|
Cronologia
Stanley Kubrick nasce il 26 luglio 1928 a New York, nel Bronx,
da genitori della middle-class. Mentre Stanley si interessa alle
fiabe, ai miti e agli Argonauti.
A tredici anni il padre gli regala una
macchina fotografica Graflex, introducendo così la fotografia
nel mondo del giovane, che già aveva altre due grandi passioni:
batteria jazz e gli scacchi. Già l'anno dopo, quando era ancora
studente alla William Taft High School, nel 1942, la rivista
Look gli pubblica una foto che ritrae una fila di auto in coda
per la benzina razionata a causa della guerra.
Nel 1945 la
stessa rivista lo assume, ancora diciassettenne, come
aiuto-fotoreporter, e dopo essersi diplomato, non potendo andare
al college a causa dei voti bassi (67 di media) e del ritorno
dei veterani dal fronte, si dedica completamente...
Kubrick e l'architettura
Nella vita reale ogni esperienza o serie d'esperienze
si presenta all'osservatore in una sequenza interrotta di spazio
e di tempo.
Nel cinema le cose vanno diversamente: il cinema permette salti
nello spazio e nel tempo, consentendoci di estendere la nostra
piccola vita all'infinito.
Possiamo vedere "l'alba dell'uomo" e, un istante dopo, viaggiare
su una nave spaziale verso la Luna...
Forma e controllo: il topos
corridoio in Kubrick
Con questo lavoro di ricerca ci si propone di mostrare
come nella filmografia del regista americano Stanley Kubrick sia
presente uno stretto rapporto tra l’ambito narrativo e quello
visivo.
In particolare si tenterà di evidenziare come la struttura
spaziale del corridoio abbia una valenza determinante nel
sottolineare la costrizione e l’impossibilità di scelta in cui
vengono a trovarsi i personaggi kubrickiani...
Bill e lo sguardo ottuso
E se Eyes Wide Shut fosse anche, tra
l'altro, una ghignante lezione su come non si possono più
guardare i film?
Tutta colpa del referente.
Della convinzione, dura a morire, che il cinema debba avere il
proprio referente (e non possa non averlo) nella realtà...
Effetto Shining, tecnica ed espressioni
Le riprese in elicottero con le quali viene introdotto, ancora
in senso lato, questo principio di scorrimento colpiscono lo
spettatore per la loro gelida e innaturale fluidità, frutto di
un'accuratezza nella realizzazione tecnica probabilmente senza
precedenti...
La crisi della
ragione nel cinema di Stanley Kubrick
"Le avventure di Alex sono una sorta di mito psicologico.
Il
nostro subconscio prova un senso di sollievo in Alex proprio
come gli accade nei sogni. Esso soffre nel vedere Alex
imbavagliato e punito dalle autorità mentre una buona parte
della nostra coscienza ammette che deve essere così"...
Director's Guild of America
Buona sera. Mi dispiace di non poter essere con
voi questa sera per ricevere il D.W.Griffith Award che
costituisce per me un grande onore, ma mi trovo a Londra dove
sto girando Eyes Wide Shut con Tom Cruise e Nicole Kidman...
L’ascia e il labirinto
Kubrick realizza Il Bacio dell’assassino (Killer’s kiss)
integrando parte del materiale di Day of fight (il Giorno della
sfida), il suo primo corto, e riprendendo la figura del pugile;
la sfida, questa volta, non avviene su un ring, ma in un
magazzino, e non c’è in gioco una vittoria sportiva, ma la vita.
Siamo quindi usciti dal documento-verità dell’esordio per
entrare nella finzione...
Le sue considerazioni
Amavo moltissimo il cinema di Max Ophuls.
Lo metto al primo posto: assommava in sé tutte le qualità. Aveva
gran fiuto nello scovare buoni soggetti, dai quali traeva il
massimo. Era poi un grande direttore di attori... |
 |
 |
 |
Le scene mai viste
In
Spartacus le scene eliminate concernevano un
tentativo appena accennato da parte di Marco
Crasso di sedurre il suo schiavo Antonino che lo
sta aiutando a lavarsi.
Il Dottor
Stranamore si concludeva con Peter Sellers, il
presidente degli Stati Uniti, mezzo sprofondato
nelle torte di crema. Dopo la prima del film a
Washington, Kubrick soppresse diciannove minuti
di 2001: Odissea nello spazio...
Arancia Meccanica
Uscito nelle sale nel 1971, accolto da polemiche che ancora oggi
non si possono definire del tutto sopite, il film di Stanley
Kubrick tratto dal romanzo "Un'arancia ad orologeria" di Anthony
Burgess è una crudele parabola sul libero arbitrio, sul gesto
deviante, sulla necessità della pena e sulla natura stessa della
pena.
Pone a chiare lettere un inquietante interrogativo che non
può lasciare indifferenti chi deve occuparsi di queste
tematiche: "E' più immorale togliere ad un uomo la libertà
imprigionandolo, o invece trasformarlo in un'arancia meccanica,
in un robot privandolo del libero arbitrio?"
Full Metal Vietnam, un
saggio su tutte le guerre
Ne la viscerale
aggressività emozionale di Platoon, ne l'epica orrorifica di
Hamburger Hill. Full Metal Jacket non è irriconducibile a qualunque
"filone", assolutamente a se stante.
Eppure è inevitabile inserirlo nell'elenco dei
"film sul Vietnam", neanche la
commovente e intensa sentimentalità di Giardini
di pietra...
Documenti e
interviste
Quando
lo conobbi nel 1980 stava giusto finendo di
costruire i set per Shining.
Ci incontrammo per la prima volta e parlammo
molto di film.
Mi sarei trasferito sui suoi set
per girare I Predatori dellArca Perduta
quando avesse finito... Nel suo genio il soffio di
Dio
Dopo la morte di Kubrick parla il grande
regista Ermanno Olmi.
Il grande artista dilata e accentua le capacità
date all'uomo.
Abbiamo tutti la possibilità di vivere
pienamente l'esistenza. Molti rinunciano,
per prudenza. Kubrick, fino all'ultimo, ha
vissuto da curioso.
C'è chi lo ha criticato per
la scelta di isolarsi...
L'Odissea nello spazio ha un
nuovo eroe: il demonio
L'astronauta David Bowman attraversò un universo pieno di luci
accecanti e si ritrovò al centro dell'enigma. All'improvviso
intorno a lui ci fu silenzio, rotto soltanto dal suo respiro
affaticato. Con passo pesante, ostacolato dalla tuta spaziale,
entrò in una camera dai mobili in stile Luigi XVI, e là avvenne
l'incredibile. Il tempo impazzì, Bowman fu prima vecchio e poi
bambino, in fine... |
|