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Perché
sta preparando un film su Napoleone ?
Questa è una domanda la cui risposta occuperebbe tutta
l'intervista..... Tanto per iniziare, Napoleone mi
affascina. La sua vita è stata descritta come un poema
epico d'azione. La sua vita sessuale è degna di Arthur
Schnitzler. Egli fu uno dei quei rari uomini che muovono
la Storia e foggiano il destino dei loro stessi tempi e
delle generazioni a venire - in senso concreto, il nostro
stesso mondo è il risultato di Napoleone, così come la
mappa politica e geografica dell'Europa postbellica è il
risultato della Seconda Guerra Mondiale.
E, naturalmente, non è mai stato girato un buon e
accurato film su di lui. Inoltre, credo che tutte le
questioni riguardanti Napoleone siano stranamente
contemporanee - le responsabilità e gli abusi di potere,
le dinamiche della rivoluzione sociale, la relazione fra
individuo e Stato, guerra, militarismo ecc. Quello che
sto preparando quindi non è un polveroso spettacolo
storico ma un film sulle domande fondamentali dei nostri
tempi, non solo di quelli di Napoleone. Ma anche
trascurando questi aspetti, il dramma e la forza della
vita di Napoleone costituisce un fantastico soggetto per
un film biografico. Per esempio, dimenticando ogni altra
cosa e considerando solo il coinvolgimento sentimentale
di Napoleone con Josephine, ci troviamo di fronte a una
delle più grandi passioni ossessive di tutti i tempi.
Tratto da Interview with Stanley Kubrick (1969), by
Joseph Gelmis
Kubrick
aveva intenzione di girare Napoleon dopo 2001: Odissea
nello spazio.
Ci lavorò per quasi due anni, dalla fine del 1967 con
l'appoggio della MGM, in un modo che sarebbe riduttivo
definire meticoloso. Era in trattativa con Yugoslavia e
Romania per utilizzare come comparse 30 mila uomini del
loro esercito. Aveva messo sotto contratto il più
illustre storico inglese di Napoleone nonché esperto di
uniformi dell'epoca, Felix Markham. Aveva ingaggiato una
ventina di studenti di Oxford, allievi di Markham, per
schedare oltre 500 libri, visionare 15 mila tra quadri e
stampe, redigere la biografia di 50 personaggi storici
legati a Napoleone, utilizzando un metodo di
archiviazione da lui stesso escogitato.
Esso era costituito da un indice di eventi-chiave con
informazioni riguardanti il luogo e la data in cui tali
eventi si erano verificati e i nomi dei protagonisti.
Questo sistema permetteva a Kubrick di determinare
istantaneamente dove ogni singolo personaggio si trovasse
in un preciso giorno e che cosa stesse facendo, anche in
relazione a tutti gli altri. Inoltre, aveva già fatto
fare tutti i sopralluoghi in Europa e parte del film si
sarebbe dovuta girare anche in Italia. Aveva scelto Jack
Nicholson per il ruolo di Bonaparte. Infine stava
sperimentando speciali lenti Zeiss che gli avrebbero
consentito di filmare scene d'amore notturne avvalendosi
delle sole luci delle candele.
Ma il progetto non andò in porto.
"Ero a tavola con la famiglia Kubrick. Saranno state
le otto e mezzo, l'ora in cui arrivavano le telefonate da
Los Angeles. Squillò il telefono e Stanley si alzò da
tavola per andare a rispondere. C'era una certa tensione
nell'aria perché si aspettava la risposta della MGM sul
copione del Napoleon che lo aveva impegnato per circa due
anni. Era molto importante perché da questo progetto
dipendeva non soltanto l'inizio di una grandiosa
produzione, ma la base stessa dei rapporti tra Kubrick e
la più grande delle case produttrici del mondo.
Con lo stabilirsi in Gran Bretagna, in un certo senso,
Stanley aveva affermato la sua ribellione alla formula
produttiva cara a Hollywood. Presentando Napoleon era
disposto a mettersi sulla strada dei colossal come 2001.
Era chiaro che Napoleon non era un progetto che si poteva
realizzare con una struttura tipo Cottage Industry.
Stanley aveva dimostrato quello che poteva essere fatto
sul tema "vita militare"; sicuramente avrebbe
realizzato uno spettacolo indimenticabile sul più famoso
generale della storia. Forse era possibile - o pensabile
- un compromesso tra il sistema MGM e Stanley Kubrick.
Stanley tornò a tavola con l'espressione di chi non
vuole mostrare il suo turbamento. Per un lungo attimo
sembrò che non fosse successo niente. Poi con voce
gelida Stanley sillabò: "La MGM ha detto che il
film costerebbe 40 milioni di dollari (una cifra allora
impensabile) e agli americani non importa nulla di
Napoleone."
La cena continuò nel silenzio. Christiane disse che
stava leggendo un libro molto curioso, intitolato A
Clockwork Orange, un'espressione dialettale londinese. Io
dissi che quel libro era stato letto e bocciato nel 1962
dal programma The Critics di cui io facevo parte come
critico cinematografico. Da quella sera non si sentì
più una sola parola sul progetto Napoleon."
Tratto da Kubrick - storia di un'amicizia, di Riccardo
Aragno, 1999
Napoleon
doveva rappresentare il trionfo della mentalità
kubrickiana, ossessionata dal desiderio di controllare
pienamente la realizzazione di ogni opera. Controllo
inteso non solo come totale indipendenza da ingerenze dei
produttori sulla scelta dei contenuti e delle tematiche
ma anche assoluta padronanza delle possibilità tecniche
offertegli dal medium. Kubrick era affascinato dalla
figura dell'Imperatore francese, che riusciva a dominare
l'andamento delle battaglie, della geopolitica, in una
parola della Storia comodamente seduto a tavolino e il
cui progetto fallì solamente a causa di battaglie
(Lipsia e Waterloo) perse per eventi assolutamente
casuali.
Kubrick aveva colto il collegamento tra il controllo che
Napoleone esercitava sulla Storia e il suo lavoro di
regista.
Spesso i progetti non realizzati sono indicativi degli
interessi primari degli autori, interessi che poi si
ritrovano in successive opere: Kubrick riversò la sua
idea di controllo sia in Arancia Meccanica, nel quale il
Governo cerca di estirpare il libero arbitrio, di
controllare gli uomini al fine di reprimere la
criminalità, sia in Barry Lyndon dove, al contrario, il
protagonista cerca vanamente di controllare il suo
passaggio attraverso la Storia che prima lo fa emergere
dall'anonimato e lo porta fino ai vertici della società
e poi lo rispedisce nel limbo da cui proviene. Più in
generale, Barry Lyndon è il film che contiene il maggior
numero di idee pensate originariamente per Napoleon:
oltre alla famosissima sequenza notturna filmata solo
alle luci delle candele, Kubrick conservò il dramma
della brillante ascesa e dell'inarrestabile declino del
protagonista, la malinconica sensualità che lega Barry a
Lady Lyndon (originariamente Napoleone a Joséphine), e
le grandiose scene delle battaglie con migliaia di
comparse dove viene rappresentato lo spettacolo della
violenza della guerra.
La
sceneggiatura di Napoleon (datata 29 settembre 1969) fu
ritrovata nel 1994 in una miniera di sale vicino a
Hutchinson, nel Kansas, dove le case di produzione di
Hollywood immagazzinano i loro archivi.
Nel 2000 lo script fece la sua apparizione su Internet ma
poi è stato tolto a seguito dell'intervento della
Polaris, la società che detiene i diritti di Kubrick.
Nonostante questo essa è ancora facilmente reperibile (e
scaricabile) su moltissimi siti Internet e anche dal
nostro:
La
sceneggiatura di Napoleon (1969)
Dalle
Production Notes poste in coda alla sceneggiatura si
apprende che il film doveva durare 180 minuti, con una
media giornaliera di "girato" pari a 1,3
minuti. Le riprese dovevano durare 150 giorni (di cui 40
in Italia) a partire dall'estate del 1969. Kubrick,
sempre nelle Production Notes, annota di aver ricevuto
dalla Romania offerte per la disponibilità di 30.000
soldati/comparse alla cifra di 2 $ al giorno/uomo. La
Yugoslavia invece proponeva lo stesso numero di soldati
per 5 $ al giorno/uomo. Entrambi i paesi si offrivano
inoltre di fornire i costumi per 40 $ l'uno ma Kubrick
aveva trovato una fabbrica di New York in grado di
produrre uniformi d'epoca perfettamente fedeli alle
originali ma di carta per solamente 4 $ l'una.
"Kubrick
adottò persino le abitudini alimentari di Napoleone.
Durante la lavorazione di Arancia Meccanica Malcom
McDowell osservava come Kubrick consumava il pasto: un
boccone di dolce, un boccone di bistecca, un altro
boccone di dolce..... "Napoleone mangiava in questo
modo" spiegò Kubrick a un attonito McDowell"
Tratto da The greatest movie Stanley Kubrick never made
di Darryl Mason.
"Gli
feci notare che quel tema (Napoleone, N.d.R.) aveva già
ispirato vari registi, e mi chiedevo il perché del suo
desiderio di aggiungere un nuovo titolo a una filmografia
già così abbondante. Mi sfidò allora a citargli un
titolo che mi avesse veramente soddisfatto. Gli risposi
come avrebbe fatto qualunque cinéphile che si rispetti:
il Napoléon di Abel Gance. Mi ribatté così: "Ma
pensa che un Marat che si spidocchia e un Robespierre
incipriato diano un'idea di ciò che è stata la
Rivoluzione francese, quel film le ha fatto capire
perché mai Napoleone sia stato il più grande stratega
di tutti i tempi ?". Mi confessò che aveva ammirato
l'uso del triplo schermo e le altre astuzie tecniche, per
esempio quella di sistemare una macchina da presa sopra
una mongolfiera per girare certe scene d'azione. Ma era
chiaro che l'immagine di Gance non rimandava secondo lui
all'idea, non seguiva cioè quel procedimento logico che
è stato uno dei canoni della sua estetica
cinematografica".
Michel Ciment, tratto da Kubrick
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