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Sotto
l'influenza malefica dell'Overlook Hotel sulle montagne
rocciose dove ha accettato il lavoro di guardiano
d'inverno con moglie e figlio, Jack Torrence sprofonda in
una progressiva schizofrenica follia che lo spinge a
minacciare di morte i suoi cari.
La filmografia del regista Stanley Kubrick è incentrata
su un presupposto: a livello esistenziale egli riconosce
due componenti irrinuciabili e contigue nelluomo,
ragione e irrazionalità, che ci fanno constatare come,
ad un eccesso di razionalità, segua una forma di
irrazionalità e di follia. La dualità dellessere
umano, che si traduce nel tema del doppio, è quindi
elemento fondamentale dellopera kubrickiana,
rintracciabile fin dagli inizi della sua produzione nel
film Fear and Desire (Paura e
Desiderio) in cui tre soldati, vagando in una
foresta (spazio simbolico e labirintico), combattono tre
soldati nemici e, dopo averli uccisi, scoprono in essi i
loro stessi volti.
In questo primo film, semplice, didascalico, non
raffinato come i successivi (vedi il personaggio di Joker
in Full Metal Jacket) troviamo già il tema
ossessivo di Kubrick, quella sua ossessione che è
linterrogarsi sulla natura ontologica
delluomo. La sua filmografia consiste
nellosservare come questa dualità si sviluppi
negli esseri umani, provando e giocando con i vari generi
cinematografici (fantascienza: 2001 Odissea nello spazio;
fantasociologia: Arancia meccanica; film storico:
Spartacus; trasposizione di opera letteraria: Barry
Lyndon; satira fantapolitica: Dottor Stranamore; film di
guerra: Full metal jacket; horror: Shining; film erotico
(?): Eyes wide shut etc.). In particolare, il tema del
doppio viene centrato sul cervello, che è, non solo
simbolicamente, ma anche fisiologicamente, labirintico.
E precisa scelta linguistico-espressiva di Kubrick
la geometrizzazione degli spazi per rendere evidente il
concetto di razionalizzazione di ogni cosa (egli stesso
è un ossessivo della razionalità , un giocatore di
scacchi) . Perciò Kubrick ambienta le sue storie in
spazi rigorosamente geometrici, in cui dominano linee
rette accompagnate da alcune immagini circolari
(specialmente locchio = specchio dellanima)
che concludono e includono lo spazio, senza che se ne
possa uscire, come in una gabbia. La razionalità esplode
in una follia che si riconosce nella figura del cerchio,
dello spazio circolare, chiuso, che trova la sua
rappresentazione metaforica più efficace
nellocchio.
In Shining, si ricordino
locchio sbarrato di Jack Torrence e il nome
dellalbergo, Overlook, allinterno
del quale è ambientata tutta la vicenda. Il labirinto
interno (e interiore ) dellalbergo si concretizza,
fuor di metafora, nel vero e proprio labirinto esterno
dove si svolge la scena finale del film.
Il cinema di Kubrick si può accostare al cinema
espressionistico di Fritz Lang (cfr M , il mostro di
Dusseldorf: nel titolo originale la M scritta sui muri
sta per Mord, assassinio e ricorda la parola
Murder scritta dal bambino, al contrario,
sulla porta. Anche in Lang lo spazio è geometrizzato
attraverso le figure della croce e del cerchio.
Laccostamento di Kubrick a Lang ci consente di
affermare che Kubrick persegue leffetto di reale,
non il reale, e che nei suoi film lespressionismo
convive con il realismo.
Anche Kafka influenzò Kubrick nella realizzazione di
questo film, come ci rivela lui stesso. Lalbergo
Overlook ricorda Il Castello di
Kafka e lo scrittore ceco descrive nelle sue opere in
modo iper-realistico i luoghi della mente,
dellimmaginazione (realismo magico), così come il
regista inglese definisce in modo maniacalmente
realistico ciò che reale non è, ciò che diventa
irrazionale e inconscio.
Kubrick, infine, ebbe di certo presente Il Perturbante di
Freud, riflessioni sulle paure e sulle angosce
rielaborate che vivono nellinconscio.
Per una corretta fruizione del film è bene spropriarsi
del livello realistico. Il genere horror è
qui usato a pretesto, in quanto il fine non è spaventare
o terrorizzare gli spettatori, ma parlare della
complessità della mente umana , della razionalità e
della irrazionalità presenti nelluomo.
Si possono trovare vari livelli di analisi di tale
complessità, che corrispondono ai vari livelli della
produzione del pensiero di Kubrick.
- Il primo livello è quello più banale, sociologico: la
famiglia in crisi, la mancanza di amore, la difficoltà
di comunicazione nellambito familiare,
laggressività del marito e padre. La famiglia come
cellula fondante della società, che è altrettanto
incapace di comunicazione reale, di amore ed è violenta
e competitiva: homo homini lupus.
- Il secondo livello è quello psicoanalitico, basato
sullinconscio: contrapposizione padre - figlio,
situazione edipica. Il figlio, Danny, è sia Edipo, in
quanto ribelle nei confronti del padre, sia Isacco, in
quanto vittima sacrificale.
- Il terzo livello è quello antropologico: a quale
divinità deve Jack-Abramo sacrificare lunico
figlio Danny-Isacco? Alle divinità del cimitero indiano
sul quale è stato costruito lalbergo. Esse sono
state violate ma sono immortali e debbono essere placate
con sacrifici anche umani. Ai sacrifici umani talora
seguono riti cannibalici (un episodio di cannibalismo è
citato nel film; inoltre vi è una significativa
insistenza sul cibo e sui luoghi dove lo si prepara e
dove lo si conserva, la cucina e la dispensa). Jack non
è responsabile di sé, ma la divinità violata pretende
da lui che la ritualità del sacrificio si compia e si
perpetui nel tempo (riferimento a Grady, col quale solo
Jack parla, il custode dellalbergo che fece una
strage nel lontano 1921).
- Infine, il livello unificante di interpretazione che
non può prescindere dagli altri e che li ingloba, è
quello squisitamente cinematografico:
il giocare di Kubrick con la scrittura cinematografica e
tutti i suoi strumenti costruendo immagini realistiche ma
di fantasia;
la dialettica arte-vita: se sia più vera la realtà o il
cinema che la ricrea, la ripropone o sembra farlo (tema
decadente arte-vita).
Per unanalisi più sistematica del film, si può
inoltre ricorrere alle consuete categorie narratologiche.
Spazio
Gli spazi del film sono enormi, ma
claustrofobici, senza uscita. La struttura
dellalbergo è labirintica, lOverlook infatti
rappresenta il labirinto dellanima (si vedano i
corridoi, i disegni della moquette, le sale, il décor in
generale).
Tempo
Il tempo non è sempre uguale. Allinizio
è dilatato, poi si restringe (vedansi le didascalie)
fino a divenire come immobile, quando non cè più
differenza tra il giorno e la notte, il chiaro e lo
scuro, visto che allinterno dellalbergo vi è
sempre la luce accesa, artificiale e accecante, mentre
allesterno la neve e la tempesta coprono tutto in
una semioscurità uniforme. Limmobilità del tempo
rappresenta per Kubrick lesorcizzazione della
morte, collegata al tema delleterno ritorno (nel
film , la storia di Grady del 1921 si ripresenta molti
anni dopo con Jack; si ricordi anche 2001 Odissea
nello spazio).
Personaggi
Jack, lo scrittore che deve partorire un
romanzo, ossessivo, maniacale, folle. Wendy, sua moglie,
con il nome preso da un personaggio di Peter
Pan, ad indicare la sua dimensione di persona
ingenua, non del tutto cresciuta. Danny, diminutivo di
Daniele, nome biblico, bambino con doti paranormali, che
comunica solo con il suo doppio e con il cuoco negro,
anche lui dotato di shining, luccicanza.
Il film inizia con una lunga carrellata aerea in campo
lungo e lunghissimo che segue la macchina diretta
allalbergo sulla montagna, a sottolineare fin da
subito il tema del viaggio, che, in questo caso, è
discesa agli inferi, commentato, forse ispirato, dalle
note cupe e inquietanti del Dies Irae (vedi
anche Il Settimo Sigillo e Arancia
Meccanica). Il movimento semicircolare della
macchina che inquadra lalbergo, meta del viaggio,
alla fine della sequenza introduttiva è un accenno al
tema del labirinto che viene immediatamente ripreso nella
prima sequenza in interno, quando la macchina segue Jack
nellatrio, poi in una stanza e poi in unaltra
ancora con lo stesso moto circolare.
Ultima annotazione: il doppiaggio in italiano è stato
seguito con la solita maniacalità da Kubrick stesso, che
ha molto apprezzato lattore Giancarlo Giannini,
doppiatore di Jack Nicholson (N.B. lattore e il
protagonista hanno lo stesso nome: sovrapposizione
ironica di realtà e finzione cinematografica, vita e
arte o pura coincidenza?). |