann Gillis .... Poole's mother
Edwina Carroll .... Stewardess
Penny Brahms .... Stewardess
Heather Downham .... Stewardess
John Ashley .... Ape
Jimmy Bell .... Ape
David Charkham .... Ape
Simon Davis .... Ape
Jonathan Daw .... Ape
Péter Delmár .... Ape
Terry Duggan .... Ape
David Fleetwood .... Ape
Danny Grover .... Ape
Brian Hawley .... Ape
David Hines .... Ape
Tony Jackson .... Ape
Mike Lovell .... Ape
Scott MacKee .... Ape
Laurence Marchant .... Ape
Darryl Paes .... Ape
Joe Refalo .... Ape
Andy Wallace .... Ape
Bob Wilyman .... Ape
Richard Woods .... Ape that gets killed (as Richard Wood)

Rest of cast listed alphabetically
Martin Amor .... Interviewer (uncredited)
Sheraton Blount .... (uncredited)
Ann Bormann .... (uncredited)
John Clifford .... TMA-1 site technician #2 (uncredited)
Julie Croft .... (uncredited)
Penny Francis .... (uncredited)
Jane Hayward .... (uncredited)
John Jordan .... (uncredited)
Kenneth Kendall .... BBC-12 announcer (uncredited)
Vivian Kubrick .... Squirt (Floyd's daughter) (uncredited)
Marcella Markham .... (uncredited)
Krystyna Marr .... Russian scientist (uncredited)
Kim Neil .... (uncredited)
Jane Pearl .... (uncredited)
Penny Pearl .... (uncredited)
Kevin Scott .... Miller (uncredited)
John Swindells .... TMA-1 site technician #1 (uncredited)
Burnell Tucker .... TMA-1 site photographer (uncredited)

Produced by
Stanley Kubrick .... producer
Victor Lyndon .... associate producer (uncredited)

Non-Original Music by
Aram Khachaturyan (from "Ballet Suite Gayaneh") (as Aram Khatchaturian)
György Ligeti (from "Atmospheres", "Lux Aeterna", "Adventures" and "Requiem")
Richard Strauss (from "Also sprach Zarathustra")
Johann Strauß (waltz "An der schönen, blauen Donau") (as Johann Strauss)

Cinematography by
Geoffrey Unsworth

Film Editing by
Ray Lovejoy

Casting by
James Liggat (uncredited)

Production Design by
Ernest Archer
Harry Lange
Anthony Masters (as Tony Masters)

Art Direction by
John Hoesli

Set Decoration by
Robert Cartwright (uncredited)

Costume Design by
Hardy Amies (wardrobe)

Makeup Department
Stuart Freeborn .... makeup artist
Colin Arthur .... special effects makeup artist (uncredited) (ape masks)
Carol Beckett .... key hair stylist (uncredited)
Graham Freeborn .... makeup artist (uncredited)
Kay Freeborn .... assistant makeup artist (uncredited)
Alice Holmes .... key hair stylist (uncredited)
Richard Mills .... assistant makeup artist (uncredited)
Charles E. Parker .... makeup supervisor (uncredited)
Mibs Parker .... assistant hair stylist (uncredited)
Hugh Richards .... assistant makeup artist (uncredited)
Muriel Rickaby .... assistant makeup artist (uncredited)
Daphne Vollmer .... assistant hair stylist (uncredited)

Production Management
Ronnie Bear .... post-production manager (uncredited)
Clifton Brandon .... production manager (uncredited)
Eddie Frewin .... unit production manager (uncredited)
Robert Watts .... production manager (uncredited)

Second Unit Director or Assistant Director
Derek Cracknell .... first assistant director
Richard Hoult .... third assistant director (uncredited)
Richard Jenkins .... second assistant director (uncredited)

Art Department
Brian Ackland-Snow .... draughtsman (uncredited)
Martin Atkinson .... draughtsman (uncredited)
Frank Bruton .... property master (uncredited)
Wally Bull .... master plasterer (uncredited)
Chris Burke .... standby painter (uncredited)
R. Burton .... engineering draughtsman (uncredited)
Roy Cannon .... standby props (uncredited)
Roy Carnon .... scientific design specialist (uncredited)
Reg Carter .... stand-by carpenter (uncredited)
Peter Childs .... draughtsman (uncredited)
John Fenner .... draughtsman (uncredited)
Alan Fraiser .... draughtsman (uncredited)
Richard Frift .... construction coordinator (uncredited)
Anna Garrett .... art department typist (uncredited)
Henry Gomez .... stand-by plasterer (uncredited)
John Graysmark .... draughtsman (uncredited)
Les Hillman .... moon construction engineer (uncredited)
Jack Holden .... set dresser (uncredited)
James Holmes .... stand-by stagehand (uncredited)
Tommy Ibbetson .... standby props (uncredited)
Bill Isaacs .... production buyer (uncredited)
P. Jarratt .... engineering draughtsman (uncredited)
Theresa Kendall .... art department secretary (uncredited)
Phil Lanning .... standby props (uncredited)
Malcolm Legge .... stagehand carpenter (uncredited)
Jumbo Miall .... drapes (uncredited)
Liz Moore .... Star Child designer (uncredited)
Olivier Mourgue .... interior designer: Discovery (uncredited)
Stan Odgen .... plasterer's laborer (uncredited)
Gabi Payne .... moon construction engineer (uncredited)
Anthony Pratt .... sketch artist (uncredited)
Tony Reading .... draughtsman (uncredited)
John Rose .... technical illustrator (uncredited)
John Siddall .... draughtsman (uncredited)
Wallis Smith .... draughtsman (uncredited)
Penny Struthers .... art department assistant (uncredited)
Alan Tomkins .... draughtsman (uncredited)
Gus Walker .... TMA-1 construction manager (uncredited)
Frank Willson .... draughtsman (uncredited)
John Young .... technical illustrator (uncredited)

Sound Department
H.L. Bird .... sound mixer
Winston Ryder .... sound editor
J.B. Smith .... chief dubbing mixer
A.W. Watkins .... sound supervisor
Bill Cook .... boom operator (uncredited)
Robin Gregory .... sound recordist (uncredited)
Ernie Grimsdale .... assistant dubbing editor (uncredited)
Michael Hickey .... sound camera operator (uncredited)
Neil Stevenson .... sound maintenance (uncredited)
Frank J. Urioste .... music editor (uncredited)
Don Wortham .... boom operator (uncredited)

Special Effects by
Colin Cantwell .... special photographic effects
Tom Howard .... special photographic effects supervisor
Stanley Kubrick .... special photographic effects designer
Stanley Kubrick .... special photographic effects director
Bryan Loftus .... special photographic effects
Bruce Logan .... special photographic effects
John Jack Malick .... special photographic effects
Frederick Martin .... special photographic effects
David Osborne .... special photographic effects
Con Pederson .... special photographic effects supervisor
Douglas Trumbull .... special photographic effects supervisor
Wally Veevers .... special photographic effects supervisor
Ron Ballanger .... special effects technician (uncredited)
Les Bowie .... special effects supervisor (uncredited)
Colin Brewer .... special effects coordinator (uncredited)
Ted Creed .... special effects engineer (uncredited)
Bob Cuff .... special effects assistant (uncredited)
Roger Dicken .... special effects artwork (uncredited)
Wally Gentleman .... special effects supervisor (uncredited)
Jimmy Harris .... special effects (uncredited)
Fred Heather .... special effects (uncredited)
Graham Hooper .... special effects stills printer (uncredited)
Garth Inns .... special effects (uncredited)
Brian Johnson .... special effects assistant (uncredited)
Valerie Kent .... special effects department secretary (uncredited)
Dan McGowen .... special effects stills printer (uncredited)
Curly Nelhams .... special effects (uncredited)
Hilary Ann Pickburn .... special effects assistant (uncredited)
George Pollack .... special effects coordinator (uncredited)
Douglas Potts .... special effects model maker (uncredited)
Joy Seddon .... special effects assistant (uncredited)
Charles Staffell .... special effects supervisor (uncredited)
Delia Tindall .... special effects department secretary (uncredited)
Tori Traynor .... special effects runner (uncredited)
Jimmy Ward .... special effects (uncredited)
Tom Welford .... special effects maintenance (uncredited)

Visual Effects by
Herbert Bailey .... blob artist (uncredited)
Brian Bennett .... visual effects floor camera department (uncredited)
Peter Biggs .... blob artist (uncredited)
Martin Brody .... visual effects floor camera department (uncredited)
Jim Budd .... matte camera printer (uncredited)
William C. Davies .... airbrush artist (uncredited)
Jim Dickson .... technical animation specialist (uncredited)
Linwood G. Dunn .... background plates (uncredited)
Bernard Ford .... visual effects floor camera department (uncredited)
Jenny Foster .... blob artist (uncredited)
John Gant .... blob artist (uncredited)
Edward Gerald .... animation stand (uncredited)
Martin Goldsmith .... animation stand (uncredited)
Caird Green .... blob artist (uncredited)
Ann Griffiths .... blob artist (uncredited)
Fran Guye .... blob artist (uncredited)
Dennis Hall .... rostrum cameraman (uncredited)
Peter Harman .... visual effects floor camera department (uncredited)
Paul Haywood .... blob artist (uncredited)
Graham Hooper .... visual effects stills printer (uncredited)
John Horton .... blob artist (uncredited)
Tom Howard .... front projection supervisor (uncredited)
Malcolm Kafetz .... optical special properties (uncredited)
Sarah Katz .... blob artist (uncredited)
Martin Kelly .... camera operator: visual effects unit (uncredited)
Trevor Lawrence .... airbrush artist (uncredited)
Alf Levy .... airbrush artist (uncredited)
Bruce Logan .... animation artist (uncredited)
John Mackey .... miniatures camera (uncredited)
Robin McDonnell .... second visual effects assistant editor (uncredited)
Dan McGowen .... visual effects stills printer (uncredited)
Bob Nadkami .... blob artist (uncredited)
Roy Naisbitt .... animation artist (uncredited)
David Osborne .... visual effects cinematographer (uncredited)
Terry Pearce .... visual effects floor camera department (uncredited)
Zoran Perisic .... animation stand (uncredited)
David Peterson .... blob artist (uncredited)
Catherine Philby .... blob artist (uncredited)
William Plampton .... blob artist (uncredited)
Douglas Potts .... model maker (uncredited)
Hapugoda Premaratne .... blob artist (uncredited)
Hilary Randall .... blob artist (uncredited)
Bob Rickerd .... visual effects floor camera department (uncredited)
Livia Rolandini .... blob artist (uncredited)
Clive Sheperd .... blob supervisor (uncredited)
James Simpson .... blob artist (uncredited)
Gary Sinclair .... blob artist (uncredited)
Jaiseet Singh .... animation stand (uncredited)
Dennis Smith .... blob artist (uncredited)
Jack Spooner .... matte camera printer (uncredited)
Charles Staffell .... back projection supervisor (uncredited)
Phil Stokes .... miniatures assistant (uncredited)
David Temple .... blob artist (uncredited)
Roger Turner .... blob artist (uncredited)
Nigel Walter .... blob artist (uncredited)
David Watkinson .... blob artist (uncredited)
James Wilkins .... blob artist (uncredited)
Brian Wilsher .... blob artist (uncredited)
Ron Wooster .... matte camera printer (uncredited)
Richard Yuricich .... additional matte photography (uncredited)

Stunts
Brian Chutter .... stunt double (uncredited)
Robin Dawson-Whisker .... stunt double (uncredited)
John Francis .... stunt coordinator (uncredited)
Gerry Judge .... stunt double (uncredited)
Eddie Milburn .... stunt double (uncredited)
Tom Sheppard .... stunt double (uncredited)

Other crew
John Alcott .... additional photographer
Hardy Amies .... wardrobe
Ernest Bour .... conductor: "Atmospheres"
Karl Böhm .... conductor: "Also Sprach Zarathustra"
Frederick I. Ordway III .... technical advisor
Kelvin Pike .... camera operator
Gennadi Rozhdestvensky .... conductor: "Gayne" ballet suite
Francis Travis .... conductor: "Lux Aeterna"
David de Wilde .... assistant editor
Herbert von Karajan .... conductor: "An der schönen, blauen Donau"
Colin Arthur .... laboratory assistant (uncredited)
David Baker .... assistant wardrobe supervisor (uncredited)
John Barnett .... stills technician (uncredited)
Domeny Bernie .... typist (uncredited)
Shrish Bhatt .... accounts inventory clerk (uncredited)
Simon Bird .... assistant: Mr. Lyndon (uncredited)
Andrew Birkin .... assistant: Mr. Kubrick (uncredited)
Elizabeth Brady .... assistant: Christine Mitchell (uncredited)
Kevin Bray .... still photographer (uncredited)
Stewart Brown .... color consultant: Technicolor (uncredited)
Terry Brown .... driver (uncredited)
Don Budge .... grip (uncredited)
David Cadwallader .... grip (uncredited)
John J. Campbell .... clapper loader (uncredited)
Roger Caras .... unit publicist: USA (uncredited)
Merle Chamberlin .... production coordinator (uncredited)
Brian Chutter .... stand-in (uncredited)
Patrick Clayton .... production assistant (uncredited)
Ron Coldham .... driver (uncredited)
Michael Connor .... driver: Mr. Kubrick (uncredited)
Robin Dawson-Whitaker .... stand-in (uncredited)
Terry Duggan .... wrangler (uncredited)
George Dunn .... projectionist (uncredited)
Anthony Frewin .... assistant: Mr. Kubrick (uncredited)
Robert Gaffney .... director of photography: Monument Valley (uncredited)
Mary Gibson .... wardrobe supervisor (uncredited)
Norman Godden .... camera maintenance (uncredited)
Adrian Haggard .... choreographer (uncredited)
Doug Haig .... color consultant (Technicolor) (uncredited)
Dennis Hall .... photographer: rostrum camera (uncredited)
Keith Hamshere .... stills filing clerk (uncredited)
Brian Harris .... assistant accountant (uncredited)
Margaret Hattam .... typist (uncredited)
Jill Hollamby .... assistant: Christine Mitchell (uncredited)
John Jay .... still photographer (uncredited)
Bill Jeffrey .... chief lighting technician (uncredited)
Harry V. Jones .... color timer (uncredited)
Gerry Judge .... stand-in (uncredited)
Christiane Kubrick .... designer: exploitation (uncredited)
Peter Lancaster .... assistant accountant (uncredited)
Harry Lange .... advisor: aeronautics (uncredited)
John Locke .... dark room assistant (uncredited)
Bryan Loftus .... focus puller (uncredited)
Peter MacDonald .... assistant camera (uncredited)
Robert McCall .... publicity artist (uncredited)
Richard McKenna .... astronautics advisor (uncredited)
Duncan McPhee .... wardrobe assistant (uncredited)
George Merritt .... engineering shop manager (uncredited)
Hilary Messenger .... publicity secretary (uncredited)
Eddie Milburn .... stand-in (uncredited)
Marvin Minsky .... technical consultant (uncredited)
Christine Mitchell .... production assistant (uncredited)
Ormond G. Mitchell .... technical advisor (uncredited)
Robert Mullen .... assistant editor (uncredited)
Jed Murphy .... electrician (uncredited)
Michael Murray .... runner (uncredited)
Sam Nolan .... caterer (uncredited)
David Osborne .... focus puller (uncredited)
Daphne Paice .... production assistant (uncredited)
Beti Parry .... secretary: Mr. Bear (uncredited)
Terry Pearce .... clapper loader (uncredited)
Ron Phipps .... production accountant (uncredited)
Arthur Porter .... assistant accountant (uncredited)
Ivor Powell .... publicity department liaison (uncredited)
Benn Reyes .... unit publicist (uncredited)
Daniel Richter .... choreographer (uncredited)
Monica Rogers .... production department secretary (uncredited)
Iris Rose .... production secretary (uncredited)
Mike Round .... print librarian (uncredited)
Graham Scaife .... clapper loader (uncredited)
Tom Sheppard .... stand-in (uncredited)
Elaine Simms .... secretary: Mr. Caras (uncredited)
Roy Simpson .... choreographer (uncredited)
Jack Stephens .... location manager (uncredited)
Eileen Sullivan .... wardrobe supervisor (uncredited)
Gilbert Taylor .... additional photographer (uncredited)
Dan S. Terrell .... publicity supervisor (uncredited)
Edna Thomas .... unit publicist (uncredited)
George Walker .... assistant chief lighting technician (uncredited)
Vicky Ward .... pre-production assistant (uncredited)
Jim Warner .... driver: Mr. Kubrick (uncredited)
Margaret Warrington .... secretary (uncredited)
Michael Wilson .... additional photographer (uncredited)
John Wilson-Apperson .... wardrobe supervisor (uncredited)
Alice Yendell .... negative cutter (uncredited)

TRIVIA
- Originally the voice for HAL was to be done by the British actor 'Davenport, Nigel' (qv).
- 'Kubrick, Stanley' (qv) initially approached 'Clarke, Arthur C.' (qv) by saying that he wanted to make "the proverbial good science-fiction movie". Clarke suggested that "The Sentinel", a short story he wrote in 1948, story would provide a suitable premise. Clarke had written the story for a BBC competition, but it didn't even make the shortlist.
- The screenplay was written primarily by Kubrick and the novel primarily by Clarke, each working simultaneously and also providing feedback to the other. As the story went through many revisions, changes in the novel were taken over into the screenplay and vice versa. It was also unclear whether film or novel would be released first; in the end it was the film. Kubrick was to have been credited as second author of the novel, but in the end was not. It is believed that Kubrick deliberately withheld his approval of the novel as to not hurt the release of the film.
- "The Sentinel" corresponds only to the relatively short part of the movie that takes place on the moon.
- Kubrick was very well read. It is rumored that the image of the star-child came to him from the "Spirit of the Earth" in Shelley's "Prometheus Unbound": "Within the orb itself, Pillowed upon its alabaster arms, Like to a child o'erwearied with sweet toil, On its own folded wings and wavy hair The Spirit of the Earth is laid asleep..."
- An early draft of the script had narration.
- Kubrick planned to have Alex North (who wrote the score for Kubrick's _Spartacus (1960)_ (qv)) write a musical score especially for the film. During filming, Kubrick played classical music on the set to create the right mood. Delighted with the effect, he decided to use classical music in the finished product. North's score has subsequently been released as "Alex North's 2001" (Varese/Sarabande 5400).
- Generally panned by critics when previewed. Kubrick subsequently cut 20 minutes for its public release, but still failed to win over the film critics.
- Incrementing each letter of "HAL" gives you "IBM". 'Clarke, Arthur C.' (qv) (co-screenwriter) claimed this was unintentional, and if he had noticed it before it was too late, he would have changed it.
- HAL's voice was originally going to be performed by 'Balsam, Martin' (qv), but Kubrick decided that he sounded too emotional. 'Rain, Douglas' (qv) got the role, and never visited the set.
- Originally, the Discovery was to have travelled to Saturn, but the special effects crew couldn't make a convincing-looking Saturn.
- Kubrick had several tons of sand imported, washed, and painted for the moon surface scenes.
- Multiple references to birthdays: Dr Floyd's daughter, Frank Poole, HAL.
- The subsequent novel and the screenplay both give HAL's birthday as January 12, 1997, but the date given on screen is January 12, 1992.
- The chess position and moves that we see are from a game played in 1913 in Hamburg between two undistinguished players named Roesch and Schlage.
- HAL sings "Daisy" as he is shut down; this was the first song ever played by a non-mechanical computer. The lyrics include the phrase "I'm half crazy".
- According to 'Trumbull, Douglas' (qv), the total footage shot was some 200 times the final length of the film.
- Clarke once said: "If you understand 2001 completely, we failed. We wanted to raise far more questions than we answered."
- The song "Echoes" from the album "Meddle" by Pink Floyd can be perfectly synchronized to the "Jupiter And Beyond The Infinite" sequence. The song runs the precise length of the sequence and was deliberately timed and arranged to follow the events occuring in this portion of the film.
- CAMEO(Vivian Kubrick): (daughter of Stanley) Dr Floyd's daughter.
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [zoom]: retrieving Frank Poole's body.
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [three-way]: man vs HAL vs aliens.
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [faces]: Dave Bowman going through the Star Gate.
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [114]: The Jupiter explorer's serial number is "CRM-114".