Stanley Kubrick - Analisi
Forma
e controllo: il topos corridoio in Kubrick
Tesi di Laurea di Leonardo D'Itri, Università Cattolica del Sacro Cuore,
Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in
Lettere Moderne.
Parte 1 (646 Kb)
Parte 2 (3.5 Mb)
Parte 3 (540 Kb)
Introduzione
Con questo lavoro di ricerca ci si propone di
mostrare come nella filmografia del regista americano
Stanley Kubrick sia presente uno stretto rapporto tra
lambito narrativo e quello visivo. In particolare
si tenterà di evidenziare come la struttura spaziale del
corridoio abbia una valenza determinante nel sottolineare
la costrizione e limpossibilità di scelta in cui
vengono a trovarsi i personaggi kubrickiani.
Innanzitutto, nel primo capitolo, si affronterà
laspetto visivo del cinema, cercando di provare che
la settima arte possiede come proprietà basilare e
ineliminabile quella di essere visibile.
Partendo da tale assunto abbiamo lintenzione di
spostarci allinterno della stessa struttura
cinematografica, analizzandone lo spazio.
Si tenterà quindi di evidenziare come lo spazio
cinematografico sia un mondo a parte rispetto a quello
della realtà, un mondo visivo che deve essere
organizzato secondo il volere del regista. Si cercherà
perciò di porre in rilievo come tale organizzazione
rappresenti lo stile visivo di un autore.
A questo punto si ha intenzione di studiare il cinema di
Stanley Kubrick. Come primo passo porremo dei limiti alla
nostra ricerca. Infatti non si analizzeranno tutti i
film, ma si escluderanno dal nostro lavoro Fear and
Desire (1953), Killers Kiss (1955) e Spartacus
(1960), dal momento che Kubrick non li riteneva
totalmente suoi.
Si ha quindi intenzione di analizzare limpianto
narrativo della sua filmografia tentando di porre in
evidenza come siano costantemente presenti due temi
fondamentali: da un lato lillusione da parte dei
personaggi di poter guidare il proprio destino e
dallaltro lassoluta impossibilità, dovuta al
caso e a forze superiori, di attuare tale controllo.
A questo punto si tenterà di mostrare come tale dualità
tematica, evidente studiando il plot di ciascun film,
sembri trovare un parallelo a livello visivo. In
particolare si cercherà di mettere in risalto il fatto
che due costanti visive del cinema di Stanley Kubrick,
ossia la prospettiva centrale ed il corridoio, potrebbero
costituire la metafora visiva, rispettivamente,
dellillusione da parte del personaggio di poter
controllare il proprio destino (la prospettiva), e della
reale condizione in cui lo stesso personaggio si trova,
cioè impotente a decidere della propria vita ed immesso
su un tragitto obbligato (il corridoio).
Per dare sostanza a tali supposizioni, nel secondo
capitolo analizzeremo la prospettiva sia etimologicamente
che storicamente. Inoltre dedicheremo il nostro interesse
anche al pensiero quattrocentesco che parrebbe costituire
il retroterra culturale in cui la prospettiva fu ideata.
Tornando poi al cinema di Stanley Kubrick, forniremo per
ogni film esaminato un nutrito numero di esempi relativi
alla presenza di una strutturazione dello spazio
cinematografico riconducibile al modello della
prospettiva centrale.
Nel terzo capitolo ci occuperemo invece del corridoio,
seguendo lo schema di procedimento utilizzato per
lanalisi della prospettiva. Infatti studieremo la
figura architettonica del corridoio dapprima
etimologicamente e poi storicamente. Vedremo quindi la
funzione che parrebbe avere e poi, come per il precedente
capitolo, studiando le opere kubrickiane, indicheremo
dove è rilevabile il corridoio in ogni film analizzato.
Nel quarto capitolo approfondiremo innanzitutto il
significato che pare assumere il corridoio (suddiviso
nella nostra ricerca in corridoio scenico, intendendo con
ciò il corridoio come struttura architettonica, ed in
corridoio fotografico, comprendendo in questa definizione
quel tipo di corridoio creato dal carrello in avanti o
allindietro e dallo zoom in avanti o
allindietro ) nella produzione di Stanley Kubrick,
inteso cioè come un percorso, un tragitto obbligato in
cui il personaggio è costretto a seguire ununica
direzione impostagli.
Quindi dedicheremo la nostra
attenzione ad un raffronto diretto fra i due temi
narrativi presenti nei film del regista americano ed i
due temi visivi da noi analizzati. In particolare
tenteremo di provare che, generalmente, nel momento in
cui un personaggio si illude di guidare il proprio
destino, visivamente si riscontra la prospettiva
centrale, mentre quando si trova in una condizione
impostagli, nei confronti della quale non ha possibilità
di controllo, è rilevabile la struttura del corridoio.
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