Il mattino ha l'oro in bocca
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Ho deciso di dedicare questo sito a uno dei più geniali registi della storia del cinema. Il suo maniacale perfezionismo e il controllo anche su ogni piccolo particolare dei suoi film lo ha reso leggendario. Impossibile stabilire quale sia il suo miglior film, sono tutti ottimi, il mio preferito è Barry Lyndon, 3 ore di meraviglia visiva, ogni inquadratura è un'opera d'arte. (Davide Volpin)

LA SUA FILMOGRAFIA

Day of the Fight 1951
Day of the Fight, è un diretto prolungamento del lavoro di fotografo di Kubrick...

Flying Padre 1951
Il film racconta la storia di un parroco cattolico di una parrocchia di 400 miglia quadrate nel Nuovo Messico...

Fear and Desire 1953
Quattro soldati di un indeterminato esercito, si ritrovano in una località indeterminata dietro le linee di un indefinito nemico...

The Seafarers 1953
La Seafarers International Union commissiona a Kubrick un documentario...

Il bacio dell'assassino 1955
Un uomo attende nervoso nella sala d'aspetto alla Stazione Centrale di New York
...

Rapina a mano armata 1953
Johnny Clay, malvivente da poco uscito di prigione, prepara insieme con quattro complici, il colpo grosso...

Orizzonti di gloria 1957
1916, fronte franco-tedesco.
Un generale dello Stato Maggiore francese, Broulard, reca all'amico generale Mireau...

Spartacus 1960
Lo schiavo trace Spartaco, condannato a morte per avere picchiato un romano, viene salvato da Lentulo Batiato...

Lolita 1962
Humbert Humbert, professore di Letteratura francese penetra nella casa del commediografo Clare Quilty e lo uccide a colpi di revolver
...

Il Dottor Stranamore 1964
Convinto dell'esistenza di un complotto interplanetario ordito dai russi per avvelenare le acque potabili degli stati non comunisti, il Generale Ripper...

2001: Odissea nello spazio 1968
Alle origini dell’uomo, quando le scimmie erano ancora scimmie, un misterioso monolito compare sulla Terra...

Arancia Meccanica 1971
Inghilterra, in un futuro imprecisato. Alex, capo di una banda giovanile, si dedica alla violenza e allo stupro, nonché all’ascolto maniacale della musica di Beethoven...

Barry Lyndon 1975
Irlanda XVIII secolo. Dopo la morte del padre in un duello il giovane Redmond Barry rimane solo con la madre...

Shining 1980
Jack Torrance, uno scrittore che ha accettato l’incarico di guardiano invernale dell’Overlook Hotel...

Full Metal Jacket 1987
In un centro di addestramento dei marines, il sadico sergente Hartman mette a dura prova la sopportazione delle reclute, che dovranno andare in Vietnam...

Eyes Wide Shut 1999
William Hartford, medico di successo, e sua moglie Alice formano una coppia all'apparenza soddisfatta...

Stanley Kubrick - Filmografia
Eyes Wide Shut (1999)
 

TRAMA
William Hartford, medico di successo, e sua moglie Alice formano una coppia all'apparenza soddisfatta e senza problemi. Una sera vanno ad una festa a casa di amici, e qui Alice viene corteggiata con insistenza da un ungherese dai modi eleganti e suadenti, che cerca di sedurla, nonostante lei proclami il suo essere moglie e madre felice. Tornati a casa, William e Alice cominciano a parlare dell'accaduto, lui dice a lei di avere visto tutto, lei dice di aver aspettato invano che lui arrivasse a toglierla da quella situazione e di aver visto che invece era in compagnia di attraenti ragazze che lo circondavano per trarne qualche vantaggio. Quindi William esce per andare a rendere omaggio ad un paziente morto da poco, e a consolare la figlia. Al momento di congedarlo, la ragazza lo stringe forte, dicendo di essere da sempre innamorata di lui.

Turbato, William non torna subito a casa, cammina, si lascia convincere da una donna sul marciapiede, la segue ma poi, a casa di lei, rinuncia, e va via. Ma ormai William è ossessionato dall'idea che Alice possa avere rapporti con altri uomini e nel tentativo di superare questa ossessione si lascia irretire da una serie di situazioni che lo portano a raggiungere un amico pianista ingaggiato per suonare in una strana festa. William si trova così coinvolto in una successione di riti, dove persone coperte da una maschera sono impegnate in rapporti e accoppiamenti che mettono William in una condizione di paura e di soggezione. Psicologicamente terrorizzato, l'uomo fugge, torna a casa, vede la moglie che dorme e, accanto a lei, una maschera, uguale a quelle indossate alla 'festa'. L'incubo allora si fa più acuto. Il giorno seguente, William e Alice si confidano le rispettive paure e le incertezze. Alice interviene decisamente: la coppia deve scacciare quei pensieri, ritrovando in se stessa il senso del proprio arricchimento e del proprio equilibro psicofisico.


CRITICHE
Le tematiche del rapporto coniugale, esaminato da svariate angolazioni, erano già state argomento di diverse opere, teatrali ed in prosa, di Schnitzler: nel romanzo breve Doppio sogno (1926) il problema della fedeltà, dell’amore, della reciproca comprensione che attanaglia i protagonisti, Fridolin ed Albertine, si articola in sette movimenti e scandisce le fasi alterne e tormentose della crisi d’una coppia. Accostandosi ad un progetto accarezzato assai a lungo (egli si proponeva, infatti, di realizzarlo da vari decenni), Kubrick si limita a spostare l’azione dalla Vienna d’inizio secolo alla New York dei giorni nostri: per il resto, rimane fedele alla pagina scritta riproducendone per intero gli articolati dialoghi, le pause piene di angoscia, la temperie pessimista e devastata che n’è motore.

Nella pellicola, al centro della vicenda sono William Harford e sua moglie Alice: lui è un medico di successo, lei non lavora. Giovani, innamorati, benestanti, gli Harford conducono una vita brillante: li vediamo prepararsi per partecipare ad una festa in casa d’un facoltoso amico, ove essi verranno fatti oggetto di tentativi di seduzione. Rientrati a casa, i due sentono il bisogno vicendevole di confessarsi infedeltà immaginate e brame di trasgressione: entrambi sconvolti, trascorreranno un giorno ed una notte alle prese con un vortice di pulsioni dal quale usciranno provati ma più maturi, consapevoli dell’importanza del sentimento che li lega.

In epoca di iperboli ritmiche, effetti speciali, adrenalinico agitarsi, Kubrick sceglie tempi lunghi, modalità di racconto pressoché obsolete (è dai tempi di Gertrud di Dreyer o de La mia notte con Maud di Rohmer che non si vedeva un film nel quale la parola rivestisse una simile importanza), cadenze quasi ipnotiche: sotto questo aspetto, Eyes wide shut è un testo sperimentale in veste di megaproduzione, una delle operazioni più radicali che siano mai state portate a termine sotto l’egida degli studios e degli alti budget. William ed Alice (Cruise trasforma la propria possibile inadeguatezza al ruolo in qualcosa di funzionale ad esso, conferendo al personaggio uno spaesamento sonnambolico, un’ebetudine perennemente inalberata che molto gli risulta giovevole in termini di credibilità; la Kidman, carezzata e come corteggiata dalla macchina da presa, incarna in maniera mirabile i sussulti e le ripulse d’una figura femminile in bilico tra forza e fragilità, istinto e ragione, sensi e senso) si studiano, s’affrontano, soffrono, si smarriscono, piangono, infine si ritrovano: ed è stupenda la sequenza prefinale, la disperazione di lui appena rischiarata dalle luci di un’alba che lo vede confuso, dolente, vinto, cercare rifugio nelle braccia della propria compagna, a letto.

Strepitoso a livello figuratico (valga per tutte la scena dell’orgia, che accoppia un décor barocco preso di peso da un Bava d’annata a copule meccaniche di corpi cosalizzati apparentabili a quelle del "Casanova" di Fellini), Eyes wide shut focalizza infine una delle ossessioni ricorrenti nell’arte kubrickiana: l’impossibilità di realizzazione dei propri desiderata all’interno di qualsiasi società organizzata, con l’inevitabile strascico di frustrazione, di disagio, che ne consegue. I coniugi Harford vogliono solamente amarsi, ma non sanno che non basta anelarvi: l’universo capitalista aborre i moti dell’animo non monetizzabili, propone alternative fittizie e patinate, algidamente carnali, sogni che il danaro può comprare.

Sta a loro discernere il grano dal loglio, sceverare il superluo dal necessario, distinguere fra inutili gravami e cose che sanno di gioia: a Bill ed Alice, creature perplesse e disorientate che sono noi, noi tutti, seduti al crocicchio dei millenni, la testa fra le mani, lo sguardo nel vuoto. Sperduti, in cerca d’un impossibile significato per l’esistenza.

Con la sua tendenza al perfezionismo, Stanley Kubrick spingeva sempre i suoi attori sul limite di una crisi nervosa. Harvey Keitel lasciò il set di Eyes Wide Shut in seguito a forti contrasti col regista, ma anche per gli impegni precedentemente presi per un altro film: "The Road To Graceland". Il ruolo di Keitel fu assunto da Sydney Pollack. Jennifer Jason Leigh fu richiamata a Londra per rigirare tutte le scene di "Eyes Wide Shut" con Tom Cruise, ma, poiché l'attrice lavorava ormai sul set di "eXistenZ" di David Cronenberg, nella sua parte recitò Marie Richardson. Lo stesso Cruise fu costretto a ripetere una scena per ben 93 volte... (!!!)

James Cameron, regista di Titanic, ha detto di Kubrick, a proposito di quelli che sono entrati nella storia del cinema come i tempi di lavorazione più lunghi in assoluto:  "E' un vampiro intellettuale. Gli piace possedere le persone e succhiare le idee che hanno in testa."

Ma i film kubrickiani, con la bellissima fotografia e le inquadrature "ubriache" che li caratterizza (ricordiamoci i trip visuali in "Full Metal Jacket", "2001: Odissea nello spazio", "The Shining"...), sono capolavori per i quali tanta fatica (da parte degli attori e dell'intera crew) non sembrava mai sciupata.

Nel 1997 Tom Cruise sparì dalla circolazione, per riaffiorare nel mondo soltanto due anni dopo. Per tutto quel tempo l'attore si trovava a Londra, impegnato in un unico film girato prevalentemente nei Pinewood Studios. Soltanto una persona poteva riuscire a convincere il divo più richiesto e meglio pagato di Hollywood a lavorare davanti alla cinepresa per oltre 350 giorni. Questa persona era Stanley Kubrick, regista d'eccezione e vera e propria leggenda vivente. Kubrick, che il 26 luglio 1999 avrebbe compiuto 71 anni, aveva appena finito "Eyes Wide Shut", un progetto rigorosamente circondato dal silenzio professionale, quando all'improvviso ha preso congedo da questa nostra vita. "Eyes Wide Shut" è stata la prima opera kubrickiana dopo oltre dieci anni. Allora - nel 1987 - aveva visto la luce un altro suo capolavoro: "Full Metal Jacket". In media Kubrick ha sfornato un film ogni dieci anni...

"Lavorare con Kubrick è un'esperienza unica - racconta Nicole Kidman, qualcosa al di fuori di ogni canone cinematografico. Le riprese sono lente, è vero, ma Stanley usa troupe minuscole e spende pochissimo. Si prova, si gira, si chiacchiera, si fa terapia.... Alla fine della giornata si è girata una scena completamente diversa da quella prevista nel copione e nel piano di lavorazione. E regolarmente è più interessante. Per me è come aver passato un anno di studi intensivi all'università".

Quel che si diceva dell'ultimo film di Kubrick mentre era ancora quasi incognito. Il "plot" è basato sul romanzo Traumnovelle (Dream Story), di Arthur Schnitzler. E' la storia di due psichiatri, marito e moglie (interpretati da Tom Cruise e Nicole Kidman), che conducono una doppia vita. Dietro la facciata di rispettabilità borghese, i due si iniettano eroina e si impegolano in pratiche sessuali - anche perverse - con i loro pazienti. Negli anni Settanta la novella schnitzleriana era stata rielaborata da Frederic Raphael in forma di romanzo. Secondo voci d'ambiente, vi è ora una disputa tra Raphael e il produttore del film (lo stesso Kubrick) riguardante il copyright.

Sempre secondo indiscrezioni, per la prima volta Kubrick avrebbe usato una pellicola da 65 mm e, per le scene degli "sballi", avrebbe scelto il procedimento delle riprese in bianco-e-nero. Ma una definitiva conferma ai tanti rumours in circolazione potrà darcela soltanto la visione del film. Gli attori, da parte loro, tacciono: sono costretti a farlo dal contratto che hanno firmato...

In una vecchia intervista del 1972, Stanley ("Stan the Man") aveva già dichiarato di voler adattare per il grande schermo Traumnovelle, che Schnitzler scrisse nel 1926. E' il racconto di persone che conducono una vita solida, sicura e ordinata ma che, desiderando nel contempo fuggirne, vanno incontro ad avventure-limite in cui si finisce per non riconoscere più il confine tra sogno e realtà.

Cos'hanno in comune The dead di John Huston, Vivement Dimanche di Francois Truffaut e La voce della luna di Federico Fellini? Commento critico a parte i tre film citati sono il canto del cigno di questi grandi registi. Dobbiamo aggiungere a questa lista anche Eyes wide shut? E perché no? La trepidazione, l'ansia per l'attesa del tredicesimo film di Stanley Kubrick sono giustificate, specialmente per coloro che amano l'opera del maestro americano. Molto si è scritto e molto si scriverà su questo film, in special modo focalizzando l'attenzione sull'aspetto psicoanalitico, campo fertile per gli specialisti. Io non lo sono perciò proverò soltanto a trasmetterVi le mie personali sensazioni che sono, lo ammetto subito, di grande perplessità.

Kubrick forse ha voluto fare un film semplice ed irritante? "Federico, sei sempre così pessimista, perché non fai un film diverso, più ottimista?"
(gli amici di Fellini nel finale de "L'intervista")

Conosciamo bene l'opinione sconsolata di Kubrick circa la stupidità umana. Adesso, con Eyes Wide Shut il regista ci racconta una fiaba moderna che ha come protagonisti due yuppies di New York, confusi, insoddisfatti, anche sessualmente. La moglie racconta al marito una fantasia sessuale che suscita in Tom Cruise (che in questo film interpreta un ebete voyeur spettatore di esperienze altrui)  un'angoscia interiore. Sconvolto dalle rivelazioni Cruise vaga nella notte in una New York natalizia. Il film è costruito ad episodi, proprio come il romanzo Traumnovelle (in Italia Doppio Sogno) di Arthur Schnitzler da cui è tratto. Le sequenze possono essere ammirate singolarmente, ciascuna separata dall'altra. Eyes Wide shut è concepito come un gigantesco puzzle. Si potrebbe dire che in fondo Kubrick ha realizzato quel famoso Viaggio di G. Mastorna che Fellini inseguì per anni senza mai a realizzare.

Dopo molte esperienze e conversazioni il film termina con il ritorno a casa di Tom che, provato dagli avvenimenti, bisbiglia alla Kidman il suo amore imperituro. Quest'ultima, confusa, invita il marito a fottere (fuck).

Se questa è la morale della storia dovremmo dedurne che la gioventù moderna non sa fare l'amore e Eyes Wide Shut diventerebbe così un'opera da vedere nei gruppi matrimoniali di una chiesa americana suburbana.

"Guarda che sole, sembra finto."
(una passeggera in "E la nave va" di Federico Fellini.)

L'altra possibilità è che Kubrick, avendo i suoi occhi wide open, cioé aperti alla realtà, abbia voluto realizzare un film diverso, con attori famosi, un po' di sesso e dove sopratutto il cinema regna sovrano. Questo obiettivo Kubrick lo ha centrato in pieno. Il fatto che la sceneggiatura e i dialoghi del film siano ridicoli e non adatti agli anni '90, potrebbe indicare che l'obiettivo del regista è stato quello di realizzare un'opera visiva più vicina al cinema muto (in uno stile espressionista). New York è una città finta, ricostruita nei Pinewood Studios e nelle strade di Londra. Il film è pieno di mistero, Kubrick in alcuni momenti ci rammenta Bunuel, per esempio nella sequenza in cui Cruise affitta lo smoking per l'orgia, nell'incontro con la Lolita che salva da un'overdose, oppure in tutte le sequenze oniriche in una città surreale e deserta come ne Il terzo uomo di Carol Reed che evoca atmosfere kafkiane.

Alcuni giornalisti hanno definito l'opera pornografica e l'hanno fatta rientrare nella categoria del soft porn. In realtà non si vede molto nel film e Kubrick rende omaggio a Fellini nella sequenza dell'orgia dove i protagonisti indossano delle maschere veneziane in un'atmosfera pseudoreligiosa. Anche la sequenza "necrofila" del film è una sciocchezza giornalistica lontana dalla realtà drammatica della scena.

Con l'età subentra una certa stanchezza, un esaurimento intellettuale. Gli stessi Fellini e Bunuel ebbero un finale artistico mediocre che soltanto la fama e il genio accumulato negli anni precedenti permisero di "occultare". Molti critici hanno segnalato che la regia di Kubrick è "datata" concludendo che il regista non si è saputo adattare alla grammatica cinematografica odierna. Tale critica, a mio avviso, non è priva di fondamento. L'aspetto onirico del film è certamente demodé e il film manca di una vera tensione. Kubrick è davvero lontano dalla nuova cinematografia (penso a Lars Von Trier o a Quentin Tarantino).

Siamo di fronte ad un capolavoro incompreso? Soltanto avendo i miei occhi completamente aperti sarò in grado di rendermene conto. Quando di un film si parla così  tanto fino a trasformarlo nell'evento dell'anno, le aspettative create sono quasi sempre destinate a rimanere deluse. E questo purtroppo è vero anche di Eyes Wide Shut, probabilmente il film più atteso degli ultimi cinque anni. Le leggende e il clima di mistero che ne hanno avvolto la preparazione e la realizzazione sono innumerevoli e i racconti delle quantità infinite di liberatorie e di impegnative al silenzio che chi a preso parte anche ad una sola scena ha dovuto firmare, rasentano il ridicolo.

Che Kubrick fosse un uomo schivo e paranoico, con un maniacale senso per la privacy e per il suo lavoro è cosa nota a tutti, e a nessuno è dato di criticarlo. Se questa ossessiva protettività per i suoi film abbia poi giovato o no alla sua ultima "creatura", resta ai posteri giudicarlo.

Sono molti gli interrogativi relativi a questo film destinati a rimanere privi di una risposta, primo fra tutti quello relativo alla compiutezza dell'opera: se il regista non fosse venuto a mancare prima dell'uscita del film, ci avrebbe consegnato un prodotto diverso, magari con qualche taglio in più?

Ci piace pensare di sì. E ci piace anche pensare che magari, all'ultimo momento, si sarebbe opposto a quella imbarazzante censura che gli è stato imposto di realizzare per la versione "americana", talmente minima da risultare irrilevante e tantopiù irritante perché cedimento ad un compromesso da parte di un artista divenuto un mito anche per la sua caparbietà  e capacità di imporre le proprie scelte agli Studios.

Ma sulla ipocrisia e sul patetico puritanesimo a stelle e strisce stendiamo un velo pietoso e finiamola qui. La storia, tratta dal libro di Arthur Schnitzler  "Traumnovelle"   (Doppio sogno),  è trasportata dalla Vienna decadente di inizio secolo alla New York, altrettanto se non ancor più decadente, di fine millennio. Il tema centrale è quello dell'amore coniugale e della noia che ne deriva, del sicuro rifugio rappresentato dall'istituzione del matrimonio, contro le pericolose alternative e le tentazioni del mondo esterno. La noiosa ma beata innocenza nel paradiso terrestre verso le pericolose tentazioni della conoscenza che conducono alla dannazione. E come in ogni film di Kubrick, non c'è giudizio e ciascuno scelga da che parte vuole stare.

La fedeltà  di due giovani coniugi, ricchi, belli e molto borghesi - il dottor William e la signora Alice Harford, che apparentemente hanno tutto e vivono nel loro "mondo perfetto", viene continuamente messa alla prova da vari "serpentelli" finché lei, una sera, dopo aver fumato, offre a lui la fatidica "mela", in forma di confessione di una sua fantasia di tradirlo con uno sconosciuto. L'episodio scatena la gelosia rimossa dal dottor Harford che, abbandonata per un'attimo l'assennatezza borghese che lo domina e protegge, diventa il protagonista di un'odissea tra tentazioni e perversioni di tutti i tipi, alle quali resisterà sopravvivendo al viaggio ma non senza rimanerne profondamente toccato nei sentimenti e nella coscienza.

Splendida la performance di Nicole Kidman che però sparisce subito di scena perché, come in tutti gli altri film di Kubrick, le donne sono solo di contorno e il "viaggio" è quella di Cruise, che invece non è al suo meglio (spesso, nelle scene drammatiche, il pubblico ride!); e straordinaria è la tanto chiacchierata scena dell'orgia, quella che ha fatto tanto tremare gli studios e agitare i censori, e che non ha nulla ne di erotico ne di pornografico. Livida, fredda, meccanica e distaccata, è una rappresentazione della lussuria tipicamente alla Kubrick e vale da sola il prezzo del biglietto.

Fastidiosa è invece la scena in cui Sydney Pollack, giocando a biliardo, ci spiega bene, pur rivolgendosi al protagonista, quello che potremmo non aver capito e che il dubbio lasciatoci dagli avvenimenti precedenti è legittimo e voluto. Ma se Kubrick sosteneva, come racconta nel suo libro "Eyes Wide Open" il co-sceneggiatore del film Frederick Raphael, che quando in un film si spiega tutto quello che succede si finisce con l'uccidere il film (p.75 "You tell people what things mean, they don't mean anything anymore"), viene da chiedersi se questa scena non è del tutto gratuita e se, avendone avuto il tempo, il regista non l'avrebbe magari eliminata?

Se visivamente questo film è una vera "festa" per gli occhi, altrettanto non si può dire dei dialoghi che spesso sono troppo letterari e lontani dal modo in cui la gente vera si esprime.

Detto questo, se il cinema è un sogno pubblico e collettivo che utilizziamo per confrontarci con tutto ciò che agita la nostra coscienza in privato - incubi, fantasie, sogni erotici, timori e speranze, Kubrick si riconferma con questo suo tredicesimo film uno dei grandi, assoluti maestri del media.

DOPPIAGGIO
KAMOTI FILM
DIALOGHI ITALIANI: MARIO MALDESI
DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: MARIO MALDESI

PERSONAGGI

INTERPRETI

DOPPIATORI

DOTT. WILLIAM 'BILL' HARFORD

Tom Cruise

MASSIMO POPOLIZIO

ALICE HARFORD

Nicole Kidman

GABRIELLA BORRI

VICTOR ZIEGLER

Sydney Pollack

MARCELLO TUSCO

NICK NIGHTINGALE

Todd Field

MINO CAPRIO

SANDOR SZAVOST

Sky Dumont

MASSIMO FOSCHI

MARION NATHANSON

Marie Richardson

CRISTIANA LIONELLO

DOMINO

Vinessa Shaw

CLAUDIA BALBONI

SALLY

Fay Masterson

ILARIA STAGNI


LOCATIONS
England:
Chelsea & Westminster Hospital, Chelsea, London
Highclere Castle, Newbury, Berkshire, England (Mansion where orgy takes place, exterior)
Hamleys, London
Islington, London
Hatton Gardens, London,
Worhip Street, London

USA:
Consulate General of the Republic of Poland, E37th Street and Madison Avenue, New York
Greenwich Village, New York

FULL CAST AND CREW
Directed by
Stanley Kubrick

Writing credits
Arthur Schnitzler (novel Traumnovelle)
Stanley Kubrick (screenplay)
Frederic Raphael (screenplay)

Cast (in credits order)
Tom Cruise .... Dr. William 'Bill' Harford
Nicole Kidman .... Alice Harford
Madison Eginton .... Helena Harford
Jackie Sawiris .... Roz
Sydney Pollack .... Victor Ziegler
Leslie Lowe .... Illona
Peter Benson .... Bandleader
Todd Field .... Nick Nightingale
Michael Doven .... Ziegler's secretary
Sky Dumont .... Sandor Szavost
Louise J. Taylor .... Gayle (as Louise Taylor)
Stewart Thorndike .... Nuala
Randall Paul .... Harris
Julienne Davis .... Amanda 'Mandy' Curran
Lisa Leone .... Lisa
Kevin Connealy .... Lou Nathanson
Marie Richardson .... Marion
Thomas Gibson .... Carl
Mariana Hewett .... Rosa
Dan Rollman .... Rowdy college kid
Gavin Perry .... Rowdy college kid
Chris Pare .... Rowdy college kid
Adam Lias .... Rowdy College Kid
Christian Clarke .... Rowdy college kid
Kyle Whitcombe .... Rowdy college kid
Gary Goba .... Naval officer
Vinessa Shaw .... Domino
Florian Windorfer .... Maître D' - Café Sonata
Rade Serbedzija .... Mr. Milich (as Rade Sherbedgia)
Togo Igawa .... Japanese man #1
Eiji Kusuhara .... Japanese man #2
Leelee Sobieski .... Milich's daughter
Sam Douglas .... Cab driver
Angus MacInnes .... Gateman #1
Abigail Good .... Mysterious woman/Masked party principal
Brian W. Cook .... Tall butler
Leon Vitali .... Red cloak
Carmela Marner .... Waitress at Gillespie's
Alan Cumming .... Desk clerk
Fay Masterson .... Sally
Phil Davies .... Stalker
Cindy Dolenc .... Girl at Sharky's
Clark Hayes .... Hospital receptionist
Treva Etienne .... Morgue orderly
Colin Angus .... Masked party principal
Karla Ashley .... Masked party principal
Kathryn Charman .... Masked party principal
James Demaria .... Masked party principal
Anthony Desergio .... Masked party principal
Janie Dickens .... Masked party principal
Laura Fallace .... Masked party principal
Vanessa Fenton .... Masked party principal
Georgina Finch .... Masked party principal
Peter Godwin .... Masked party principal
Joanna Heath .... Masked party principal
Lee Henshaw .... Masked party principal
Ateeka Poole .... Masked party principal
Adam Pudney .... Masked party principal
Sharon Quinn .... Masked party principal
Ben De Saumserez .... Masked party principal (as Ben De Sausmarez)
Emma Lou Sharratt .... Masked party principal
Paul Spelling .... Masked party principal
Matthew Thompson .... Masked party principal
Dan Travers .... Masked party principal
Russell Trigg .... Masked party principal
Kate Whalin .... Masked party principal

Rest of cast listed alphabetically
Heather Carter-Drake .... (uncredited)
Emilio D'Alessandro .... Man at Newsstand (uncredited)
Donna Ewin .... Masked buxom girl (uncredited)
Tres Hanley .... Coffee shop manager (uncredited)
Alex Hobbs .... Boy in examination room (uncredited)
Christiane Kubrick .... Woman sitting behind Dr. Harford at Cafe Sonata (uncredited)
Katharina Kubrick .... Mother of boy in examination room (uncredited)

Produced by
Brian W. Cook .... co-producer
Jan Harlan .... executive producer
Stanley Kubrick .... producer

Original Music by
Jocelyn Pook (also songs: "Naval Officer" and "The Dream")

Non-Original Music by
Harvey Brough (song "Migrations")
James Campbell (song "If I Had You") (as Jimmy Campbell)
Connelly (song "If I Had You") (as Reg Connelly)
Duke Ellington (song "I Got It Bad {And That Ain't Good}")
Georges Garvarentz (song "Old Fashioned Way")
Chris Isaak (song "Baby Did a Bad Thing")
Isham Jones (song "It Had to Be You")
Bert Kaempfert (song "Strangers in the Night")
Christopher Kiler (song "I Want a Boy for Christmas")
Oscar Levant (song "Blame It on My Youth")
György Ligeti (from "No.2: Mesto, Rigido e Cerimonale" from "Musica ricercata")
Franz Liszt (from "Nuages gris")
Jimmy McHugh (song "I'm in the Mood for Love")
Wolfgang Amadeus Mozart (song "No.5: Rex tremendae" from "Requiem, KV 626") (as W.A. Mozart)
Benjamin Page (song "I Want a Boy for Christmas")
Jocelyn Pook (songs "Masked Ball" and "Migrations")
Wayne Shanklin (song "Chanson d'amour")
Ted Shapiro (song "If I Had You")
Dmitri Shostakovich (from "Jazz Suite No. 2")
Rudolph Sieczynski (song "Wien, du Stadt meiner Träume")
Harry Warren (song "I Only Have Eyes for You")
Victor Young (song "When I Fall in Love")
James Pierpont (song "Jingle Bells") (uncredited)
Jocelyn Pook (song "Backwards Priest") (uncredited)

Film Editing by
Nigel Galt

Casting by
Denise Chamian
Leon Vitali

Production Design by
Leslie Tomkins (as Les Tomkins)
Roy Walker

Art Direction by
John Fenner

Set Decoration by
Lisa Leone
Terry Wells (as Terry Wells Snr)

Costume Design by
Marit Allen

Makeup Department
Robert McCann .... makeup artist
Kerry Warn .... hair stylist

Production Management
Margaret Adams .... production manager
Lisa Leone .... production manager: second unit

Second Unit Director or Assistant Director
Brian W. Cook .... first assistant director
Rhun Francis .... third assistant director
Becky Hunt .... third assistant director
Adrian Toynton .... second assistant director

Art Department
Ken Bacon .... property storeman
Sophie Batsford .... production buyer
Jon Billington .... draughtsperson
Steve Clarke .... standby painter (as Steve Clark)
Stephen Dobric .... draughtsperson
Roy Hansford .... standby carpenter
Samantha Jones .... art department assistant
Michael King .... production buyer
Christiane Kubrick .... original paintings
Katharina Kubrick .... original paintings (as Katharina Hobbs)
John Maher .... construction manager
John O'Connell .... standby propman
Gerald O'Connor .... dressing propman
Kira-Anne Pelican .... art department assistant
Kevin Phipps .... supervising art director
Todd Quattromini .... dressing propman
Pippa Rawlinson .... assistant draughtsperson
Jeanne Vertigan .... production buyer
Terry Wells Jr. .... property master (as Terry Wells Jnr.)
Jake Wells .... chargehand standby propman
Graham Caulfield .... drapesmaster (uncredited)
Robin Heinson .... painter (uncredited)
James Hunt .... scenic artist (uncredited)
Thomas R. Wagner .... property assistant (uncredited)

Sound Department
Tony Bell .... sound maintenance
Michael A. Carter .... sound re-recording mixer
Anthony Cleal .... sound re-recording mixer
Paul Conway .... supervising sound editor
Iain Eyre .... assistant sound editor
Nigel Galt .... sound re-recording mixer
Graham V. Hartstone .... sound re-recording mixer
Becki Ponting .... foley editor
Edward Tise .... sound recordist

Special Effects by
Charles Staffell .... back projection supervisor

Visual Effects by
Paddy Eason .... supervising digital compositor: CFC (uncredited)
Chris Monks .... digital modeller (uncredited)

Other crew
Joe Allen .... electrician
Charles Aznavour .... lyricist: "Old Fashioned Way"
Craig Bloor .... clapper loader
Pete Cavaciuti .... steadicam operator (as Peter Cavaciuti)
Larry Celona .... journalistic advisor
Riccardo Chailly .... conductor: "Jazz Suite, No 2"
Trevor Collins .... negative cutter
Tracey Crawley .... production assistant
Emilio D'Alessandro .... assistant: Mr. Kubrick
Matt Dalton .... accounting assistant (as Matthew Dalton)
Kerry David .... assistant: Ms. Kidman
Barbara Del Greco .... researcher: Venetian masks
Andrea Doven .... assistant: Ms. Kidman
Michael Doven .... production associate
Al Dubin .... lyricist: "I Only Have Eyes for You"
Joe Dunton .... camera technical advisor
Jacqueline Durran .... wardrobe mistress
Ron Emery .... electrician
Chester Eyre .... laboratory consultant
Claire Ferguson .... assistant editor
Dorothy Fields .... lyricist: "I'm in the Mood for Love"
Anthony Frewin .... assistant: Stanley Kubrick
Nick Frewin .... computer assistant
Kate Garbett .... production coordinator
Bill Geddes .... camera grip (as William Geddes)
Roy Gerson .... musician: "If I Had You"
Carlos Omar Guerra .... assistant camera: second unit
Andrew Haddock .... video coordinator
Dominic Harlan .... musician: piano, "Musica Ricercata II: Mesto, Rigido e Cerimonale"
Manuel Harlan .... location researcher
Manuel Harlan .... still photographer
Rawdon Hayne .... focus puller
Edward Heyman .... lyricist: "When I Fall in Love" and "Blame It on My Youth"
Elizabeth Himmelstein .... dialect coach: Ms. Kidman (as Elizabeth Himelstein)
Andy Hopkins .... camera grip
Peter Hughes .... music contractor
Tobin Hughes .... location assistant
Martin Hume .... camera operator
Rachel Hunt .... secretary
Chris Isaak .... singer: "Baby Did a Bad Bad Thing"
Arthur Jafa .... cinematographer: second unit (as Arthur Jaffa)
David Jones .... facilities supervisor
Gus Kahn .... lyricist: "It Had to Be You"
Donavan Lambert .... grip: second unit (as Donavan C. Lambert)
Claire Litchfield .... unit nurse
Gerard Maguire .... translite photographer
Jim McConkey .... steadicam operator: second unit (as Jim C. McConkey)
Simon McNair Scott .... location manager
Brad Mehldau .... musician: "Blame It on My Youth"
Angus More Gordon .... location manager
Desmond O'Boy .... stand-by stagehand
Nick Penn .... focus puller
Nelson Peña .... production assistant: second unit
Ronnie Phillips .... gaffer
Jocelyn Pook .... musician: "Naval Officer", "Masked Ball", "Migrations" and "The Dream"
Alan Reid .... security officer
Anthony Richards .... stand-by rigger
Keith Roberts .... clapper loader
Ian Robinson .... laboratory contact
Lara Sargent .... assistant accountant
Malik Hassan Sayeed .... cinematographer: second unit (as Malik Sayeed)
C.J. Scheiner .... medical advisor (as Dr. C.J. Scheiner MD PhD)
Ann Simpson .... script supervisor
Charles Singleton .... lyricist: "Strangers in the Night"
Larry Smith .... lighting cameraman
Yolande Snaith .... choreographer
Eddie Snyder .... lyricist: "Strangers in the Night"
Jonas Steadman .... assistant camera: second unit
Nancy Thompson .... costume supervisor
Paul Toomey .... gaffer
John Trehy .... production accountant
Patrick Turley .... cinematographer: second unit
Melanie Viner-Cuneo .... first assistant editor (as Melanie Viner Cuneo)
Leon Vitali .... assistant to director
Martin Ward .... action vehicle coordinator
Martin Ward .... video assistant
Tom Watson .... mechanic: action vehicle
Paul Francis Webster .... lyricist: "I Got It Bad {And That Ain't Good}"
Claus Wehlisch .... assistant editor: avid
Michael White .... best boy electric
Shawn White .... electrician
Dean Wilkinson .... electrician
Jason Wrenn .... focus puller
Stella Wycherley .... accounting assistant
Elizabeth Ziegler .... steadicam operator
Didier de Cottigniers .... music consultant
Sue Field .... additional script supervisor (uncredited)
Matthew Kok .... computer playback supervisor (uncredited)
Melissa Layton .... additional costume assistant (uncredited)
Douglas Milsome .... focus advisor (uncredited)
Gary Nolan .... practical electrician (uncredited)

TRIVIA
- Director 'Kubrick, Stanley' (qv) died just four days after presenting Warner Bros. with what was reported to be a final cut of the film, after a legendary long shoot.
- In order for the film to be given an R rating in America, some scenes contain computer-generated people in the foreground obscuring some of the more explicit sexual action.
- A VHS copy of the movie _Rain Man (1988)_ (qv) is seen in Alice and Bill's bedroom on top of their entertainment stand during their marijuana-enhanced argument.
- Numerous recurring shots of Christmas trees with colored lights (in almost every room/apartment) and wedding rings.
- The tremendous hype around the release of this film resulted in several rumors about the plot. The most widely circulated was the mistaken rumor that in the film, Tom Cruise and Nicole Kidman played married psychiatrists having affairs with their patients.
- Film that Alice is watching on TV is _Blume in Love (1973)_ (qv).
- The password "fidelio" that Bill receives from Nick comes from the Latin root "fidelis," which means "faithful."
- The headline of the New York Post that Bill Harford buys when the bald man is stalking him reads: LUCKY TO BE ALIVE.
- When Bill Harford returns to Soho, a sign painted on the side of a building prominently features the name BOWMAN. David Bowman is a character in director Kubrick's _2001: A Space Odyssey (1968)_ (qv).
- Alice Harford watches Blume in Love (1973) on TV while waiting for her husband to return home.
- When Bill enters his apartment for the last time (right before he discovers the mask on his pillow) we can see a stack of 'Kubrick, Stanley' (qv) videos from on the long table under the painting. The one on the top is _Full Metal Jacket (1987)_ (qv).
- One of the patients who 'Cruise, Tom' (qv) cancels is called Kaminsky, the name of one of the hibernating crew that HAL kills in _2001: A Space Odyssey (1968)_ (qv).
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [114]: The morgue is located in wing C, room 114.
- In the Christmas shopping scene, their daughter, Helena, talks about her toy doll named "Sabrina." This is a reference to 'Pollack, Sydney' (qv) (Victor Ziegler) having directed the 1995 film remake of the same name.
- The letters and the newspaper read by 'Cruise, Tom' (qv) are written in Italian for the Italian version of this movie. Apparently, 'Kubrick, Stanley' (qv) shot those scenes with papers written in different languages, as he did for The Shining.
- According to writer 'Raphael, Frederic' (qv), the final form of Bill's family name (Harford, as opposed to Scheuer in the original story) was inspired by a debate about Bill's character. Raphael felt Bill should be Jewish as in the original, but Kubrick insisted Bill and Alice be "vanilla" Americans, without any details that would arouse any presumptions. Kubrick said that Bill should be a bit like Harrison Ford; hence the name Harford.

 
 
 

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