Stanley Kubrick - Filmografia
Eyes
Wide Shut (1999)
TRAMA
William
Hartford, medico di successo, e sua moglie Alice formano
una coppia all'apparenza soddisfatta e senza problemi.
Una sera vanno ad una festa a casa di amici, e qui Alice
viene corteggiata con insistenza da un ungherese dai modi
eleganti e suadenti, che cerca di sedurla, nonostante lei
proclami il suo essere moglie e madre felice. Tornati a
casa, William e Alice cominciano a parlare dell'accaduto,
lui dice a lei di avere visto tutto, lei dice di aver
aspettato invano che lui arrivasse a toglierla da quella
situazione e di aver visto che invece era in compagnia di
attraenti ragazze che lo circondavano per trarne qualche
vantaggio. Quindi William esce per andare a rendere
omaggio ad un paziente morto da poco, e a consolare la
figlia. Al momento di congedarlo, la ragazza lo stringe
forte, dicendo di essere da sempre innamorata di lui.
Turbato, William non torna subito a casa, cammina, si
lascia convincere da una donna sul marciapiede, la segue
ma poi, a casa di lei, rinuncia, e va via. Ma ormai
William è ossessionato dall'idea che Alice possa avere
rapporti con altri uomini e nel tentativo di superare
questa ossessione si lascia irretire da una serie di
situazioni che lo portano a raggiungere un amico pianista
ingaggiato per suonare in una strana festa. William si
trova così coinvolto in una successione di riti, dove
persone coperte da una maschera sono impegnate in
rapporti e accoppiamenti che mettono William in una
condizione di paura e di soggezione. Psicologicamente
terrorizzato, l'uomo fugge, torna a casa, vede la moglie
che dorme e, accanto a lei, una maschera, uguale a quelle
indossate alla 'festa'. L'incubo allora si fa più acuto.
Il giorno seguente, William e Alice si confidano le
rispettive paure e le incertezze. Alice interviene
decisamente: la coppia deve scacciare quei pensieri,
ritrovando in se stessa il senso del proprio
arricchimento e del proprio equilibro psicofisico.
CRITICHE
Le tematiche del rapporto coniugale,
esaminato da svariate angolazioni, erano già state
argomento di diverse opere, teatrali ed in prosa, di
Schnitzler: nel romanzo breve Doppio sogno (1926) il
problema della fedeltà, dellamore, della reciproca
comprensione che attanaglia i protagonisti, Fridolin ed
Albertine, si articola in sette movimenti e scandisce le
fasi alterne e tormentose della crisi duna coppia.
Accostandosi ad un progetto accarezzato assai a lungo
(egli si proponeva, infatti, di realizzarlo da vari
decenni), Kubrick si limita a spostare lazione
dalla Vienna dinizio secolo alla New York dei
giorni nostri: per il resto, rimane fedele alla pagina
scritta riproducendone per intero gli articolati
dialoghi, le pause piene di angoscia, la temperie
pessimista e devastata che nè motore.
Nella pellicola, al centro della vicenda sono William
Harford e sua moglie Alice: lui è un medico di successo,
lei non lavora. Giovani, innamorati, benestanti, gli
Harford conducono una vita brillante: li vediamo
prepararsi per partecipare ad una festa in casa dun
facoltoso amico, ove essi verranno fatti oggetto di
tentativi di seduzione. Rientrati a casa, i due sentono
il bisogno vicendevole di confessarsi infedeltà
immaginate e brame di trasgressione: entrambi sconvolti,
trascorreranno un giorno ed una notte alle prese con un
vortice di pulsioni dal quale usciranno provati ma più
maturi, consapevoli dellimportanza del sentimento
che li lega.
In epoca di iperboli ritmiche, effetti speciali,
adrenalinico agitarsi, Kubrick sceglie tempi lunghi,
modalità di racconto pressoché obsolete (è dai tempi
di Gertrud di Dreyer o de La mia notte con Maud di Rohmer
che non si vedeva un film nel quale la parola rivestisse
una simile importanza), cadenze quasi ipnotiche: sotto
questo aspetto, Eyes wide shut è un testo sperimentale
in veste di megaproduzione, una delle operazioni più
radicali che siano mai state portate a termine sotto
legida degli studios e degli alti budget. William
ed Alice (Cruise trasforma la propria possibile
inadeguatezza al ruolo in qualcosa di funzionale ad esso,
conferendo al personaggio uno spaesamento sonnambolico,
unebetudine perennemente inalberata che molto gli
risulta giovevole in termini di credibilità; la Kidman,
carezzata e come corteggiata dalla macchina da presa,
incarna in maniera mirabile i sussulti e le ripulse
duna figura femminile in bilico tra forza e
fragilità, istinto e ragione, sensi e senso) si
studiano, saffrontano, soffrono, si smarriscono,
piangono, infine si ritrovano: ed è stupenda la sequenza
prefinale, la disperazione di lui appena rischiarata
dalle luci di unalba che lo vede confuso, dolente,
vinto, cercare rifugio nelle braccia della propria
compagna, a letto.
Strepitoso a livello figuratico (valga per tutte la scena
dellorgia, che accoppia un décor barocco preso di
peso da un Bava dannata a copule meccaniche di
corpi cosalizzati apparentabili a quelle del
"Casanova" di Fellini), Eyes wide shut
focalizza infine una delle ossessioni ricorrenti
nellarte kubrickiana: limpossibilità di
realizzazione dei propri desiderata
allinterno di qualsiasi società organizzata, con
linevitabile strascico di frustrazione, di disagio,
che ne consegue.
I coniugi Harford vogliono solamente amarsi, ma non sanno
che non basta anelarvi: luniverso capitalista
aborre i moti dellanimo non monetizzabili, propone
alternative fittizie e patinate, algidamente carnali,
sogni che il danaro può comprare.
Sta a loro discernere il grano dal loglio, sceverare il
superluo dal necessario, distinguere fra inutili gravami
e cose che sanno di gioia: a Bill ed Alice, creature
perplesse e disorientate che sono noi, noi tutti, seduti
al crocicchio dei millenni, la testa fra le mani, lo
sguardo nel vuoto. Sperduti, in cerca dun
impossibile significato per lesistenza.
Con la sua tendenza al perfezionismo, Stanley Kubrick
spingeva sempre i suoi attori sul limite di una crisi
nervosa. Harvey Keitel lasciò il set di Eyes Wide Shut
in seguito a forti contrasti col regista, ma anche per
gli impegni precedentemente presi per un altro
film: "The Road To Graceland". Il ruolo di
Keitel fu assunto da Sydney Pollack. Jennifer Jason Leigh
fu richiamata a Londra per rigirare tutte le scene di
"Eyes Wide Shut" con Tom Cruise, ma, poiché
l'attrice lavorava ormai sul set di "eXistenZ"
di David Cronenberg, nella sua parte recitò Marie
Richardson. Lo stesso Cruise fu costretto a ripetere una
scena per ben 93 volte... (!!!)
James Cameron, regista di Titanic, ha detto di Kubrick, a
proposito di quelli che sono entrati nella storia del
cinema come i tempi di lavorazione più lunghi in
assoluto: "E' un vampiro intellettuale. Gli
piace possedere le persone e succhiare le idee che hanno
in testa."
Ma i film kubrickiani, con la bellissima fotografia e le
inquadrature "ubriache" che li caratterizza
(ricordiamoci i trip visuali in "Full Metal
Jacket", "2001: Odissea nello spazio",
"The Shining"...), sono capolavori per i quali
tanta fatica (da parte degli attori e dell'intera crew)
non sembrava mai sciupata.
Nel 1997 Tom Cruise sparì dalla circolazione, per
riaffiorare nel mondo soltanto due anni dopo. Per tutto
quel tempo l'attore si trovava a Londra, impegnato in un
unico film girato prevalentemente nei Pinewood Studios.
Soltanto una persona poteva riuscire a convincere il divo
più richiesto e meglio pagato di Hollywood a lavorare
davanti alla cinepresa per oltre 350 giorni. Questa
persona era Stanley Kubrick, regista d'eccezione e vera e
propria leggenda vivente. Kubrick, che il 26 luglio 1999
avrebbe compiuto 71 anni, aveva appena finito "Eyes
Wide Shut", un progetto rigorosamente circondato dal
silenzio professionale, quando all'improvviso ha preso
congedo da questa nostra vita. "Eyes Wide Shut"
è stata la prima opera kubrickiana dopo oltre dieci
anni. Allora - nel 1987 - aveva visto la luce un altro
suo capolavoro: "Full Metal Jacket". In media
Kubrick ha sfornato un film ogni dieci anni...
"Lavorare con Kubrick è un'esperienza unica -
racconta Nicole Kidman, qualcosa al di fuori di ogni
canone cinematografico. Le riprese sono lente, è vero,
ma Stanley usa troupe minuscole e spende pochissimo. Si
prova, si gira, si chiacchiera, si fa terapia.... Alla
fine della giornata si è girata una scena completamente
diversa da quella prevista nel copione e nel piano di
lavorazione. E regolarmente è più interessante. Per me
è come aver passato un anno di studi intensivi
all'università".
Quel che si diceva dell'ultimo film di Kubrick mentre era
ancora quasi incognito. Il "plot" è basato sul
romanzo Traumnovelle (Dream Story), di Arthur Schnitzler.
E' la storia di due psichiatri, marito e moglie
(interpretati da Tom Cruise e Nicole Kidman), che
conducono una doppia vita. Dietro la facciata di
rispettabilità borghese, i due si iniettano eroina e si
impegolano in pratiche sessuali - anche perverse - con i
loro pazienti. Negli anni Settanta la novella
schnitzleriana era stata rielaborata da Frederic Raphael
in forma di romanzo. Secondo voci d'ambiente, vi è ora
una disputa tra Raphael e il produttore del film (lo
stesso Kubrick) riguardante il copyright.
Sempre secondo indiscrezioni, per la prima volta Kubrick
avrebbe usato una pellicola da 65 mm e, per le scene
degli "sballi", avrebbe scelto il procedimento
delle riprese in bianco-e-nero. Ma una definitiva
conferma ai tanti rumours in circolazione potrà darcela
soltanto la visione del film. Gli attori, da parte loro,
tacciono: sono costretti a farlo dal contratto che hanno
firmato...
In una vecchia intervista del 1972, Stanley ("Stan
the Man") aveva già dichiarato di voler adattare
per il grande schermo Traumnovelle, che Schnitzler
scrisse nel 1926. E' il racconto di persone che conducono
una vita solida, sicura e ordinata ma che, desiderando
nel contempo fuggirne, vanno incontro ad avventure-limite
in cui si finisce per non riconoscere più il confine tra
sogno e realtà.
Cos'hanno in comune The dead di John Huston, Vivement
Dimanche di Francois Truffaut e La voce della luna di
Federico Fellini? Commento critico a parte i tre film
citati sono il canto del cigno di questi grandi registi.
Dobbiamo aggiungere a questa lista anche Eyes wide shut?
E perché no? La trepidazione, l'ansia per l'attesa del
tredicesimo film di Stanley Kubrick sono giustificate,
specialmente per coloro che amano l'opera del maestro
americano. Molto si è scritto e molto si scriverà su
questo film, in special modo focalizzando l'attenzione
sull'aspetto psicoanalitico, campo fertile per gli
specialisti. Io non lo sono perciò proverò soltanto a
trasmetterVi le mie personali sensazioni che sono, lo
ammetto subito, di grande perplessità.
Kubrick forse ha voluto fare un film semplice ed
irritante? "Federico, sei sempre così pessimista,
perché non fai un film diverso, più ottimista?"
(gli amici di Fellini nel finale de
"L'intervista")
Conosciamo bene l'opinione sconsolata di Kubrick circa la
stupidità umana. Adesso, con Eyes Wide Shut il regista
ci racconta una fiaba moderna che ha come protagonisti
due yuppies di New York, confusi, insoddisfatti, anche
sessualmente. La moglie racconta al marito una fantasia
sessuale che suscita in Tom Cruise (che in questo film
interpreta un ebete voyeur spettatore di esperienze
altrui) un'angoscia interiore. Sconvolto dalle
rivelazioni Cruise vaga nella notte in una New York
natalizia. Il film è costruito ad episodi, proprio come
il romanzo Traumnovelle (in Italia Doppio Sogno) di
Arthur Schnitzler da cui è tratto. Le sequenze possono
essere ammirate singolarmente, ciascuna separata
dall'altra. Eyes Wide shut è concepito come un
gigantesco puzzle. Si potrebbe dire che in fondo Kubrick
ha realizzato quel famoso Viaggio di G. Mastorna che
Fellini inseguì per anni senza mai a realizzare.
Dopo molte esperienze e conversazioni il film termina con
il ritorno a casa di Tom che, provato dagli avvenimenti,
bisbiglia alla Kidman il suo amore imperituro.
Quest'ultima, confusa, invita il marito a fottere (fuck).
Se questa è la morale della storia dovremmo dedurne che
la gioventù moderna non sa fare l'amore e Eyes Wide Shut
diventerebbe così un'opera da vedere nei gruppi
matrimoniali di una chiesa americana suburbana.
"Guarda che sole, sembra finto."
(una passeggera in "E la nave va" di Federico
Fellini.)
L'altra possibilità è che Kubrick, avendo i suoi occhi
wide open, cioé aperti alla realtà, abbia voluto
realizzare un film diverso, con attori famosi, un po' di
sesso e dove sopratutto il cinema regna sovrano. Questo
obiettivo Kubrick lo ha centrato in pieno. Il fatto che
la sceneggiatura e i dialoghi del film siano ridicoli e
non adatti agli anni '90, potrebbe indicare che
l'obiettivo del regista è stato quello di realizzare
un'opera visiva più vicina al cinema muto (in uno stile
espressionista). New York è una città finta,
ricostruita nei Pinewood Studios e nelle strade di
Londra. Il film è pieno di mistero, Kubrick in alcuni
momenti ci rammenta Bunuel, per esempio nella sequenza in
cui Cruise affitta lo smoking per
l'orgia, nell'incontro con la Lolita che salva da
un'overdose, oppure in tutte le sequenze oniriche in una
città surreale e deserta come ne Il terzo uomo di Carol
Reed che evoca atmosfere kafkiane.
Alcuni giornalisti hanno definito l'opera pornografica e
l'hanno fatta rientrare nella categoria del soft porn. In
realtà non si vede molto nel film e Kubrick rende
omaggio a Fellini nella sequenza dell'orgia dove i
protagonisti indossano delle maschere veneziane in
un'atmosfera pseudoreligiosa. Anche la sequenza
"necrofila" del film è una sciocchezza
giornalistica lontana dalla realtà drammatica della
scena.
Con l'età subentra una certa stanchezza, un esaurimento
intellettuale. Gli stessi Fellini e Bunuel ebbero un
finale artistico mediocre che soltanto la fama e il genio
accumulato negli anni precedenti permisero di
"occultare". Molti critici hanno segnalato che
la regia di Kubrick è "datata" concludendo che
il regista non si è saputo adattare alla grammatica
cinematografica odierna. Tale critica, a mio avviso, non
è priva di fondamento. L'aspetto onirico del film è
certamente demodé e il film manca di una vera tensione.
Kubrick è davvero lontano dalla nuova cinematografia
(penso a Lars Von Trier o a Quentin Tarantino).
Siamo di fronte ad un capolavoro incompreso? Soltanto
avendo i miei occhi completamente aperti sarò in grado
di rendermene conto.
Quando di un film si parla così tanto fino a
trasformarlo nell'evento dell'anno, le aspettative create
sono quasi sempre destinate a rimanere deluse.
E questo purtroppo è vero anche di Eyes Wide Shut,
probabilmente il film più atteso degli ultimi cinque
anni. Le leggende e il clima di mistero che ne hanno
avvolto la preparazione e la realizzazione sono
innumerevoli e i racconti delle quantità infinite di
liberatorie e di impegnative al silenzio che chi a preso
parte anche ad una sola scena ha dovuto firmare,
rasentano il ridicolo.
Che Kubrick fosse un uomo schivo e paranoico, con un
maniacale senso per la privacy e per il suo lavoro è
cosa nota a tutti, e a nessuno è dato di criticarlo. Se
questa ossessiva protettività per i suoi film abbia poi
giovato o no alla sua ultima "creatura", resta
ai posteri giudicarlo.
Sono molti gli interrogativi relativi a questo film
destinati a rimanere privi di una risposta, primo fra
tutti quello relativo alla compiutezza dell'opera: se il
regista non fosse venuto a mancare prima dell'uscita del
film, ci avrebbe consegnato un prodotto diverso, magari
con qualche taglio in più?
Ci piace pensare di sì. E ci piace anche pensare che
magari, all'ultimo momento, si sarebbe opposto a quella
imbarazzante censura che gli è stato imposto di
realizzare per la versione "americana",
talmente minima da risultare irrilevante e tantopiù
irritante perché cedimento ad un compromesso da parte di
un artista divenuto un mito anche per la sua
caparbietà e capacità di imporre le proprie
scelte agli Studios.
Ma sulla ipocrisia e sul patetico puritanesimo a stelle e
strisce stendiamo un velo pietoso e finiamola qui.
La storia, tratta dal libro di Arthur Schnitzler
"Traumnovelle" (Doppio sogno), è
trasportata dalla Vienna decadente di inizio secolo alla
New York, altrettanto se non ancor più decadente, di
fine millennio. Il tema centrale è quello dell'amore
coniugale e della noia che ne deriva, del sicuro rifugio
rappresentato dall'istituzione del matrimonio, contro le
pericolose alternative e le tentazioni del mondo esterno.
La noiosa ma beata innocenza nel paradiso terrestre verso
le pericolose tentazioni della conoscenza che conducono
alla dannazione. E come in ogni film di Kubrick, non c'è
giudizio e ciascuno scelga da che parte vuole stare.
La fedeltà di due giovani coniugi, ricchi, belli e
molto borghesi - il dottor William e la signora Alice
Harford, che apparentemente hanno tutto e vivono nel loro
"mondo perfetto", viene continuamente messa
alla prova da vari "serpentelli" finché lei,
una sera, dopo aver fumato, offre a lui la fatidica
"mela", in forma di confessione di una sua
fantasia di tradirlo con uno sconosciuto. L'episodio
scatena la gelosia rimossa dal dottor Harford che,
abbandonata per un'attimo l'assennatezza borghese che lo
domina e protegge, diventa il protagonista di un'odissea
tra tentazioni e perversioni di tutti i tipi, alle quali
resisterà sopravvivendo al viaggio ma non senza
rimanerne profondamente toccato nei sentimenti e nella
coscienza.
Splendida la performance di Nicole Kidman che però
sparisce subito di scena perché, come in tutti gli altri
film di Kubrick, le donne sono solo di contorno e il
"viaggio" è quella di Cruise, che invece non
è al suo meglio (spesso, nelle scene drammatiche, il
pubblico ride!); e straordinaria è la tanto
chiacchierata scena dell'orgia, quella che ha fatto tanto
tremare gli studios e agitare i censori, e che non ha
nulla ne di erotico ne di pornografico. Livida, fredda,
meccanica e distaccata, è una rappresentazione della
lussuria tipicamente alla Kubrick e vale da sola il
prezzo del biglietto.
Fastidiosa è invece la scena in cui Sydney Pollack,
giocando a biliardo, ci spiega bene, pur rivolgendosi al
protagonista, quello che potremmo non aver capito e che
il dubbio lasciatoci dagli avvenimenti precedenti è
legittimo e voluto. Ma se Kubrick sosteneva, come
racconta nel suo libro "Eyes Wide Open" il
co-sceneggiatore del film Frederick Raphael, che quando
in un film si spiega tutto quello che succede si finisce
con l'uccidere il film (p.75 "You tell people what
things mean, they don't mean anything anymore"),
viene da chiedersi se questa scena non è del tutto
gratuita e se, avendone avuto il tempo, il regista non
l'avrebbe magari eliminata?
Se visivamente questo film è una vera "festa"
per gli occhi, altrettanto non si può dire dei dialoghi
che spesso sono troppo letterari e lontani dal modo in
cui la gente vera si esprime.
Detto questo, se il cinema è un sogno pubblico e
collettivo che utilizziamo per confrontarci con tutto
ciò che agita la nostra coscienza in privato - incubi,
fantasie, sogni erotici, timori e speranze, Kubrick si
riconferma con questo suo tredicesimo film uno dei
grandi, assoluti maestri del media.
DOPPIAGGIO
KAMOTI FILM
DIALOGHI
ITALIANI: MARIO MALDESI
DIREZIONE
DEL DOPPIAGGIO: MARIO MALDESI
|
PERSONAGGI |
INTERPRETI |
DOPPIATORI |
|
DOTT.
WILLIAM 'BILL' HARFORD |
Tom
Cruise |
MASSIMO
POPOLIZIO |
|
ALICE
HARFORD |
Nicole
Kidman |
GABRIELLA
BORRI |
|
VICTOR
ZIEGLER |
Sydney
Pollack |
MARCELLO
TUSCO |
|
NICK
NIGHTINGALE |
Todd
Field |
MINO
CAPRIO |
|
SANDOR
SZAVOST |
Sky
Dumont |
MASSIMO
FOSCHI |
|
MARION
NATHANSON |
Marie
Richardson |
CRISTIANA
LIONELLO |
|
DOMINO |
Vinessa
Shaw |
CLAUDIA
BALBONI |
|
SALLY |
Fay
Masterson |
ILARIA
STAGNI |
LOCATIONS
England:
Chelsea & Westminster Hospital,
Chelsea, London
Highclere Castle, Newbury, Berkshire, England (Mansion
where orgy takes place, exterior)
Hamleys, London
Islington, London
Hatton Gardens, London,
Worhip Street, London
USA:
Consulate General of the Republic of
Poland, E37th Street and Madison Avenue, New York
Greenwich Village, New York
FULL
CAST AND CREW
Directed
by
Stanley Kubrick
Writing credits
Arthur Schnitzler (novel Traumnovelle)
Stanley Kubrick (screenplay)
Frederic Raphael (screenplay)
Cast (in credits order)
Tom Cruise .... Dr. William 'Bill' Harford
Nicole Kidman .... Alice Harford
Madison Eginton .... Helena Harford
Jackie Sawiris .... Roz
Sydney Pollack .... Victor Ziegler
Leslie Lowe .... Illona
Peter Benson .... Bandleader
Todd Field .... Nick Nightingale
Michael Doven .... Ziegler's secretary
Sky Dumont .... Sandor Szavost
Louise J. Taylor .... Gayle (as Louise Taylor)
Stewart Thorndike .... Nuala
Randall Paul .... Harris
Julienne Davis .... Amanda 'Mandy' Curran
Lisa Leone .... Lisa
Kevin Connealy .... Lou Nathanson
Marie Richardson .... Marion
Thomas Gibson .... Carl
Mariana Hewett .... Rosa
Dan Rollman .... Rowdy college kid
Gavin Perry .... Rowdy college kid
Chris Pare .... Rowdy college kid
Adam Lias .... Rowdy College Kid
Christian Clarke .... Rowdy college kid
Kyle Whitcombe .... Rowdy college kid
Gary Goba .... Naval officer
Vinessa Shaw .... Domino
Florian Windorfer .... Maître D' - Café Sonata
Rade Serbedzija .... Mr. Milich (as Rade Sherbedgia)
Togo Igawa .... Japanese man #1
Eiji Kusuhara .... Japanese man #2
Leelee Sobieski .... Milich's daughter
Sam Douglas .... Cab driver
Angus MacInnes .... Gateman #1
Abigail Good .... Mysterious woman/Masked party principal
Brian W. Cook .... Tall butler
Leon Vitali .... Red cloak
Carmela Marner .... Waitress at Gillespie's
Alan Cumming .... Desk clerk
Fay Masterson .... Sally
Phil Davies .... Stalker
Cindy Dolenc .... Girl at Sharky's
Clark Hayes .... Hospital receptionist
Treva Etienne .... Morgue orderly
Colin Angus .... Masked party principal
Karla Ashley .... Masked party principal
Kathryn Charman .... Masked party principal
James Demaria .... Masked party principal
Anthony Desergio .... Masked party principal
Janie Dickens .... Masked party principal
Laura Fallace .... Masked party principal
Vanessa Fenton .... Masked party principal
Georgina Finch .... Masked party principal
Peter Godwin .... Masked party principal
Joanna Heath .... Masked party principal
Lee Henshaw .... Masked party principal
Ateeka Poole .... Masked party principal
Adam Pudney .... Masked party principal
Sharon Quinn .... Masked party principal
Ben De Saumserez .... Masked party principal (as Ben De
Sausmarez)
Emma Lou Sharratt .... Masked party principal
Paul Spelling .... Masked party principal
Matthew Thompson .... Masked party principal
Dan Travers .... Masked party principal
Russell Trigg .... Masked party principal
Kate Whalin .... Masked party principal
Rest of cast listed alphabetically
Heather Carter-Drake .... (uncredited)
Emilio D'Alessandro .... Man at Newsstand (uncredited)
Donna Ewin .... Masked buxom girl (uncredited)
Tres Hanley .... Coffee shop manager (uncredited)
Alex Hobbs .... Boy in examination room (uncredited)
Christiane Kubrick .... Woman sitting behind Dr. Harford
at Cafe Sonata (uncredited)
Katharina Kubrick .... Mother of boy in examination room
(uncredited)
Produced by
Brian W. Cook .... co-producer
Jan Harlan .... executive producer
Stanley Kubrick .... producer
Original Music by
Jocelyn Pook (also songs: "Naval
Officer" and "The Dream")
Non-Original Music by
Harvey Brough (song "Migrations")
James Campbell (song "If I Had You") (as Jimmy
Campbell)
Connelly (song "If I Had You") (as Reg
Connelly)
Duke Ellington (song "I Got It Bad {And That Ain't
Good}")
Georges Garvarentz (song "Old Fashioned Way")
Chris Isaak (song "Baby Did a Bad Thing")
Isham Jones (song "It Had to Be You")
Bert Kaempfert (song "Strangers in the Night")
Christopher Kiler (song "I Want a Boy for
Christmas")
Oscar Levant (song "Blame It on My Youth")
György Ligeti (from "No.2: Mesto, Rigido e
Cerimonale" from "Musica ricercata")
Franz Liszt (from "Nuages gris")
Jimmy McHugh (song "I'm in the Mood for Love")
Wolfgang Amadeus Mozart (song "No.5: Rex
tremendae" from "Requiem, KV 626") (as
W.A. Mozart)
Benjamin Page (song "I Want a Boy for
Christmas")
Jocelyn Pook (songs "Masked Ball" and
"Migrations")
Wayne Shanklin (song "Chanson d'amour")
Ted Shapiro (song "If I Had You")
Dmitri Shostakovich (from "Jazz Suite No. 2")
Rudolph Sieczynski (song "Wien, du Stadt meiner
Träume")
Harry Warren (song "I Only Have Eyes for You")
Victor Young (song "When I Fall in Love")
James Pierpont (song "Jingle Bells")
(uncredited)
Jocelyn Pook (song "Backwards Priest")
(uncredited)
Film Editing by
Nigel Galt
Casting by
Denise Chamian
Leon Vitali
Production Design by
Leslie Tomkins (as Les Tomkins)
Roy Walker
Art Direction by
John Fenner
Set Decoration by
Lisa Leone
Terry Wells (as Terry Wells Snr)
Costume Design by
Marit Allen
Makeup Department
Robert McCann .... makeup artist
Kerry Warn .... hair stylist
Production Management
Margaret Adams .... production manager
Lisa Leone .... production manager: second unit
Second Unit Director or Assistant Director
Brian W. Cook .... first assistant director
Rhun Francis .... third assistant director
Becky Hunt .... third assistant director
Adrian Toynton .... second assistant director
Art Department
Ken Bacon .... property storeman
Sophie Batsford .... production buyer
Jon Billington .... draughtsperson
Steve Clarke .... standby painter (as Steve Clark)
Stephen Dobric .... draughtsperson
Roy Hansford .... standby carpenter
Samantha Jones .... art department assistant
Michael King .... production buyer
Christiane Kubrick .... original paintings
Katharina Kubrick .... original paintings (as Katharina
Hobbs)
John Maher .... construction manager
John O'Connell .... standby propman
Gerald O'Connor .... dressing propman
Kira-Anne Pelican .... art department assistant
Kevin Phipps .... supervising art director
Todd Quattromini .... dressing propman
Pippa Rawlinson .... assistant draughtsperson
Jeanne Vertigan .... production buyer
Terry Wells Jr. .... property master (as Terry Wells
Jnr.)
Jake Wells .... chargehand standby propman
Graham Caulfield .... drapesmaster (uncredited)
Robin Heinson .... painter (uncredited)
James Hunt .... scenic artist (uncredited)
Thomas R. Wagner .... property assistant (uncredited)
Sound Department
Tony Bell .... sound maintenance
Michael A. Carter .... sound re-recording mixer
Anthony Cleal .... sound re-recording mixer
Paul Conway .... supervising sound editor
Iain Eyre .... assistant sound editor
Nigel Galt .... sound re-recording mixer
Graham V. Hartstone .... sound re-recording mixer
Becki Ponting .... foley editor
Edward Tise .... sound recordist
Special Effects by
Charles Staffell .... back projection supervisor
Visual Effects by
Paddy Eason .... supervising digital compositor:
CFC (uncredited)
Chris Monks .... digital modeller (uncredited)
Other crew
Joe Allen .... electrician
Charles Aznavour .... lyricist: "Old Fashioned
Way"
Craig Bloor .... clapper loader
Pete Cavaciuti .... steadicam operator (as Peter
Cavaciuti)
Larry Celona .... journalistic advisor
Riccardo Chailly .... conductor: "Jazz Suite, No
2"
Trevor Collins .... negative cutter
Tracey Crawley .... production assistant
Emilio D'Alessandro .... assistant: Mr. Kubrick
Matt Dalton .... accounting assistant (as Matthew Dalton)
Kerry David .... assistant: Ms. Kidman
Barbara Del Greco .... researcher: Venetian masks
Andrea Doven .... assistant: Ms. Kidman
Michael Doven .... production associate
Al Dubin .... lyricist: "I Only Have Eyes for
You"
Joe Dunton .... camera technical advisor
Jacqueline Durran .... wardrobe mistress
Ron Emery .... electrician
Chester Eyre .... laboratory consultant
Claire Ferguson .... assistant editor
Dorothy Fields .... lyricist: "I'm in the Mood for
Love"
Anthony Frewin .... assistant: Stanley Kubrick
Nick Frewin .... computer assistant
Kate Garbett .... production coordinator
Bill Geddes .... camera grip (as William Geddes)
Roy Gerson .... musician: "If I Had You"
Carlos Omar Guerra .... assistant camera: second unit
Andrew Haddock .... video coordinator
Dominic Harlan .... musician: piano, "Musica
Ricercata II: Mesto, Rigido e Cerimonale"
Manuel Harlan .... location researcher
Manuel Harlan .... still photographer
Rawdon Hayne .... focus puller
Edward Heyman .... lyricist: "When I Fall in
Love" and "Blame It on My Youth"
Elizabeth Himmelstein .... dialect coach: Ms. Kidman (as
Elizabeth Himelstein)
Andy Hopkins .... camera grip
Peter Hughes .... music contractor
Tobin Hughes .... location assistant
Martin Hume .... camera operator
Rachel Hunt .... secretary
Chris Isaak .... singer: "Baby Did a Bad Bad
Thing"
Arthur Jafa .... cinematographer: second unit (as Arthur
Jaffa)
David Jones .... facilities supervisor
Gus Kahn .... lyricist: "It Had to Be You"
Donavan Lambert .... grip: second unit (as Donavan C.
Lambert)
Claire Litchfield .... unit nurse
Gerard Maguire .... translite photographer
Jim McConkey .... steadicam operator: second unit (as Jim
C. McConkey)
Simon McNair Scott .... location manager
Brad Mehldau .... musician: "Blame It on My
Youth"
Angus More Gordon .... location manager
Desmond O'Boy .... stand-by stagehand
Nick Penn .... focus puller
Nelson Peña .... production assistant: second unit
Ronnie Phillips .... gaffer
Jocelyn Pook .... musician: "Naval Officer",
"Masked Ball", "Migrations" and
"The Dream"
Alan Reid .... security officer
Anthony Richards .... stand-by rigger
Keith Roberts .... clapper loader
Ian Robinson .... laboratory contact
Lara Sargent .... assistant accountant
Malik Hassan Sayeed .... cinematographer: second unit (as
Malik Sayeed)
C.J. Scheiner .... medical advisor (as Dr. C.J. Scheiner
MD PhD)
Ann Simpson .... script supervisor
Charles Singleton .... lyricist: "Strangers in the
Night"
Larry Smith .... lighting cameraman
Yolande Snaith .... choreographer
Eddie Snyder .... lyricist: "Strangers in the
Night"
Jonas Steadman .... assistant camera: second unit
Nancy Thompson .... costume supervisor
Paul Toomey .... gaffer
John Trehy .... production accountant
Patrick Turley .... cinematographer: second unit
Melanie Viner-Cuneo .... first assistant editor (as
Melanie Viner Cuneo)
Leon Vitali .... assistant to director
Martin Ward .... action vehicle coordinator
Martin Ward .... video assistant
Tom Watson .... mechanic: action vehicle
Paul Francis Webster .... lyricist: "I Got It Bad
{And That Ain't Good}"
Claus Wehlisch .... assistant editor: avid
Michael White .... best boy electric
Shawn White .... electrician
Dean Wilkinson .... electrician
Jason Wrenn .... focus puller
Stella Wycherley .... accounting assistant
Elizabeth Ziegler .... steadicam operator
Didier de Cottigniers .... music consultant
Sue Field .... additional script supervisor (uncredited)
Matthew Kok .... computer playback supervisor
(uncredited)
Melissa Layton .... additional costume assistant
(uncredited)
Douglas Milsome .... focus advisor (uncredited)
Gary Nolan .... practical electrician (uncredited)
TRIVIA
- Director
'Kubrick, Stanley' (qv) died just four days after
presenting Warner Bros. with what was reported to be a
final cut of the film, after a legendary long shoot.
- In order for the film to be given an R rating in
America, some scenes contain computer-generated people in
the foreground obscuring some of the more explicit sexual
action.
- A VHS copy of the movie _Rain Man (1988)_ (qv) is seen
in Alice and Bill's bedroom on top of their entertainment
stand during their marijuana-enhanced argument.
- Numerous recurring shots of Christmas trees with
colored lights (in almost every room/apartment) and
wedding rings.
- The tremendous hype around the release of this film
resulted in several rumors about the plot. The most
widely circulated was the mistaken rumor that in the
film, Tom Cruise and Nicole Kidman played married
psychiatrists having affairs with their patients.
- Film that Alice is watching on TV is _Blume in Love
(1973)_ (qv).
- The password "fidelio" that Bill receives
from Nick comes from the Latin root "fidelis,"
which means "faithful."
- The headline of the New York Post that Bill Harford
buys when the bald man is stalking him reads: LUCKY TO BE
ALIVE.
- When Bill Harford returns to Soho, a sign painted on
the side of a building prominently features the name
BOWMAN. David Bowman is a character in director Kubrick's
_2001: A Space Odyssey (1968)_ (qv).
- Alice Harford watches Blume in Love (1973) on TV while
waiting for her husband to return home.
- When Bill enters his apartment for the last time (right
before he discovers the mask on his pillow) we can see a
stack of 'Kubrick, Stanley' (qv) videos from on the long
table under the painting. The one on the top is _Full
Metal Jacket (1987)_ (qv).
- One of the patients who 'Cruise, Tom' (qv) cancels is
called Kaminsky, the name of one of the hibernating crew
that HAL kills in _2001: A Space Odyssey (1968)_ (qv).
- DIRTRADE(Stanley Kubrick): [114]: The morgue is located
in wing C, room 114.
- In the Christmas shopping scene, their daughter,
Helena, talks about her toy doll named
"Sabrina." This is a reference to 'Pollack,
Sydney' (qv) (Victor Ziegler) having directed the 1995
film remake of the same name.
- The letters and the newspaper read by 'Cruise, Tom'
(qv) are written in Italian for the Italian version of
this movie. Apparently, 'Kubrick, Stanley' (qv) shot
those scenes with papers written in different languages,
as he did for The Shining.
- According to writer 'Raphael, Frederic' (qv), the final
form of Bill's family name (Harford, as opposed to
Scheuer in the original story) was inspired by a debate
about Bill's character. Raphael felt Bill should be
Jewish as in the original, but Kubrick insisted Bill and
Alice be "vanilla" Americans, without any
details that would arouse any presumptions. Kubrick said
that Bill should be a bit like Harrison Ford; hence the
name Harford.
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