Stanley Kubrick - Analisi
Lascia
e il labirinto
di Francesco Patrizi
Kubrick realizza Il
Bacio dellassassino (Killers kiss) integrando
parte del materiale di Day of fight (il Giorno della
sfida), il suo primo corto, e riprendendo la figura del
pugile; la sfida, questa volta, non avviene su un ring,
ma in un magazzino, e non cè in gioco una vittoria
sportiva, ma la vita. Siamo quindi usciti dal
documento-verità dellesordio per entrare nella
finzione. La boxe, ovvero la sfida, e il ring, ovvero il
luogo chiuso, vengono trasportati in un diverso contesto
figurativo, ma mantengono la loro valenza simbolica.
La figura fondamentale che sostiene limpalcatura
narrativa del film è quella del labirinto, inteso come
luogo chiuso da cui uscire superando una prova (il che,
tra laltro, rientra nel cliché del genere noir).
Il boxeur si ritrova, suo malgrado, a dover sostenere una
sfida in un luogo chiuso, in un magazzino di manichini.
Lelemento figurativo interessante è la corsa in
macchina virata in negativo che vediamo, allinizio
del film, nellincubo del protagonista e che
anticipa la successiva scena dellinseguimento del
malvivente che ha rapito la ragazza: più che un semplice
raccordo, è una scena chiave, dal forte valore
simbolico, che segna il passaggio in una zona
altra, in un mondo fiabesco (il
combattimento nel magazzino), dove il protagonista sarà
leroe che sconfigge lavversario
sogno e
realtà hanno dunque un elemento che li accomuna, un
passaggio visivo uguale: la corsa virata in negativo.
Lantecedente più significativo di tale soluzione
visiva è il negativo usato da Murnau in Nosferatu per
segnare il passaggio della carrozza nei terreni del conte
vampiro, ovvero, lingresso in un mondo
rovesciato!
Così in Kubrick, il virato in negativo segna
lingresso (fatale, predetto o previsto nel sogno!)
nel mondo rovesciato, chiuso (ring e
labirinto), del magazzino abitato da manichini (corpi
inanimati che visivamente si riproducono e confondono
come in un labirinto di specchi, ma anche protesi
inanimate - senza volontà! - che soccorrono
lazione, la sfida
).
Il mondo/labirinto è un mondo a parte,
dominato da un Tempo e da una Logica a sé stanti e non
sarebbe scorretto definirlo
fiabesco
soprattutto in questo film,
dove il regista gioca a carte scoperte: non mostra
interesse per la psicologia dei personaggi, li fa muovere
meccanicamente, rispondendo a degli impulsi,
catapultandoli in situazioni che man mano crescono di
intensità fino a sfociare nella crisi, seguendo, in
altre parole, le regole della morfologia
della fiaba.
Leroe, boxeur, conduce una vita parallela alla
ragazza (la figura del doppio, topos della fiaba e della
mitologia, domina lintero film) e qualcosa di
fatale (il fatto che abitino in appartamenti adiacenti)
fa congiungere le due vite: la struttura della storia è
marcatamente matematica, lazione si svolge e si
conclude come una funzione aritmetica. Cè comunque
un elemento straniante, che fornisce un importante
indizio di lettura: proprio al clou del combattimento
contro lavversario nel magazzino, il pugile impugna
unascia; lo stesso oggetto ricompare in Shining
(come aggiunta personale di Kubrick, poiché in Stephen
King era una mazza da croquet!
così come nel
romanzo non compare il labirinto!!) e, come nota Giovanni
Bogani lascia doppia non a caso somiglia a
quella labrys, ascia simbolo di potere che stava
allentrata del palazzo di Cnosso e da cui pareva
derivare letimologia di labirinto (Labirinti,
Tarkovskij e Kubrick e altri percorsi, in Il Fuoco,
lacqua e lombra, Casa Usher editore, 1989,
pag.80).
Lascia, quindi, come elemento di derivazione
mitologica; che lallusione fosse voluta o no, resta
comunque il fatto che lascia segna lentrata
in un mondo a parte, il mondo chiuso del labirinto,
annunciato per altro anche dalla corsa in macchina virata
in negativo. Limmaginario delle storie di Kubrick
è dunque mitico, fiabesco, segue delle leggi
assolute, è lontano dal realismo. In questo senso allora
si può comprendere il forte legame con il gioco degli
scacchi, considerato come forma mentis della struttura
narrativa dei suoi film. La scacchiera combacia
perfettamente con la messa in forma dalla figura del
labirinto, e lascia trapelare la tensione estrema del
cinema kubrickiano verso lastrazione, il
mondo sotto vuoto, il campo di battaglia
simulato, la strategia, la logica assoluta. |
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