Stanley Kubrick - Analisi
Indice
Cronologia
Stanley Kubrick nasce il 26 luglio
1928 a New York, nel Bronx, da genitori della
middle-class (suo padre era un fisico, di origine
ebraica, madre rumena e padre polacco dell'Impero
austro-ungarico). Mentre Stanley si interessa
alle fiabe, ai miti e agli Argonauti, a tredici
anni il padre gli regala una macchina fotografica
Graflex, introducendo così la fotografia nel
mondo del giovane, che già aveva altre due
grandi passioni: batteria jazz e gli scacchi... |
Lascia e il
labirinto
Kubrick
realizza Il Bacio dellassassino
(Killers kiss) integrando parte del
materiale di Day of fight (il Giorno della
sfida), il suo primo corto, e riprendendo la
figura del pugile; la sfida, questa volta, non
avviene su un ring, ma in un magazzino, e non
cè in gioco una vittoria sportiva, ma la
vita. Siamo quindi usciti dal documento-verità
dellesordio per entrare nella finzione. La
boxe, ovvero la sfida, e il ring, ovvero il luogo
chiuso, vengono trasportati in un diverso
contesto figurativo, ma mantengono la loro
valenza simbolica... |
Orizzonti di gloria
Il
film si divide in due ambienti: il castello, dove
il generale Boulard e il generale Mireau
discutono, mangiando e passeggiando, della
conquista del Formicaio, una
roccaforte tedesca da espugnare; e la trincea
francese, polverosa, stretta, ultimo limite ai
bordi di una landa desertica. Il
Formicaio in questione,
lobiettivo da conquistare, è un luogo
astratto, non lo vedremo mai; strategicamente non
è importante, ma la conquista serve al generale
Mireau a fare carriera... |
Il Dottor Stranamore
Realizzato nei primi mesi del
1963, Il dottor Stranamore è il riflesso della
rimozione delle paure rappresentate dal pericolo
dellatomica. Il romanzo che ispirò a
Kubrick Il dottor Stranamore, Two hours to
doom (pubblicato negli States col titolo di
Red alert), è un esempio di come la
fantapolitica sia in grado, alle volte, di
anticipare degli scenari drammaticamente
realistici. Scritto nella seconda metà degli
anni cinquanta da Peter Bryant (pseudonimo di
Peter George), il libro racconta di un generale
degli Stati Uniti che di sua iniziativa allerta i
bombardieri atomici della propria base militare
per un attacco ad obiettivi strategici russi... |
Il Dottor Stranamore
Film fantapolitico, in cui lo
scacco tragico della morte e della sua ossessiva
e perenne fascinazione (Come imparai a smettere
di preoccuparmi e ad amare la bomba) si produce
attraverso l'effetto straniante dell'ironia e
della assurdità sul piano della realtà storica:
si tratta di un assurdo, ma razionale
"meccanismo" di previsione e
pianificazione della morte che innesca,
irrazionalmente ma inesorabilmente, la lucida
follia della distruzione totale prodotta dalla
esplosione dell'ordigno "fine del
mondo"... |
2001: Odissea nello spazio
Stanley
Kubrick compare come coautore del romanzo di
Arthur Clarke e non solo come coautore della
sceneggiatura. Il romanzo viene pubblicato a
parte, non come sceneggiatura del film, nello
stesso anno di uscita nelle sale di 2001 odissea
nello spazio e con lo stesso titolo. Non è un
romanzo tratto dal film e nemmeno il film è
tratto dal romanzo. Sia Kubrick che Clarke stanno
concependo due opere diverse: la trama è la
stessa, i simboli sono gli stessi, scrivono a
quattro mani, ma nella mente del regista si sta
configurando unaltra opera... |
2001: L'odissea infinita
dell'uomo moderno
Il
cinema di fantascienza è sempre stato,
paradossalmente, lo specchio più sincero e
appassionato del proprio tempo. La Belle Époque
trovò ad esempio in George Melies (Viaggio sulla
Luna, 1902) il divertito cantore delle proprie
frivolezze, lo svagato intrattenitore di quella
mondanità curiosa e leggera che aveva ormai
ricondotto l'epopea lunare verniana alle
minuscole dimensioni di un qualunque fatto di
costume... |
2001: Odissea
nello spazio
In realtà è un'opera di grande
spessore filosofico, ma anche di respiro epico,
costruita com'è sugli archetipi del mito
classico e della cultura ebraica: Odissea e
Bibbia. La
fantascienza è un genere letterario e
cinematografico per forma e contenuto congeniale
al cinema, che unisce il mito (cfr. la fantasia
vichiana) alla scienza... |
I nomi di HAL
HAL= # - 1 (# = I - 1, # = B - 1,
# = M - 1)? Ovvero: cosa c'è di vero
nell''equazione tra l'acronimo del calcolatore di
2001 e le iniziali di Big Blue, ognuna sottratta
di un'unità? A sentire uno dei padri del film,
Arthur Clarke, il legame è solo accidentale, e
comunque di poco interesse: più significativo è
l'originario nome completo di HAL
"Herustically programmed ALgorithmic
computer" cioè una macchina dotata di
intelligenza meccanica (algorithmic computer) ma
programmata secondo principi non algoritmici,
consoni all'esperienza umana... |
L'Odissea nello spazio ha
un nuovo eroe: il demonio
L'astronauta
David Bowman attraversò un universo pieno di
luci accecanti e si ritrovò al centro
dell'enigma. All'improvviso intorno a lui ci fu
silenzio, rotto soltanto dal suo respiro
affaticato. Con passo pesante, ostacolato dalla
tuta spaziale, entrò in una camera dai mobili in
stile Luigi XVI, e là avvenne l'incredibile. Il
tempo impazzì, Bowman fu prima vecchio e poi
bambino, in fine... Già, come andò a finire
2001: Odissea nello spazio? Ne il regista Stanley
Kubrick, ne lo scrittore Arthur C. Clark:e,
autore della storia, lo spiegarono mai... |
Arancia Meccanica
Il ministro interpretato da
Anthony Sharp è chiaramente un esponente della
destra. Lo scrittore, interpretato da Patrick
Magee, è un pazzo di sinistra. La gente
comune dev essere condotta, guidata,
spinta, dice ansimando al telefono.
Venderanno la loro libertà per una vita
più facile!
Sono diversi soltanto
nel loro dogma. I loro mezzi e fini si possono a
malapena distinguere... |
Arancia Meccanica
Analisi dal punto di vista della
Psicologia della devianza del film.
Uscito nelle sale nel 1971, accolto da polemiche
che ancora oggi non si possono definire del tutto
sopite, il film di Stanley Kubrick tratto dal
romanzo "Un'arancia ad orologeria" di
Anthony Burgess è una crudele parabola sul
libero arbitrio, sul gesto deviante, sulla
necessità della pena e sulla natura stessa della
pena. Pone a chiare lettere un inquietante
interrogativo che non può lasciare indifferenti
chi deve occuparsi di queste tematiche: "E'
più immorale togliere ad un uomo la libertà
imprigionandolo, o invece trasformarlo in
un'arancia meccanica, in un robot"
privandolo del libero arbitrio?" |
Effetto Shining, tecnica
ed espressioni
Le
riprese in elicottero con le quali viene
introdotto, ancora in senso lato, questo
principio di scorrimento colpiscono lo spettatore
per la loro gelida e innaturale fluidità, frutto
di un'accuratezza nella realizzazione tecnica
probabilmente senza precedenti. John Alcott, già
direttore della fotografia in 2001: A SPACE
ODYSSEY, A CLOCKWORK ORANGE e BARRY LYNDON, non
ha dubbi in proposito: "ho il dovere di
segnalare le meravigliose riprese che Greg
MacGillivray ha effettuato dall'elicottero.
Queste immagini sono una grande introduzione al
film, e alcune tra le migliori riprese
dall'elicottero che io abbia mai visto... |
Shining
La
filmografia del regista Stanley Kubrick è
incentrata su un presupposto: a livello
esistenziale egli riconosce due componenti
irrinuciabili e contigue nelluomo, ragione
e irrazionalità, che ci fanno constatare come,
ad un eccesso di razionalità, segua una forma di
irrazionalità e di follia. La dualità
dellessere umano, che si traduce nel tema
del doppio, è quindi elemento fondamentale
dellopera kubrickiana, rintracciabile fin
dagli inizi della sua produzione nel film
Fear and Desire (Paura e
Desiderio) in cui tre soldati, vagando in
una foresta (spazio simbolico e labirintico),
combattono tre soldati nemici e, dopo averli
uccisi, scoprono in essi i loro stessi volti... |
Una formula
algebrica il segreto degli horror
Lo dice uno studio di una
università inglese, il top è Shining di
Kubrick.
Per i ricercatori del King's College di Londra
basta un'equazione che metta insieme musica,
sangue e alcune precise emozioni. Cinema, il
segreto della paura è in una formula algebrica,
Shining è il perfetto prototipo per suspence e
flashback, Psycho film di successo grazie ai
personaggi, ai luoghi, al buio... |
Le musiche di F.M.J.,
Kubrick la musica
Ancora
una volta la distribuzione delle scelte musicali
in un film kubrickiano disperde, intriga e
confonde; le procedure adottate dal regista si
susseguono senza motivi apparenti, il gioco delle
associazioni non si svela mai al primo impatto ma
lavora nei tempi lunghi e sanziona la propria
"esattezza", come una porzione di
congegno che cada al momento giusto nel suo
spazio d'ingranaggio, contraddicendo i luoghi
comuni più appetitosi: il paragone non può non
andare, anche sotto questo aspetto, a Platoon,
dove una serie di hits anni '60 erano assemblati
e compilati come "Songs of the Era" (e
dove per Era ha da intendersi, ovviamente, l'era
del Vietnam), ma obliquamente attraversati e
scostati dalla severa compunzione funebre degli
archi originali di Georges Delerue e, peggio
ancora, dal logoro "Adagio" di Samuel
Barber.... |
Full Metal Jacket
Full
Metal Jacket presenta dei piani di lettura
differenti, stratificati, che varino dall'analisi
testuale del plot narrativo al dispiegarsi di un
tessuto visivo significante. E' forse più
interessante addentrarsi in una critica delle
immagini perché è lì che il lavoro di Kubrick
trova la sua più profonda raison d'e tre. Ai due
blocchi narrativi del film, l'addestramento nella
caserma e la guerra, corrispondono due precise
scelte stilistiche... |
L'altra Cover, buone
letture e metafore sulla violenza
"La
stampa esagera. I giornali parlano di me come se
fossi una specie di dottor Mabuse": così
Kubrick commentava la propria fama, in
un'intervista rilasciata per l'uscita in sala di
Full Metal Jacket. Non aveva torto, ma non sarà
neppure un caso se il suo ruolo nel cinema è, da
parecchi anni a questa parte, quello di una
leggenda vivente. Dai ritratti esce un
personaggio di eremita un po' maniaco, dedito
alle buone letture solitarie, al godimento della
pittura e della musica classica. Tanto che,
qualche anno fa, i relatori di un convegno tenuto
a Fiesole si divertirono a immaginare la
composizione della biblioteca (ne uscì una
specie di archivio babilonese) e della collezione
di dischi di casa Kubrick... |
Full Metal Jacket
Full metal jacket, un racconto
lucido e feroce della guerra del Vietnam -
titolava qualche locandina o presentazione del
film alla sua uscita. In realtà il film di
Kubrick è molto, molto di più.
Esso è - come al solito - un capolavoro di
indicibile densità filosofica e di arte, cui il
regista affida il cuore della sua riflessione
sull'Uomo (individuo e società) e sulla
Storia... |
Full Metal
Kubrick, un dossier provvisorio
L'impressione
immediata è che Full Metal Jacket rappresenti lo
stadio "minimalista" del progetto
estetico kubrickiano, il più introflesso nel suo
esito figurativo e verbale. A fronte di un
impiego parsimonioso delle dissolvenze incrociate
e del ralenti nelle precedenti prove, Full Metal
Jacket è prodigo nelle une e negli altri, quasi
a dimostrare che il rigore stilistico di Barry
Lyndon e The Shining è ora trasferito a un
livello più profondo, che rinuncia all'ordine
esteriore della carrellata per istituire
un'abnorme geometria del disordine... |
Full Metal Vietnam, un
saggio su tutte le guerre
Ne
la viscerale aggressività emozionale di Platoon,
ne l'epica orrorifica di Hamburger Hill. Full
Metal Jacket non ha irriconducibile a qualunque
"filone", assolutamente a se stante.
Eppure è inevitabile inserirlo nell'elenco dei
"film sul Vietnam", neanche la
commovente e intensa sentimentalità di Giardini
di pietra.
È un film di Kubrick, dunque, lo dice la parola
stessa, è unico, visto che a specifici episodi
della "sporca guerra" si riferisce. E
visto anche che proprio la riscoperta del Vietnam
è la novità di maggiore spicco del cinema Usa
dell'ultima stagione. Quasi che fosse necessario
rifare il punto e ridare una rinfrescatina alla
memoria, molto labile nell'immaginario... |
Full Metal Jacket
Il
racconto del film si svolge secondo una simmetria
speculare: la prima parte ci narra del
progressivo abbrutimento che spingerà al
suicidio una delle reclute, il soldato Lawrence;
la seconda parte amplifica, invece, il
significato di questo suicidio sotto il punto di
vista dei comportamenti collettivi. Il primo
tempo è ambientato a Parris Island, presso il
centro di addestramento reclute dei marines degli
Stati Uniti, nella Carolina del sud. Qui le
giovani reclute sono affidate ad un sergente
istruttore, il quale le sottopone, durante il
corso, a delle brutali punizioni e ad umiliazioni
di ogni sorta... |
La forma di F.M.J.,
serialità come tragedia
Primi
minuti: quasi una delusione. Dove sta la densità
stilistica di Kubrick, dove la sua elaborazione
materica? Dove sono finite la grafia translucida
e la composizione ariosa dell'immagine? Le ha
sostituite una scrittura secca, semidocumentaria,
aliena dal culto della "bellezza" che
l'autore aveva praticato finora con ossessivo
perfezionismo. Ci si attendeva un film
segnicamente sontuoso, ci si ritrova invece una
materia visuale di consistenza sabbiosa,
distanziata, fredda e, al primo colpo d'occhio,
apparentemente trascurata. Perfino la musica,
solitamente elaborata, stavolta attinge
all'universo magmatico dei suoni e delle voci
indifferenziate... |
Eyes Wide Shut
Eyes Wide Shut è lultima
riflessione di Kubrick sul tema più importante
che ha guidato il suo cinema: lesperienza
della visione. Al di là di qual si voglia
giudizio estetico, il film va totalmente
sfrondato dalla patina di superficie. La storia
dei due coniugi, i simboli espliciti
dellarcobaleno, del sacrificio della
prostituta, della maschera e del volto, vanno
relegati in un diverso ambito, poiché
appartengono a Schnitlezer e alla sua poetica
della decadenza; sua è la morale! |
Bill e lo sguardo ottuso
E se Eyes Wide Shut fosse anche,
tra l'altro, una ghignante lezione su come non si
possono più guardare i film? Tutta colpa del
referente. Della convinzione, dura a morire, che
il cinema debba avere il proprio referente (e non
possa non averlo) nella realtà: Che sia (e debba
essere) un'impronta del mondo, una traccia della
vita. I referenzialisti sono dogmatici,
intolleranti, imperativi... |
L'ultimo pensiero di
Kubrick
La
prima immagine che irrompe tra i titoli di testa
su fondo nero, mostra la Kidman di spalle mentre
si spoglia nuda; i titoli poi continuano. La
scena è inserita così, quasi facesse parte
anchessa dei titoli, quasi fosse un titolo
di testa. Ed in effetti lo è: più che una scena
da collegare alla storia, è un corollario a quel
Occhi spalancati chiusi. La Kidman si
mostra come oggetto erotico, nuda, ma di spalle,
chiunque la stia guardando, in quel momento, non
è visibile da lei... |
Le sue considerazioni
Non
imparai assolutamente nulla a scuola. Ho imparato
molto di più vedendo film che leggendo pesanti
tomi sull'estetica del cinema. La miglior
educazione al fare film è farne uno.
Consiglierei ogni aspirante regista di cercare di
fare un film da solo. Uno short di tre minuti gli
insegnerà molto. (Nei primi film) Feci di tutto,
dal tenere i conti al doppiare il rumore dei
pugni. Dite una qualsiasi cosa: io la feci... |
Kubrick e
l'architettura
Corso di "Teorie e Tecniche
della Progettazione Architettonica"
Politecnico di Milano - Facolta' di Architettura
Nella vita
reale ogni esperienza o serie d'esperienze si
presenta all'osservatore in una sequenza
interrotta di spazio e di tempo. Nel cinema le
cose vanno diversamente: il cinema permette salti
nello spazio e nel tempo, consentendoci di
estendere la nostra piccola vita all'infinito.
Possiamo vedere "l'alba dell'uomo" e,
un istante dopo, viaggiare su una nave spaziale
verso la Luna... |
Stanley Kubrick o
qualcosa che faccia tremare la terra
Quando ci apprestiamo a vedere un
film di Stanley Kubrick sappiamo già che le
successive due ore saranno impiegate a decifrare,
a svelare un corpo e a farsi vedere dallo stesso.
Insomma, sappiamo già che più che una semplice
visione, la nostra seduta sarà di carattere
esperienziale. Chi di noi di fronte a una sua
opera non ha sentito almeno una volta una sorta
di avvicinamento a quelle che sono le nostre più
ancestrali paure, ai reconditi e forse
imperscrutabili desideri, a una cosmogonia del
nostro inconscio? |
Il cinema di
Kubrick
Benché quantitativamente
limitata, la filmografia di Stanley Kubrick
attesta un raro livello qualitativo.
Il suo interesse ossessivo per le strutture
logiche (era un accanito giocatore di scacchi) e
per la musica (suonava la batteria, strumento
ritmico) è evidente nelle sue opere. Creatore di
mondi fantastici tra i più grandi e originali
dello schermo, egli si è nondimeno quasi sempre
ispirato a testi letterari... |
Perché Kubrick
è un classico: Stanley o la luccicanza di Apollo
Kubrick è un classico perché è
il contrario del dèjà vu. Il suo cinema
cerca e trova (produce e offre allo sguardo) non
immagini ma epifanie, apparizioni; non la
riproduzione di una pretesa realtà, ma
l'irruzione nello spazio rituale dello schermo
(nel buio rituale della sala) di corpi, oggetti,
luci, suoni e movimenti mai visti prima, mai
concepibili prima. Quello di Kubrick è stato
l'ultimo grande progetto modernista: produrre i
film terminali della storia del cinema, quelli
dopo i quali i generi di riferimento non saranno
più gli stessi... |
La crisi della
ragione nel cinema di Stanley Kubrick
Le
avventure di Alex sono una sorta di mito
psicologico. Il nostro subconscio prova un senso
di sollievo in Alex proprio come gli accade nei
sogni. Esso soffre nel vedere Alex imbavagliato e
punito dalle autorità mentre una buona parte
della nostra coscienza ammette che deve essere
così... |
Director's Guild of
America
Buona sera. Mi dispiace di non
poter essere con voi questa sera per ricevere il
D.W.Griffith Award che costituisce per me un
grande onore, ma mi trovo a Londra dove sto
girando Eyes Wide Shut con Tom Cruise e Nicole
Kidman. Proprio in questo momento probabilmente
mi troverò in macchina sulla strada per lo
Studio, cosa che, si dà il caso, mi rimanda ad
una conversazione che ho avuto con Steven
Spielberg, su quale fosse la cosa più difficile
e rischiosa quando si dirige un film... |
Nel suo genio il soffio di
Dio
Dopo
la morte di Kubrick parla il grande regista
Ermanno Olmi.
Il grande artista dilata e accentua le capacità
date all'uomo. Abbiamo tutti la possibilità di
vivere pienamente l'esistenza. Molti rinunciano,
per prudenza. Kubrick, fino all'ultimo, ha
vissuto da curioso. C'è chi lo ha criticato per
la scelta di isolarsi. Ma lui era come un uomo
innamorato, voleva coltivare il cinema in forma
esclusiva. A volte tutte le altre cose somigliano
a un inutile orpello... |
Forma e controllo: il
topos corridoio in Kubrick
Con
questo lavoro di ricerca ci si propone di
mostrare come nella filmografia del regista
americano Stanley Kubrick sia presente uno
stretto rapporto tra lambito narrativo e
quello visivo. In particolare si tenterà di
evidenziare come la struttura spaziale del
corridoio abbia una valenza determinante nel
sottolineare la costrizione e
limpossibilità di scelta in cui vengono a
trovarsi i personaggi kubrickiani... |
Curiosità
I
tavolini del Korova Milk Bar di "A clockwork
Orange" sono opera di Stanley stesso:
nacquero in lui dopo che vide una mostra in cui
venivano esibite figure femminili come fossero
dei mobili. Lo sceneggiatore John Barry, su
ordine di Kubrick fotografò una modella nuda in
tutte le posizioni in cui essa sarebbe potuta
servire da tavolino. Nonostante i problemi che
comportò in termini di tecnologia, l'
illuminazione per tutta la durata del film
"Barry Lindon" fu assolutamente
naturale. Si è girato d'inverno, tra le nove del
mattino e le tre del pomeriggio... |
Documenti e interviste
Quando lo
conobbi nel 1980 stava giusto finendo di
costruire i set per Shining. Ci incontrammo per
la prima volta e parlammo molto di film. Mi sarei
trasferito sui suoi set per girare I Predatori
dellArca Perduta quando avesse finito.
Quando il suo set venne distrutto, dovremmo prima
girare in Francia per dare modo a Stanley di
finire per poi lasciarci costruire "il pozzo
delle anime" dove si trovava l'entrata
dell'Overlook Hotel, quel famoso salone dove Jack
Nicholson batteva a macchina... |
Napoleon
Perché sta preparando un film su Napoleone ?
Questa è una domanda la cui risposta occuperebbe
tutta l'intervista..... Tanto per iniziare,
Napoleone mi affascina. La sua vita è stata
descritta come un poema epico d'azione. La sua
vita sessuale è degna di Arthur Schnitzler. Egli
fu uno dei quei rari uomini che muovono la Storia
e foggiano il destino dei loro stessi tempi e
delle generazioni a venire - in senso concreto,
il nostro stesso mondo è il risultato di
Napoleone, così come la mappa politica e
geografica dell'Europa postbellica è il
risultato della Seconda Guerra Mondiale. |
Le scene mai viste
In Spartacus le scene eliminate
concernevano un tentativo appena accennato da
parte di Marco Crasso di sedurre il suo schiavo
Antonino che lo sta aiutando a lavarsi. Il Dottor Stranamore si
concludeva con Peter Sellers, il presidente degli
Stati Uniti, mezzo sprofondato nelle torte di
crema. Dopo la prima del film a
Washington, Kubrick soppresse diciannove minuti
di 2001: Odissea nello spazio comprendenti
sequenze sulla stazione spaziale, sulla Luna e a
bordo del Discovery. Per la distribuzione in Europa e
nel resto del mondo, Kubrick (probabilmente
influenzato dai risultati non brillanti del film
nelle prime settimane di programmazione in USA)
rimontò Shining, portandolo ad una durata di 120
minuti. |
Macchina da presa ARRI 35
II
The
Arriflex 35 II is one of the most significant
motion picture cameras of all time.
It was designed and developed by Arnold &
Richter, A.G. of Munich Germany, founded in 1917
as film laboratory equipment and accessory
manufacturers. The name ARRI derives from the
first two letters of each founders name
August Arnold and Robert Richter... |
Le colonne sonore
Spartacus
- Lolita - 2001: A Space Odyssey- A Clockwork
Orange - Barry Lyndon - The Shining - Full Metal
Jacket - Eyes Wide Shut |
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